NBA

Cavs, prendete appunti dagli Spurs: ecco come reagisce una grande squadra al -30

In questa stagione, può capitare con una certa frequenza di prendere 30 punti dai Warriors di quel fenomeno di Steph Curry, che è nel bel mezzo di una vera e propria rivoluzione del gioco. Ultimamente è capitato anche a due squadre completamente diverse tra loro, ma entrambe con ambizioni da titolo. Stiamo parlando ovviamente di Cavaliers e Spurs: è dal modo di reagire a batoste del genere che si vedono i veri campioni e le grandi squadre.

Se Cleveland è andata praticamente fuori di testa e ha deciso di licenziare coach David Blatt, San Antonio si è comportata in una maniera ben diversa: dopo il -30 preso da Golden State, Ginobili si è presentato davanti ai microfoni, non ha cercato alcun alibi per il pesante ko (era assente Duncan, ndr) e non ha avuto problemi ad ammettere che in questo momento Curry e compagni sono più forti. Una bella prova di umiltà da parte di Ginobili, alla quale sono poi seguiti i fatti: gli Spurs non hanno fatto drammi, ma sono ripartiti ancora più compatti e determinati, pronti a riscattarsi alla prima occasione.

E così è stato: nel giro di due giorni, la truppa di coach Popovich è passata dal -30 con i Warriors al +31 con i Rockets di Harden e Howard, offrendo una prova da grande squadra: si può dire, infatti, che il “derby” sia stato a senso unico, con Aldridge che ha avuto un grande impatto su entrambi i lati del campo (24 punti, 10 rimbalzi, 5 assist) e con Leonard che è tornato a giocare sui suoi altissimi standard (18 punti con un plus/minus di +24). Alla fine gli Spurs si sono imposti per 130-99, migliorando praticamente tutte le voci statistiche fatte registrare contro i Warriors, a partire dalle palle perse, che da 25 sono scese a 13.

In ogni caso, c’erano pochi dubbi sul fatto che San Antonio reagisse da grande squadra dopo la batosta: da quando Popovich è seduto in panchina, i texani hanno subito 9 sconfitte con almeno 30 punti di scarto e ogni volta hanno poi vinto la partita successiva. Ciò testimonia una grande solidità mentale, ma soprattutto un gruppo molto unito, che sa far tesoro dei ko pesanti per crescere ulteriormente.

Dopo aver sbrigato con successo la pratica Rockets, adesso gli Spurs volgeranno il loro sguardo al 30 gennaio, giorno in cui andranno a far visita ai Cavaliers. In tale occasione, probabilmente potremo iniziare a capire se Cleveland ha davvero fatto la cosa giusta affidando la panchina a Lue o se alle spalle di Golden State al momento ci sia solo San Antonio.