NBA

Ecco perché lo Slam Dunk Contest 2016 è stato uno dei tre migliori di sempre

Lo Slam Dunk Contest 2016 è già parte della storia NBA. A vincerlo è stato nuovamente Zach LaVine, che negli ultimi due anni ha alzato in maniera esponenziale il livello della gara delle schiacciate, grazie alla sua naturalezza fuori dal comune quando si tratta di volare al ferro.

Dopo la netta imposizione nella scorsa edizione, si temeva che quella di quest’anno potesse essere senza rivali per il giovane talento dei Timberwolves. Il quale, invece, a sorpresa si è ritrovato un Aaron Gordon strepitoso, in grado di esibire qualcosa di mai visto e di dare vita ad una vera e propria maratona: dopo una lunga serie di schiacciate a pieno punteggio, ce ne sono volute due extra a testa per decretare un vincitore. Che alla fine è stato LaVine, che è diventato il quarto giocatore dopo Michael Jordan, Jason Richardson e Nate Robinson a vincere almeno due anni di seguito.

Al di là di chi si è portato a casa il trofeo e il premio in denaro di oltre 100mila dollari, quello di stanotte è stato senza ombra di dubbio uno dei migliori Slam Dunk Contest di sempre, grazie al livello altissimo espresso dai due protagonisti. Lo diciamo senza paura di sbagliare: per noi quella di quest’anno è stata una gara delle schiacciate che se la gioca con quella dell’88 (la celebre sfida tra MJ e Wilkins) e con quella del 2000 (anno dell’epico exploit di Vince Carter) per il titolo di migliore di tutti i tempi.

Parlando di numeri, LaVine ha fatto registrare 299 punti su un massimo di 300, sommando le sue sei schiacciate. Piccolo aneddoto sull’ultima, che gli ha garantito la vittoria finale: il volo dalla linea del tiro libero, con tanto di pallone fatto passare in mezzo alle gambe, è stato improvvisato al momento grazie ad un suggerimento di Will Barton, uno degli altri partecipanti (eliminato nel primo round). Gordon, invece, ha chiuso con 291 punti e con la miglior schiacciata di sempre da parte di un secondo classificato: non si era mai visto nessuno nella storia di questa competizione prendere il pallone da una mascotte, farselo passare praticamente sotto il sedere e poi schiacciarlo in una maniera così naturale e armoniosa.

Insomma, in una notte in cui tutti aspettavano soprattutto il Three-Point Contest (vinto da Klay Thompson con 27 punti, secondo Steph Curry con 23), che per carità è stato piacevole ma non indimenticabile, lo Slam Dunk Contest è tornato in auge grazie alle prodezze e alla fantasia di due giovani talenti come LaVine e Gordon che, nonostante siano solo all’inizio delle rispettive carriere, hanno già lasciato un segno indelebile nella storia NBA.