NBA

Il fatto della settimana NBA – Attenzione a dar per spacciati Hawks e Rockets

Western Conference – La barba nera di Babbo Natale

Se si escludono i Golden State Warriors, i quali continuano a viaggiare su medie irraggiungibili, la scorsa settimana i protagonisti a Ovest sono stati i Rockets. Proprio quei Rockets che sono partiti malissimo e che adesso, bistrattati da tutti, se la giocano da sfavoriti. Ormai le cose stanno così, la squadra di J.Harden e D.Howard è passata nel giro di due mesi da favorita per il titolo (subito dietro a Warriors e Spurs) a squadra in crisi che può lottare per i Playoffs. Capita anche questo nel crudele mondo della palla a spicchi, che quasi sempre non fa sconti alle squadre in difficoltà.

Houston, lo abbiamo visto tutti, era entrata in una spirale estremamente negativa dalla quale sembrava sempre più difficile tirarsi fuori; a farne le spese come spesso succede in queste situazioni è stato l’allenatore, K.Mc Hale, esonerato senza rimpianti dalla dirigenza (eppure l’anno scorso si stava giocando la finale di Conference). In mezzo al caos di una squadra che sembrava (e sembra ancora per certi versi) implosa dall’interno è stato promosso capo allenatore Bickerstaff: un traghettatore, un tappabuchi o una persona capace con la fiducia della società? Lo dirà il tempo (se gli verrà concesso). Per ora Houston si sta rimettendo faticosamente in carreggiata, con l’aiuto, manco a dirlo, del carroattrezzi J.Harden. Le medie del Barba sono tornate quelle da aspirante MVP della stagione scorsa, eccetto la percentuale al tiro che deve ancora migliorare. Questa settimana sono arrivate le risposte più importanti da parte dei compagni: miglior prestazione stagionale di Howard contro i Lakers (ma dai, proprio contro il suo amico Kobe?), T.Lawson che finalmente si ricorda di essere un discreto giocatore (deve lavorare ancora su molte amnesie) e i vari Brewer, Thornton, Ariza, Beverly che timidamente cercano di rialzare la testa. Risultato: due sconfitte ma quattro vittorie tra le quali una ai danni dei Clippers e una contro gli Spurs: due successi impensabili anche solo dieci giorni fa.

Io continuo a credere che rispetto all’anno scorso la rosa sia addirittura migliorata (partito J.Smith sono arrivati Lawson e Thornton), anche considerando il rientrato Beverly e il miglioratissimo Capela. Houston deve dimostrare da adesso di poter ritornare nelle prime posizioni, ripartendo da questi ultimi successi. Ce la farà?

Eastern Conference – Là dove osano le aquile

Il Natale a East si festeggia soprattutto ad Atlanta, non c’è ombra di dubbio. Il motivo è semplice: gli Hawks negli ultimi dieci giorni hanno giocato sei partite vincendole tutte e la striscia è ancora aperta. Il calendario non presentava sfide impossibili ma gli Hawks prima di questa serie positiva venivano da tre sconfitte filate (anche piuttosto pesanti) e non assomigliavano per nulla alla squadra rivelazione dell’anno scorso: capace di vincere l’Est e arrivare sino alla finale di Conference. Inutile dire che queste sei vittorie danno una sterzata alla stagione finora piuttosto anonima dei ragazzi di Budenholzer, che adesso si vedono addirittura secondi alle spalle dei Cavs. Le premesse per arrivare alla post-season con il vantaggio del fattore campo ci sono tutte, visto che a parte Cleveland ad Est non sembrano esserci avversari fuori portata per Atlanta. Certo questa squadra sembra aver accusato eccessivamente la partenza di D.Carroll, un giocatore che si era ambientato a meraviglia in un sistema “stile Spurs” come quello di Budenholzer; ma il contratto dell’ex giocatore dei Jazz, complici i notevoli miglioramenti degli ultimi anni, era diventato troppo oneroso per la franchigia della Georgia, alla quale non mi sento di rimproverare nulla. Peraltro in estate sono arrivati un affidabile lungo di riserva come T.Splitter e un giocatore di talento come T.Hardaway. Due aggiunte che per il momento non stanno contribuendo molto alla causa (Splitter ha avuto qualche problemino fisico, Hardaway per adesso è ai margini delle rotazioni), ma che nel corso della stagione potrebbero diventare due pedine importanti per gli Hawks, proprio come lo era Carroll, che adesso gode di altissima considerazione nella Lega ma fino a qualche stagione fa, parliamoci chiaro, era un perfetto sconosciuto. L’ultimo dato negativo rispetto all’anno scorso è K.Korver, uno dei tiratori più efficaci della storia verrebbe da dire, che però quest’anno è in leggero calo, d’altronde l’età comincia a farsi avanzata. In compenso Millsap è addirittura stato inserito nella corsa all’MVP e ci sono molti giocatori (Schroder in primis ma anche S.Mack, M.Muscala, Bazemore e M.Scott) che possono continuare a migliorare in questo sistema che non a caso ho paragonato in precedenza a San Antonio (Budenholzer è un ex allievo di Popovich), vista la sua capacità di far crescere i giocatori.

La stagione è ancora lunga e forse per gli Hawks il bello comincia ora.