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Il fatto della settimana NBA – I Raptors alla ribalta nella Lega dei Warriors

EAST – TORONTO QUESTA VOLTA CI CREDE

Durante la scorsa settimana sono stati sfatati tutti i dubbi che ancora avvolgevano i Raptors e la loro stella Lowry. Punto primo: Toronto è una squadra vera; punto secondo: Kyle è davvero il miglior play dell’East.

Quando dico “squadra vera” intendo un gruppo di giocatori ben allenati, con rotazioni profonde, con due All-Star (DeRozan e Lowry) ai quali affidarsi nei momenti più delicati e un obiettivo comune: fare il salto di qualità tanto atteso. Tradotto in un linguaggio più chiaro si tratta “banalmente” (viste le possibilità di questa squadra) di passare il primo turno di Playoffs, un’impresa che nelle ultime due stagioni si è rivelata troppo grande per DeRozan e soci. Eppure Toronto era arrivata entrambe le volte alla post-season con il vantaggio del fattore fattore campo e con una Regular Season alle spalle più che confortante: niente da fare, prima Brooklyn e poi Washington hanno eliminato (senza troppi problemi) i canadesi. Visti questi precedenti conviene volar bassi nei pronostici, eppure al momento la squadra allenata da coach Casey è di gran lunga la miglior alternativa ai Cavaliers per vincere la Eastern Conference: nove vittorie di fila, quarto miglior attacco della Lega (108,2 p a gara) e un Lowry apparso incontenibile negli ultimi tempi.

A proposito del numero 7, mi sono permesso di elevarlo a “miglior play dell’East” in quanto, al momento, nessuno dei vari Wall, Irving o Rose sembra poter reggere il confronto per forma fisica, leadership e capacità di segnare (anche nei momenti “clutch”). Merita la partenza da titolare all’All-Star Game.

WEST – I DOMINATORI DELLA LEGA

Non si può non parlare di loro. Non si può. E’ inutile, proprio quando pensi che siano arrivati al loro apice, ecco che gli scatenati ragazzi di Steve Kerr alzano ulteriormente l’asticella e si spingono oltre. Sconfitti nel giro di tre giorni da Denver e Detroit? Ecco, finalmente lo possiamo dire: stanno tirando il fiato dopo aver dominato i primi tre mesi di Regular Season, d’altronde sono umani anche loro… Invece no, non avevamo ancora visto nulla: sconfitte (anzi diciamo le cose come stanno: umiliate) nelle successive cinque partite Cleveland (+34), Chicago (+31), Indiana (+12), S.Antonio (+30) e ieri notte Dallas (+20). In tutto questo dobbiamo ribadire ancora una volta che Steph Curry è apparso immarcabile; ma come, ha incontrato tre delle migliori difese dell’NBA? Niente da fare, non lo hanno nemmeno impensierito. Ormai è lampante: Golden State è in uno stato di grazia tale che in questo momento si gioca per il secondo posto, sia che battano il record dei Bulls ’95-’96 sia che non lo battano, con loro al momento non si può negoziare. I record stagionali che al momento verrebbero stabiliti dai Warriors sono incredibili se messi tutti assieme, ve ne cito solo alcuni: miglior percentuale vittorie-sconfitte, miglior percentuale di tiro, migliore attacco, miglior percentuale da tre punti, maggior numero di triple segnate a partita e miglior marcatore (indovinate chi?). Vi giuro che non sono tutti, ho trascritto solo i principali.

Io non so più che dire, tranne che possono solo fermarsi da soli.