Lo sapevate che... NBA

Julius Erving e una delle 5 trade più squilibrate della storia NBA

Circa 37 anni fa, uno dei più grandi giocatori nella storia della NBA è stato dato via in cambio di soldi. Tutto nasce da una promessa non mantenuta: i Nets, squadra in cui militava allora Julius Erving, avevano aderito alla NBA a partire dalla stagione 1976-77, e di conseguenza si erano trovati a dover versare 3.2 milioni di dollari nelle casse della lega. Poco dopo i Knicks hanno intimato ai rivali di pagar loro 4.8 milioni, come risarcimento per aver invaso il territorio, e ciò ha indotto il proprietario dei Nets, Roy Boe, a rimangiarsi la parola data ad Erving, che avrebbe dovuto avere un cospicuo aumento di stipendio una volta che la franchigia fosse entrata a far parte della NBA. La cosa ha indispettito molto Doctor J, al punto che si è rifiutato di partecipare al training camp: i Nets sono così stati costretti a privarsi di lui, scambiandolo con i Sixers per 3 milioni. Una miseria, se si tiene in considerazione l’enorme valore del giocatore, che nel corso degli anni avrebbe potuto farne guadagnare molti di più. Questa è stata sicuramente una delle trade più squilibrate nella storia della NBA: andiamo a vederne altre quattro, stilando così una top five.

KOBE BRYANT AI LAKERS (1996) – Dopo aver perso Alonzo Mourning, gli Hornets avevano bisogno di un centro per riempire il vuoto venutosi a creare: e così hanno sacrificato la loro 13esima scelta del Draft, spedendola ai Lakers in cambio di Vlade Divac. Chissà quante volte a Charlotte si siano chiesti cosa sarebbe accaduto se avessero chiamato loro Kobe Bryant: fatto sta che quella trade è passata alla storia come il peggior momento di sempre degli Hornets, mentre i Lakers si sono ritrovati tra le mani uno dei più grandi giocatori di sempre, in grado di avere subito un impatto determinante in coppia con Shaq.

CHARLES BARKLEY AI SUNS (1992) – Per quanto un giocatore sia forte, può capitare che arrivi il momento in cui una franchigia decida di scambiarlo perché non ritiene sia quello giusto per provare a vincere. Questo è ciò che è accaduto ai Sixers, che con Barkley al comando non erano mai riusciti ad andare oltre le finali di Conference: e così il front office ha deciso di scambiarlo. Niente di male, se non fosse che Phila ha dato via un giocatore dominante ed in cambio non ha ricevuto nulla di buono per alzare il livello della squadra: da Phoenix, infatti, arrivò un Jeff Hornacek in forte calo (fu scambiato la stagione successiva) e due giocatori piuttosto anonimi come Andrew Lang e Tim Perry. La trade si è ovviamente rivelata fenomenale per i Suns, che con un Charles maestoso arrivarono a sfidare i Bulls di Jordan per il titolo.

SCOTTIE PIPPEN AI BULLS (1987) – Nell’offseason dell’87, Pippen è sbarcato a Chicago in cambio del nulla, o quasi: Seattle, infatti, si accontentò di Olden Polynice, di una seconda scelta dell’88 (Sylvester Gray) e di una prima dell’89 (BJ Armstrong). Tra questi tre giocatori, solo Armstrong ha avuto una discreta carriera, ma niente di trascendentale. Scottie, invece, ha svolto un ruolo fondamentale nella dinastia dei Bulls, vincendo la bellezza di sei titoli NBA al fianco di Michael Jordan.

DOMINIQUE WILKINS AGLI HAWKS (1982) – Riuscite ad immaginare una squadra con Stockton, Wilkins e Malone? Sarebbe potenzialmente inarrestabile, ma all’epoca i Jazz avevano problemi di liquidità, e per di più Dom non voleva giocare per loro. E così il front office è stato costretto a scambiarlo, ma non c’è scritto da nessuna parte che in cambio doveva accontentarsi di giocatori piuttosto inutili: gli Hawks hanno ottenuto un futuro Hall of Famer ed hanno spedito a Utah un John Drew in declino e un Freeman Williams piuttosto impalpabile, facendo così uno dei migliori affari del secolo.

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