Dante Exum e le 4 partite che lo hanno reso un fenomeno del Draft

Quattro partite, cinque giorni, un totale di 102 punti segnati e di 74 tiri tentati. Sareste in grado di scegliere tra le prime cinque chiamate del Draft 2014 Dante Exum, noto esclusivamente per questi numeri? Gli esperti ed i general manager americani evidentemente sì, dato che nella maggior parte dei Mock Draft l’australiano viene dato alla n.4. Stiamo parlando di un playmaker 18enne che non ha mai giocato in alcun campionato europeo o in D-League, che ha trascorso l’ultimo anno all’Australian Institute of Sport e che il prossimo autunno giocherà direttamente nella NBA, senza nemmeno passare dal college. College a cui si sarebbe iscritto, se non fosse stato per quelle quattro partite della scorsa che hanno cambiato tutto.

Dal 3 al 7 luglio 2013, in occasione del Mondiale Under 19 svoltosi a Praga, Exum si è costruito la sua reputazione di playmaker dinamico, con tanti punti nelle mani, con grande velocità di esecuzione ed in grado di battere con estrema facilità il diretto avversario. E’ in quel brevissimo arco di tempo che il suo nome è diventato un punto fermo dei Mock Draft e che ha attirato le attenzioni di scout, gm e dell’agente di Kobe Bryant, Rob Pelinka. Ma da allora l’australiano si è visto poco e niente, non giocando per alcuna squadra “vera”. Insomma, la fama di Exum si basa completamente su quanto visto in una competizione tra adolescenti che non annoverava grandissimi talenti tra i partecipanti.

In più, nelle fasi iniziali del torneo l’australiano ha viaggiato con soli 12.4 punti di media, mostrando il tipo di gioco che ha assolutamente bisogno di essere sviluppato nella NCAA. Nella sonora sconfitta per 94-51 contro gli USA, Exum ha disputato la sua peggior partita, segnando 7 punti e commettendo 4 turnover in 11 minuti: a marcarlo c’era Marcus Smart, uno che, scherzi del Draft, il prossimo giugno verrà scelto molto dopo il playmaker 18enne. Dopo quell’incontro, però, l’australiano ha messo in piedi un vero e proprio show: ha segnato 20 punti e 6 assist, trascinando la squadra ad un successo fondamentale per andare avanti e due giorni dopo si è addirittura superato, annichilendo la Spagna (una delle favorite) con 33 punti (9/18 dal campo, 12/13 dalla lunetta, 5 rimbalzi, 4 assist e 4 recuperi. Il 6 luglio ne ha sparati 21 con 4 rimbalzi e altrettanti assist contro la Serbia, ma non è bastato per conquistare l’accesso alla finale, mentre il 7 ha provato a fare il miracolo contro la Lituania nello spareggio per la medaglia di bronzo, arrendendosi solo dopo un overtime con 28 punti (8/11 da due), 5 rimbalzi e 5 assist.

In pratica Exum, dopo la sconfitta con gli USA, ha concluso il torneo tenendo 25.5 punti, 44.6% dal campo, 4.8 assist e 4.0 rimbalzi di media in quattro partite ed ha così attirato una marea di attenzioni da parte degli scout NBA. I quali probabilmente sono più affascinati da quello che Exum potrebbe diventare (è un 198cm con apertura alare spaventosa di oltre 2 metri) piuttosto che da quello che hanno visto a Praga. “In quel torneo a volte è stato mozzafiato – ha dichiarato Fran Fraschilla, ex allenatore NCAA e attuale commentatore per ESPN – altre è apparso in tutto e per tutto una matricola del college, facendo cose stupide e commettendo palle perse ingenue. Ma quando lo si vede giocare, è difficile non innamorarsene, ha qualcosa di speciale ed è in grado di fare alcuni movimenti eccezionali. Potenzialmente è un giocatore trascendente – ha concluso – ma con lui è come tirare i dadi in questo Draft. Non ha il curriculum che possono vantare praticamente tutti gli altri giocatori. Bisogna compiere un atto di fede per sceglierlo”.

Adesso che avete le informazioni giuste, vi riproponiamo la domanda iniziale: sareste in grado di scegliere Dante Exum tra le prime cinque chiamate del Draft 2014 basandovi solo su quattro partite di un anno fa?