NBA NBA Weekly

Bulls e Rockets, a caccia dei Playoff senza difendere

HOUSTON, TX - FEBRUARY 4:   James Harden #13 of the Houston Rockets reaches for a rebound during their game against the Chicago Bulls at the Toyota Center on February 4, 2015 in Houston, Texas..  NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and/or using this photograph, user is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. (Photo by Scott Halleran/Getty Images *** Local Caption *** James Harden
HOUSTON, TX - FEBRUARY 4: James Harden #13 of the Houston Rockets reaches for a rebound during their game against the Chicago Bulls at the Toyota Center on February 4, 2015 in Houston, Texas.. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and/or using this photograph, user is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. (Photo by Scott Halleran/Getty Images *** Local Caption *** James Harden

Houston e Chicago si sono incontrate stanotte per la prima volta in questa stagione, entrambe con un cambio di allenatore alle spalle che non ha fruttato risultati, entrambe con evidenti limiti in difesa e entrambe all’ottavo posto, aggrappate ai Playoff.

L’ha spuntata Chicago (108-100) aiutata dalla 35esima doppia-doppia di Gasol ma sopratutto dal ritorno sul parquet di Jimmy Butler, subito decisivo. Non sono bastati a Houston i 36 di Harden e la coppia Beverley-Brewer, anima e motore di Houston; per il primo 10 punti 4 assist, 4 rubate con un +16 di valutazione, mentre per il secondo 12 punti, 6 rubate e un +11 in poco più di 20 minuti di impiego. I Bulls vincono la lotta a rimbalzo (53-40), Houston continua a litigare con il tiro dalla lunga distanza, 9/35, 25% (3/35 la partita prima vs Pelicans) e così Rose e compagni tornano sopra il 50% di vittorie (31-30) e risalgono in zona PO.

Sulla carta sono due formazioni che dovrebbero occupare le prime posizioni nelle rispettive conference e invece si trovano a lottare nelle ultime venti partite per un posto nella post-season, colpa della difesa: Houston non è nuova riguardo l’argomento e, sebbene la passata stagione avesse mascherato bene le caratteristiche difensive dei proprio giocatori, Harden su tutti, in questa sta paga pagando molto sotto questo punto di vista. Attualmente i Rockets sono la sesta squadra per percentuale concessa (46.4) e la quinta per punti concessi agli avversari (106.9), le statistiche evidenziano anche le brutte transizioni difensive, infatti, mediamente, subiscono 14 punti in contropiede. Non si può poi parlare della squadra di Bickerstaff senza toccare l’argomento tiro da tre: non solo tenta più tiri di tutte le altre franchigie da oltre l’arco, ma ne concede anche 26 di media, con il 36.4% di realizzazione.

L’ultima squadra da cui invece ci saremmo aspettati difficoltà in difesa sono gli ex ragazzi di Thibodeau, che hanno approfittato dell’assenza di Butler per capovolgere e rovinare una stagione, tutto nell’arco di un mese. I tori, con la partita di stanotte, hanno tenuto aperta una striscia di 16 partite consecutive con almeno 100 punti subiti; durante l’infortunio del numero 13 (3-9, il record) hanno subito mediamente 110 punti, con apice raggiunto a Miami, dove hanno concesso 129 punti agli Heat, di cui 74 nel pitturato e hanno lasciato registrare a Wade e Co. il record di franchigia per percentuale dal campo in una partita (67.5%). A chiudere il cerchio sono le statistiche avanzate che ci dicono che i Bulls da inizio Febbraio hanno un NetRtg di -7.1 (DefRat 107.8), terzo peggior dato della lega, dietro solo a Phila e Suns.

Fortuna che Febbraio è finito e Jimmy Buckets è tornato. Grazie ai suoi  24+11 con +28 di valutazione ha trascinato i Bulls ad un successo che mancava da 4 partite. Il giocatore ‘più migliorato’ della scorsa stagione ha riportato equilibrio tra le due metà campo; in questa stagione quando è in campo porta il NetRtg di squadra da -1.5 a 0. Anche la sua marcatura a uomo su Harden è risultata vincente: sebbene il secondo miglior realizzatore della lega sia esploso con 36 punti, di cui 20 nella seconda metà della sfida, quando Butler ha difeso su di lui lo ha limitato a 6 punti (2/6 al tiro) e 3 palle perse (9 finali).

Esplosivo in attacco. Comparsa in difesa. James Harden è invece stato il bene e il male di Houston stanotte, come per tutta la stagione. Bastano due dati per analizzare la miglior shooting guard della lega: tra quando è in campo e quando invece esce, l’OffRtg dei Rockets precipita da 106.0 a 98.4, ma il DefRtg cresce da 104 a 107.

La dirigenza di Houston, in risposta alle difficoltà della squadra, ha tagliato Lawson, ha inserito nuovamente in rotazione Josh Smith; mentre in quintetto partono come l’anno scorso Beverley e Montijunas con la palla in mano ad Harden. Basterà per i Playoff? Forse sì, forse no. I Rockets incontreranno da qui fino a fine stagione solo squadre attualmente militanti in zona post-season (fatta eccezione per i Timberwolves), ma allo stesso tempo dovranno affrontare un solo back-to-back. Con ogni probabilità, decisivo sarà lo scontro diretto con i Jazz. Chicago invece ha un calendario più agevole e, con Butler e Mirotic di nuovo in campo, i Playoff dovrebbero essere quasi certi, nonostante la numerosa concorrenza per l’ottavo posto.

1 commento

Clicca qui per aggiungere un commento

Rispondi

  • Tipico caso di franchigie allo sbando dolo due allenatori sacrificati al culto delle star di turno… i risultati parlano da soli