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FantaNBA ─ I centri consigliati su Dunkest.com

Il FantaNBA non è una scienza. E menomale. Se lo fosse, mancherebbe tutta quella componente di imprevedibilità e brivido che lo rende un gioco in grado di mantenere un appassionato al pc a fare cambi di formazione e di roster per una stagione intera. Il nostro compito, in questa sede, è però quello di cercare di darvi una mano nella creazione della vostra squadra. Partiamo dai dati tecnici: la nostra piattaforma di riferimento è Dunkest. Per iscrivervi, vi basterà cliccare su questo link e seguire le istruzioni. Il codice per iscriversi al nostro campionato è PE81J.

Dopo aver analizzato nel dettaglio le guardie e le ali, è il momento di passare ai centri. Dunkest ha un sistema molto flessibile, che vi permette di schierare una formazione titolare con diversi schemi a disposizione. Non c’è solo il classico 2-2-1 (due guardie, due ali e un centro), ma ci sono anche due moduli con due centri (2-1-2 e 1-2-2). L’unica costrizione è legata al numero di giocatori per ruolo: dovete obbligatoriamente avere nel roster 4 guardie, 4 ali e 2 centri. E, se disponete dell’account base, non potrete prendere più di due giocatori provenienti dalla stessa franchigia NBA.

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LE CERTEZZE

I tre centri più costosi coincidono, questa volta, con quelli dal rendimento più certo. Si parte da DeMarcus Cousins (16.5 crediti), che statisticamente parlando non delude mai e da cui ci si aspetta, però, che riesca finalmente ad incidere anche sui risultati di squadra per acquisire definitivamente lo status di star. Cousins ha solo due controindicazioni: un fisico che gli causa spesso problemi di infortuni e una testa che lo porta ad esagerare in più occasioni, collezionando falli tecnici e squalifiche. Più solido, anche se non ovviamente da un punto tecnico, è DeAndre Jordan (16 crediti): le medie ai liberi sono quelle che sono e di punti non segna di certo tanti, ma è una macchina da rimbalzi (ricordatevi del bonus doppie-doppie) e da stoppate. Oltretutto, il suo impatto è sembrato sempre in crescita in queste ultime stagioni e non ci sono ormai più dubbi sul fatto che sia un centro da squadra top in NBA.

Alle loro spalle troviamo Karl-Anthony Towns (15.5 crediti): ha giocato una stagione impressionante da rookie e i suoi numeri (oltre al suo impatto) possono solo migliorare. Se scegliete di puntare su di lui in questo ruolo, non vi lascerà a piedi. Così come, per rimanere sui giocatori più costosi, Andre Drummond (15 crediti) dei Detroit Pistons: per lui vale un po’ il discorso già fatto per Jordan. Le percentuali ai liberi sono drammatiche, ma l’impatto (soprattutto a rimbalzo offensivo, che vale 1.25 contro l’1 del rimbalzo normale) permette bonus assicurati. Drummond è stato il miglior rimbalzista offensivo (4.9 di media) della passata stagione. Chiudiamo con Hassan Whiteside (15.5 crediti): i Miami Heat si sono indeboliti ed è fuori di dubbio, ma il giocatore è una forza della natura e non dovrebbe aver problemi a confermare le sue statistiche.

 LE INCOGNITE

Nonostante l’età non di certo tenera, Pau Gasol (14 crediti) ha avuto un impatto stratosferico a livello statistico nelle due stagioni con la maglia dei Chicago Bulls. Ecco, il suo passaggio agli Spurs potrebbe cambiare leggermente le cose. Innanzitutto perché Pau si troverà all’interno di un sistema particolare e se vogliamo unico all’interno della NBA. In secondo luogo perché le chiavi dell’attacco, come nella passata stagione, dovrebbero essere consegnate nelle mani di Kawhi Leonard e LaMarcus Aldridge. Certo, il catalano potrà essere un’arma importante in post alto, grazie alla sua capacità di smazzare passaggi vincenti per i compagni. Ma le sue statistiche potrebbero calare, anche a rimbalzo.

Non ci sentiremmo di consigliarvi a cuor leggero neanche suo fratello, Marc Gasol (13 crediti). Le qualità di questo giocatore non si discutono, ma spesso si riflettono in quegli intangibles che le statistiche (e di conseguenza i numeri validi per un FantaNBA) non colgono. Inoltre, i problemi fisici che stanno condizionando le sue stagioni recenti non permettono di fidarsi più di tanto della sua tenuta. Certo, un Marc Gasol in forma è un giocatore da 16 punti e 8 rimbalzi di media, con l’aggiunta di un buon numero di assist, ma non è detto che per il fratello minore di Pau sarà una stagione di tregua. Anche perché si è già infortunato di nuovo.

Jahlil Okafor (10.5 crediti) era uno dei potenziali fenomeni del Draft 2015 e nella sua prima stagione in NBA, a livello statistico, non ha di certo sfigurato. I 76ers, però, sembrano puntare di più sul rientrante Joel Embiid. L’infortunio di Simmons apre nuovi scenari per un reparto lunghi comunque affollato (c’è anche Nerlens Noel, anch’egli al momento infortunato), però sembra difficile che Embiid e Okafor possano convivere assieme sul parquet. Sarebbe un esperimento che riporterebbe il basket indietro di una trentina d’anni, quando le Twin Towers (come Hakeem Olajuwon e Ralph Sampson) la facevano da padrone. Per cui, scegliendo Okafor, rischiereste di trovarvi con un giocatore che vi costa un nono del budget complessivo e che non ha poi molti minuti a disposizione per esprimere il suo talento.

