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Il fatto della settimana NBA – Celtics formato “All-Star”, i sogni travagliati dei Mavs

EASTERN CONFERENCE – CELTICS FORMATO “ALL-STAR”

Proprio nel momento in cui tutti, o quasi tutti, si stropicciano gli occhi davanti alla prima convocazione all’All-Star Game di Isaiah Thomas, Boston risale la classifica della Eastern Conference e arriva a piazzarsi terza con un record di 29-22. Un caso? Non esattamente, visto che il piccolo grande uomo da University of Washington sta mettendo insieme grandi prestazioni offensive, che a Boston, lo sappiamo dall’anno scorso, fanno comodo come l’acqua nel deserto. Il ragazzo sa segnare con enorme facilità e questo si era intuito; il fatto è che ora comincia a farlo con continuità e nei momenti topici delle partite. Nelle ultime sette gare i Celtics hanno fatto registrare la bellezza di sei vittorie e anche in questo caso è d’obbligo porre la nostra attenzione sulla qualità degli avversari: sono tutte squadre che lottano per i Playoffs ad Est. Il che mi fa trarre una semplice conclusione: Boston non è lì per caso. E non credo che sia lì nemmeno per merito di Thomas (che comunque sta facendo meraviglie e merita di essere un All-Star), ma per una compattezza difensiva e uno spirito di sacrificio collettivo che in questo Est così livellato e privo di certezze, tranne Cavs e (forse) Raptors, fanno la differenza, così come la faceva Atlanta l’anno passato. Ecco, a parer mio il modello da seguire per i Boston Celtics sono gli Hawks versione 2014-15: una squadra priva di Superstar che con grande organizzazione e delle rotazioni molto ampie ha saputo diventare “la San Antonio” dell’Est per risultati, qualità di pallacanestro e coesione all’interno dello spogliatoio. Peccato che quest’anno non sia più così rosea la situazione dei “falchi”, ma aspettiamo a giudicare e nel frattempo godiamoci questi Celtics.

WESTERN CONFERENCE – I SOGNI TRAVAGLIATI DEI MAVS

Nell’ultimo periodo a Dallas non si sta molto allegri. Mi riferisco ai tifosi dei Mavericks ovviamente, che da qualche tempo forse hanno incominciato ad avere cattivi presagi su questa stagione. Una stagione che sembrava fallimentare in partenza, considerando il grande dietro-front estivo di DeAndre Jordan, ma che poi si è rivelata piena di dolci sorprese: la rinascita di Deron Williams, le strepitosi condizioni fisiche di Nowitzki, l’inaspettato contributo di Zaza Pachulia e altro ancora hanno regalato ai Mavs nuovi motivi per sognare, anche questa stagione. Ebbene, sognare è ancora lecito, ma dopo quanto si è visto nell’ultima settimana (o dieci giorni) diciamo che si fa più fatica. Infatti la squadra di coach Carlisle sembra aver mostrato tutti i limiti che la separano dal gruppo delle quattro contender a Ovest (Warriors, Spurs, Thunder e Clippers): cinque sconfitte nelle ultime otto gare. Ma il dato che preoccupa di più è un altro: le sconfitte sono arrivate tutte contro avversari dal record sopra il 50% di vittorie. A mio avviso questo dato statistico può contare parecchio all’interno dell’NBA (e nel pensiero dei giocatori), dove si guarda molto sia alle vittorie che agli avversari contro i quali ti sei misurato. In questo momento Dallas, pur restando una squadra di tutto rispetto, non da la sensazione di potersela giocare contro le “big” del campionato in una serie di Playoffs. Molte cose possono ancora cambiare, per esempio nella prossima chiusura di mercato, nel frattempo gli faccio i miei auguri per il derby texano di domani notte contro San Antonio.