Corsa all'MVP NBA

Race to the MVP: 5 idee prima dell’inizio della stagione

Curry, James, Durant, Westbrook, Lillard: i 5 candidati migliori alla corsa per il premio di MVP.
Curry, James, Durant, Westbrook, Lillard: i 5 candidati migliori alla corsa per il premio di MVP.

Ci siamo, manca veramente pochissimo all’inizio della stagione 2016/2017 che prenderà il via stanotte all’1:30 con i campioni in carica, i Cleveland Cavaliers, che ospiteranno i New York Knicks dei nuovi arrivati Derrick Rose e Joakim Noah. Dopo aver analizzato ogni singola squadra prima del via ufficiale della stagione, è tempo di pensare alla Race to the MVP e a chi possono essere i candidati migliori per il premio.

Partendo dal presupposto che prima della palla a due inaugurale è impossibile fare una previsione di chi alla fine sarà nella corsa per il premio, questi sono i 5 giocatori da cui ci si attende molto e, quindi, da tenere d’occhio nella prossima stagione.

1. STEPHEN CURRY – Golden State Warriors

Chi meglio del due volte MVP e campione in carica come “candidato principale” a vincere il premio anche quest’anno? Nel 2015/2016 il numero 30 dei Golden State Warriors è riuscito nell’impresa di migliorarsi senza però vedere il proprio utilizzo aumentato sensibilmente (da 32.7 a 34.2 minuti a partita), che è qualcosa che nessuno pensava fosse possibile, visto quanto bene aveva fatto durante la sua prima campagna per l’MVP. Nel dettaglio, l’evoluzione di Stephen Curry nelle ultime due stagioni si può riassumere in questo modo:

  • un clamoroso +6.3 nel differenziale tra la media punti a partita degli ultimi due anni;
  • miglioramenti a rimbalzo, passando da 4.3 a 5.4 di media;
  • un leggero calo (-1.0) negli assist, del tutto naturale visto l’aumento di produzione offensiva in termini di punti.

Il tutto accompagnato da un incredibile miglioramento nelle percentuali al tiro, tra cui un irreale – o quasi – 50.2% complessivo dal campo. Difficile che mantenga questo trend, ma se dovesse anche solo confermarsi (a minutaggio inferiore, vista l’esperienza delle Finals della passata stagione) su questi livelli sarà difficile strappargli la corona di MVP.


2. LEBRON JAMES – Cleveland Cavaliers

È riuscito, finalmente, a portare un titolo professionistico a Cleveland dopo quello dei Browns in NFL del 1964 ed è sempre più motivato per provare a ripetere questa impresa anche nel 2017. Nonostante la stagione 2015/2016 non sia certamente stata tra le più esaltanti, dal punto di vista statistico, giocate da LeBron James nella sua carriera, i numeri mostrano come il numero 23 dei Cavaliers stia comunque continuando ad evolversi, migliorando in maniera spaventosa la propria efficienza in campo.

Per la prima volta in carriera, infatti, James ha visto ridurre il proprio minutaggio in campo a meno di 36 minuti a partita, cosa che gli ha permesso di arrivare al massimo della forma quando è stato il  momento di decidere la stagione. Il tutto senza calare la produzione offensiva (sempre 25.3 punti di media), andando meglio a rimbalzo (7.4 contro 6.0) anche grazie al suo ruolo sempre più interno e migliorando le percentuali al tiro (da 48.8% a 52.0% dal campo in stagione).

Anche nella sua quattordicesima stagione, LeBron James sembra essere nella corsa al premio di MVP.


3. RUSSELL WESTBROOK – Oklahoma City Thunder

UNLEASHED. È il miglior aggettivo per descrivere lo status di Russell Westbrook dopo aver visto Kevin Durant partire in direzione Golden State Warriors. Già due anni fa, complice una serie di sfortunatissimi infortuni per i Thunder, era arrivato ad un passo dal vincere il premio di MVP, ma ora che gli Oklahoma City Thunder sono veramente la sua squadra è tutto veramente nelle sue mani.

Senza farne un discorso di statistiche, la versione 2015/2016 di Oklahoma City è interamente nelle mani di Westbrook, che avrà il potere di fare – e anche disfare – qualsiasi cosa, con l’unico scopo di portare il più avanti possibile la squadra. Infatti, è difficile pensare ad un altro giocatore in tutta la lega con le stesse “libertà” di cui potrà godere lui in questa stagione e, per questo motivo, è impossibile non aspettarsi qualcosa di “mostruoso” quest’anno.

È la sua stagione, impossibile non considerarlo.


4. DAMIAN LILLARD – Portland Trail Blazers

Leader indiscusso di un team che doveva essere in ricostruzione, ma che si è trovato ad affrontare ad armi (quasi) pari i campioni in carica ai playoffs, Damian Lillard è già stato indicato da molti come uno dei papabili MVP per la stagione 2015/2016.

Sesto nella classifica dei migliori realizzatori, il numero 0 dei Portland Trail Blazers ha il vantaggio, come Westbrook, di poter godere di grandi libertà all’interno del sistema della propria squadra, fungendo spesso da “valvola di sfogo” in caso di problemi. È un vero e proprio tuttofare in grado di contribuire in diversi modi (punti, assist, rimbalzi) in campo, ma è soprattutto il leader emotivo dei Blazers, che con lui sembrano avere una marcia in più. Se è vero che per guadagnarsi il premio di MVP è necessario giocare una grande stagione a livello individuale, è anche vero che conta (tanto) il piazzamento della squadra al termine della stagione e questo è ciò che gli interessa di più.

Nel frattempo, Lillard ha deciso di diventare MVP di Twitter con questa frecciata a Kevin Durant:


5. KEVIN DURANT – Golden State Warriors

Inserirsi in un nuovo contesto non è mai facile, ma è ragionevole pensare che nel caso di Kevin Durant e i Golden State Warriors questo possa non valere. Il sistema della squadra allenata da coach Steve Kerr sembra infatti essere perfetto, o quasi, per Durant, dal quale ci si aspetta una stagione di altissimo livello, aiutato sicuramente dal flow del gioco dei Warriors e dalla presenza di giocatori come Curry, Draymond Green e Klay Thompson che sono in grado di attirare enormemente le attenzioni delle difese.

Dall’altra parte del campo però, il ruolo di Durant sarà fondamentale per l’economia del complesso sistema di cambi e recuperi che Golden State mette in pratica sui pick & roll e su tutti i blocchi. La sua struttura fisica lo rende una minaccia su qualsiasi linea di passaggio e in aiuto sulle penetrazioni, per cui potrà finalmente mettere in evidenza anche delle doti difensive che ancora non erano state viste. Inoltre, il fatto di poter spendere la maggior parte dei minuti nel ruolo di 4 (in preseason ha giocato anche da 5, ma è difficile che in stagione si ripeta spesso) lo metterà spesso in buona posizione a rimbalzo, permettendogli anche di mostrare le sue doti di rimbalzista.

Sarà una stagione alla ri-scoperta di Kevin Durant, ma con la convinzione che possa fare ancora meglio di quanto fatto vedere fino ad oggi con la maglia dei Thunder.


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