Aaron Gordon si dichiara al Draft: ha il potenziale da top-10 pick?

Dopo un solo anno, Aaron Gordon ha deciso di fare il grande passo e di entrare nel Draft 2014. Non è ancora ufficiale, ma ormai gli addetti ai lavori sono certi della sua scelta, che verrà resa pubblica al più tardi nel corso della prossima settimana. Magari non siamo di fronte ad un giocatore dalle potenzialità dei vari Andrew Wiggins, Jabari Parker e Joel Embiid, ma sicuramente la matricola di Arizona sarà una delle prime 10 scelte il prossimo giugno.

Anche se muscolarmente deve crescere ancora, Gordon per essere un 18enne ha una forza fisica notevole, un atletismo eccezionale per la sua stazza e soprattutto una grande versatilità. I Wildcats hanno chiuso questa stagione come la miglior squadra della nazione nell’efficienza degli aggiustamenti difensivi: è difficile quantificare l’impatto che Aaron ha avuto su tale statistica, ma di certo ha avuto un certo peso, dato che stiamo parlando di un giocatore che riesce a difendere praticamente su tutti i ruoli.

In attacco Gordon ha ancora tanto da migliorare, ma i margini ed il materiale su cui lavorare ci sono eccome, ed ecco spiegato perché difficilmente scenderà oltre la settima scelta di un Draft molto talentuoso. Nonostante un orrendo 43.5% dalla lunetta che macchia non poco le sue qualità, l’ala di Arizona ha chiuso con una media di 12.1 punti, 7.8 rimbalzi e 1.8 assist, tirando con un buon 48.5% dal campo, con un positivo 30.8% da oltre l’arco (c’è del potenziale in questo fondamentale, da non sottovalutare per un 3/4) e venendo nominato matricola dell’anno della Pac-12. Dotato di un buon jumper e di un buon gioco in post, in ottica futura deve assolutamente sviluppare abilità migliori vicino al ferro, considerato anche l’atletismo e l’apertura alare di cui è dotato.

Anche se Arizona si è fermata alle Elite Eight, presentandosi al Torneo NCAA come testa di serie numero 1, la stagione di Gordon può essere considerata più che positiva. Non va dimenticato che è pur sempre un ragazzo di 18 anni e non è facile reggere la pressione di essere considerato un talento da 5 stelle. Coach Sean Miller di lui ha apprezzato soprattutto questa qualità di sapersi concentrare esclusivamente sul gioco: “Non importa quanto sia bravo, ci saranno sempre alti e bassi – ha dichiarato – ma non avrei mai immaginato che Aaron avrebbe gestito così bene tutta la pressione che ha avuto sulle spalle fin dal primo giorno che ha messo piede in questo college. Lui è sempre lo stesso tutti i giorni: vuole giocare bene, ma soprattutto vincere con la squadra”.

Quando ad un talento importante abbini un atteggiamento mentale di questo tipo, puoi stare sicuro che di strada in NBA ne fai. Magari non diventerà mai una stella assoluta, ma ha tutte le potenzialità per essere un ottimo giocatore. Ovviamente nella lega non gli basterà il suo atletismo per dominare, come ha fatto in NCAA: innanzitutto deve sviluppare un jumper sempre più affidabile ed un gioco sotto canestro più incisivo, dopodiché con le qualità difensive che si ritrova può tranquillamente diventare un all-around di sicuro affidamento anche al piano di sopra.