Draft 2014: i 5 miglior tiratori che possono fare carriera in NBA

Quando si cercano i migliori tiratori all’interno di un Draft, ci sono tanti fattori da tenere a mente. Le statistiche contano fino ad un certo punto, perché ci sono cose che i numeri non dicono: la velocità di rilascio del tiro, la gestione della maggior distanza dell’arco, l’adattamento al maggior atletismo dei difensori NBA. Molte volte non si sa se un tiratore del college può essere efficace fino a quando non lo si vede realmente in azione al piano di sopra, ma proviamo comunque a stilare una lista dei migliori tiratori che questo Draft ha da offrire, concentrandoci in particolare sulla loro capacità di segnare da oltre l’arco. 

DOUG MCDERMOTT, CREIGHTON – Non si diventa uno dei più grandi realizzatori nella storia della NCAA per caso. Se una squadra ha bisogno di un esterno in grado di fare canestro con estrema semplicità, McDermott è il meglio che c’è in circolazione. Stiamo parlando di uno che ha segnato oltre 3mila punti nella sua carriera collegiale, non andando mai sotto il 40% da tre punti. E’ più atletico di quanto non si creda, può essere difficilissimo da marcare anche in NBA, dato che rappresenta una minaccia offensiva in qualunque momento ed in qualsiasi zona del campo si trovi. Se viene lasciato libero, un suo canestro è sicuro come la morte: segna in media 1.9 punti per ogni tiro quando ha la possibilità di sparare senza marcatura. Nell’ultima stagione ha fatto registrare una percentuale reale di tiro pari al 65.1%, impressionante soprattutto se si considera che è stato il principale terminale offensivo della squadra, prendendosi 17.9 conclusioni a partita. Molte franchigie sono innamorate delle sue capacità offensive, ma anche della sua maturità ed intelligenza cestistica. 

NIK STAUSKAS, MICHIGAN – Da freshman, si è guadagnato le attenzioni degli scout grazie soprattutto al suo 44% dalla lunga distanza. Da sophomore, ha fatto molto di più che spedire la palla nel cesto da oltre l’arco, ed è per questo motivo che adesso è considerato una lottery pick. Stauskas ha dimostrato di saper gestire molto bene il pallone e di giocare ottimamente il pick and roll, il che potrebbe aiutarlo ad essere la seconda shooting guard selezionata dopo Andrew Wiggins. Nonostante questi suoi progressi, non ha affatto perso la sua tendenza a far canestro da tre punti, come testimoniato dalle 92 triple realizzate con il 44%. E’ uno dei migliori “spot up shooter” del Draft, dato che in quella situazione ha una media di 1.3 punti per possesso. La sua reale percentuale di tiro è del 65.1%, la stessa di McDermott. Oltre ad essere a dir poco affidabile da oltre l’arco, Stauskas può diventare uno starter in NBA e non solo un ottimo specialista, essendo anche in grado di crearsi il tiro dal palleggio e di fare gioco per i compagni. In ogni caso, il suo jumper dovrebbe bastare per tenerlo a lungo all’interno della lega, dato che può tranquillamente segnare da qualsiasi distanza ed ha un rilascio abbastanza rapido per poter ingannare anche i migliori difensori. 

RODNEY HOOD, DUKE – Nel corso della sua unica stagione a Duke, si è affermato come uno dei migliori tiratori da tre punti del paese, convertendo 72 triple con il 42%. Il suo rilascio è molto pulito, oltre che estremamente rapido ed ha una media di 1.04 punti per possesso in situazioni di spot up. Ha giocato in una squadra che aveva molti realizzatori, ma nessun playmaker, quindi non è riuscito ad esibire tutti i suoi punti di forza, ma anzi ha dimostrato di far fatica ad essere quel giocatore che deve creare per sé e per i compagni. Però uno con il suo tiro non dovrebbe avere problemi a trovar spazio nella NBA, a patto che implementi il suo repertorio offensivo e cresca dal punto di vista difensivo. 

JABARI BROWN, MISSOURI – Il fatto che sia migliorato in maniera clamorosa nel corso dei suoi tre anni al college fa intendere che sia uno di quei giocatori tanto amati dagli allenatori, ovvero sempre pronti a lavorare duro per implementare il loro gioco. E’ un ottimo atleta, ma le maggiori chance di fare carriera nella NBA le ha in qualità di specialista offensivo. Il che sembra assurdo, se si considera che Brown nel suo anno da freshman ha tirato con un misero 14% da oltre l’arco. Nella passata stagione, però, si è affermato come uno dei migliori tiratori del panorama collegiale, realizzando 80 triple con oltre il 40%. Non solo ha viaggiato con 2.3 canestri dalla lunga distanza di media, ma anche con quasi 8 viaggi in lunetta a partita. E’ letale in situazioni di spot up ed in uscita dai blocchi, ma allo stesso tempo può essere una minaccia importante in transizione. Brown può essere una scelta molto interessante tra la fine del primo giro e l’inizio del secondo. 

C.J. WILCOX, WASHINGTON – Anche se non ha ricevuto molte attenzioni, nei suoi quattro anni in NCAA si è affermato come uno dei migliori tiratori, concludendo la sua carriera con 301 triple realizzate, senza mai scendere al di sotto del 36%. Wilcox è stato molto produttivo in situazioni di spot up ed in uscita dai blocchi, realizzando oltre un punto per possesso in queste circostanze. Con un’apertura alare di circa 210 centimetri, un buon atletismo e un’ottima comprensione del gioco, il prodotto di Washington dovrebbe riuscire a strappare un contratto nella NBA, indipendentemente dal se verrà scelto o meno nel secondo giro del Draft. Uno dei suoi principali punti di forza è che è qualcosa di più di un semplice tiratore, ma la sua capacità di fare canestro è quella che maggiormente potrà dargli l’opportunità di cimentarsi al piano superiore.