LE OCCASIONI

Il costo di Nikola Vucevic (11 crediti) è piuttosto contenuto, in relazione alle sue statistiche e al numero di doppie-doppie che ha collezionato nelle ultime stagioni. Anche in questo caso, comunque, c’è un però: i Magic hanno un reparto lunghi di tutto rispetto, grazie alle aggiunte estive di Ibaka e Biyombo. Bisognerà vedere quali sono le idee di Frank Vogel sulla rotazione. Se Vucevic dovesse giocare, tuttavia, a quel prezzo potrebbe essere un discreto affare. Così come Rudy Gobert (10 crediti), che si è imposto in questi anni come uno dei migliori centri difensivi della lega e che ha trovato a Salt Lake City un sistema in cui riesce a brillare. Aspettiamoci di vedere le sue statistiche in crescita anche in questa stagione.

Considerando i prezzi, è difficile non consigliarvi di buttare un occhio anche ad Andrew Bogut (8.5 crediti) e Clint Capela (8.5 crediti). Stesso prezzo, ma caratteristiche radicalmente diverse. L’australiano, fuori da un sistema come quello dei Warriors in cui fungeva sostanzialmente da facilitatore del gioco partendo dal post alto o dal post basso, potrebbe riacquistare nuova importanza offensiva. Dallas giocherà a ritmi bassi, è costretta a farlo a causa dell’età avanzata di almeno tre membri del quintetto base. Per questo Bogut potrebbe tornare a produrre anche in attacco. Lo svizzero, invece, è un grande atleta che prenderà nel quintetto dei Rockets quel posto che fu di Dwight Howard. Garantisce dinamismo, rimbalzi e stoppate. E, nel gioco di D’Antoni, non è escluso che possa attestarsi anche come schiacciatore efficace a rimorchio.

Segnaliamo anche due giocatori che hanno compiuto lo stesso tragitto in estate, ma in direzioni opposte. Joakim Noah (10 crediti) ha avuto diversi problemi con coach Hoiberg e ha perso il posto in quintetto ai Bulls. Con il passaggio ai Knicks, ritrova il ruolo di centro titolare. E non dimentichiamoci che appena tre stagioni fa, a Chicago, impressionò tutti con un’annata che gli fece scalare la classifica del premio di MVP (arrivò quarto). A New York, dunque, potrebbe rigenerarsi. È abbastanza una certezza, invece, Robin Lopez (8 crediti): non sarà un centro realizzatore e nemmeno un rimbalzista d’élite, ma è un giocatore solido e garantisce sempre il suo apporto.

LE SCOMMESSE

Non sapevamo se includerlo tra le occasioni e le scommesse, ma considerando gli ultimi due anni devastati dai problemi al piede, inseriamo Joel Embiid (7.5 crediti) in questa sezione. I Sixers, come abbiamo già detto, fanno grande affidamento su di lui e sul suo potenziale. In molti sono convinti che potrebbe giocare una stagione da Rookie of the Year. Il talento c’è tutto, la struttura fisica per giocare in NBA anche. Potreste trovarvi in casa, a meno di 8 crediti, un potenziale fenomeno del futuro.

I Portland Trail Blazers hanno un reparto lunghi affollato e, su Dunkest, il più costoso tra i centri è Mason Plumlee. Vedere però Festus Ezeli (6.5 crediti) così in basso come prezzo fa venire l’acquolina alla bocca. Uno spazio dovrebbe assolutamente essere in grado di ritagliarselo e, nei minuti a sua disposizione, ha già dimostrato con la maglia dei Warriors di saper produrre rimbalzi e punti di energia. Non sottovalutatelo. Chi si è già messo in mostra da rookie e potrebbe definitivamente esplodere è Myles Turner (7.5 crediti): i Pacers hanno anche Thad Young e Al Jefferson nei ruoli di power forward e centro, però Turner non dovrebbe aver problemi ad avere un minutaggio considerevole. Può essere un colpo a quella cifra.

Per ultimo, vi segnaliamo Jusuf Nurkic (6.5 crediti). Il suo infortunio dell’anno scorso ha rallentato il suo inserimento nei Nuggets e nei meccanismi NBA, permettendo inoltre a Nikola Jokic di fare il titolare e con successo (10 punti e 7 rimbalzi di media). Ma questa volta Nurkic c’è dall’inizio e dovrebbe partire in quintetto (forse proprio di fianco a Jokic). Arriva da una stagione da rookie giocata bene e da una stagione da sophomore in cui è riuscito comunque a non sfigurare nonostante le sole 32 partite disputate (8.2 punti e 5.5 rimbalzi di media in 17.1 minuti). Vale la pena di scommettere sul suo potenziale. Se invece vi servisse un centro al minimo per completare la panchina, potete puntare sull’aumento del minutaggio di Cristiano Felicio (4 crediti). Ai Bulls potrebbe essere la principale riserva in quel ruolo.


 

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