NBA

Dov’è finito il rispetto per le leggende? Ecco perché Dirk Nowitzki meritava l’All-Star Game

A 37 anni suonati e con 17 stagioni già sul groppone, Dirk Nowitzki sta ancora spiegando pallacanestro in giro per la NBA. Il tedescone non sta mostrando alcun segno che faccia pensare alla pensione, ma anzi ancora una volta ha dimostrato di essere la mente, l’anima e soprattutto il cuore pulsante dei Mavericks. Tutti si aspettavano una stagione anonima da parte di Dallas, soprattutto dopo l’incredibile vicenda di mercato riguardante DeAndre Jordan. Nonostante ciò, coach Carlisle ha fatto di necessità virtù e ha costruito una squadra solida attorno a WunderDirk, con Matthews che ha recuperato bene da un brutto infortunio, Chandler Parsons che sta finalmente ingranando e Zaza Pachulia che sta praticamente vivendo la sua miglior stagione in carriera.

Ormai gli anni passano, i minuti diminuiscono, eppure Nowitzki riesce sempre ad essere così dannatamente forte da tenere medie impressionanti, per essere un 37enne che gioca 30’ a partita: se i Mavericks si trovano infatti al sesto posto della Western Conference, lo devono soprattutto ai suoi 17.6 punti e 6.7 rimbalzi, con il 40% da tre e una percentuale di tiro reale del 55.9%. Questi numeri testimoniano come Dirk sia ancora tremendamente efficace: per conferme chiedete ad esempio ai Clippers, che quest’anno si sono visti segnare dal tedescone la bellezza di 31 punti in 33’ con 6/8 da due e 5/6 da tre (ovviamente W di Dallas).

Nowitzki ha partecipato a 13 degli ultimi 14 All-Star Game, ma quest’anno a Toronto non ci sarà: questo è un vero e proprio smacco per una leggenda vivente, che è ancora il giocatore più determinante, nonché il simbolo della propria franchigia. I Mavericks saranno l’unica squadra dell’Ovest a non essere rappresentata nella partita delle stelle, nonostante si trovi in zona playoffs. Sicuramente a Dirk non ha giovato il fatto di appartenere ad una Conference in cui i vari Kevin Durant, Kawhi Leonard e Kobe Bryant sono considerati alla pari dei lunghi nella votazione per l’All-Star Game. Ma allo stesso tempo rimangono i dubbi per aver preferito LaMarcus Aldridge al tedescone tra le riserve.

Lungi da me voler mettere in dubbio il valore di Aldridge, che dopo un inizio difficile sta avendo un impatto sempre più importante all’interno del sistema degli Spurs, ma ciò che sta facendo Nowitzki a 37 anni avrebbe dovuto ottenere maggiore considerazione: stiamo pur sempre parlando di un giocatore in grado di fare la differenza, che rende migliore l’attacco di Dallas di circa 10 punti per 100 possessi quando è in campo. Sicuramente, però, un campione del calibro di Dirk non si sarà fatto troppi problemi per questa esclusione eccellente: ormai non ha più nulla da dimostrare, dato che è un futuro Hall of Famer, e sfrutterà l’All-Star Weekend per ricaricare le batterie ed essere pronto a continuare la sfida con il tempo anche nella seconda parte della stagione.