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Il fatto della settimana NBA – Nel momento decisivo salgono gli Hawks e scendono i Thunder

harry the hawk

East – Il volo degli Hawks
Ormai è chiaro: la stagione regolare è entrata nel suo ultimo e decisivo giro di boa, mancano una ventina scarsa di partite per ogni squadra e da adesso si gioca per davvero. Gli Atlanta Hawks, venendo da una stagione tutto sommato negativa (visto l’exploit dell’anno scorso), tanto che a Febbraio si era contemplata l’idea di vendere per ricostruire la squadra, hanno ingranato le marce giuste portando a casa diverse ‘W’. Delle ultime undici gare nove sono state vinte dai biancorossi e bisogna dire che si trattava in tutti gli undici casi di impegni serissimi contro squadre o di prima fascia o in piena lotta per i Playoffs: da sottolineare il successo in back-to-back a LA contro i Clippers di 10 lunghezze, dove la squadra di M.Budenholzer ha fatto vedere un signor gioco, degno dei fasti dell’anno scorso. Tra parentesi, le due sconfitte sono arrivate a Golden State e a Toronto, due campi proibitivi dove comunque gli Hawks hanno rischiato di fare il colpaccio (soprattutto in California). Insomma buone, ottime notizie per i fans di Atlanta che forse in questo filotto di vittorie (e ritrovato bel gioco) non ci speravano più. Teague sembra ritrovato, Horford e Millsap si confermano l’asse portante della squadra e la second unit ha leggermente alzato il suo rendimento (penso a Korver, Bazemore, il nuovo innesto Humphries e a T.Hardaway). Adesso l’obiettivo legittimo diventa il terzo posto occupato da Boston (Toronto e Cleveland sono irraggiungibili) che dista una partita e mezzo, ma occhio alla concorrenza di Hornets e Heat.

West – Questi tuoni non promettono bene…
Prendete tutto quanto è stato appena detto sugli Atlanta Hawks e capovolgetelo: ecco la situazione dei Thunder. Una squadra che stava disputando un ottimo campionato, riuscendo quasi a mettere al sicuro il terzo posto alle spalle dei colossi Spurs e Warriors e trovando finalmente continuità nelle vittorie (tra Dicembre e Febbraio OKC ha perso solo sei partite a fronte di 29 vittorie), si è clamorosamente arrestata. Dopo la pausa per l’All-Star Game i Thunder hanno un record di 4-8, ma il campanello d’allarme è un altro: i Thunder hanno perso tutti gli scontri al vertice (ad eccezione della vittoria in casa contro i Clippers del 9/3). Attenzione, abbiamo detto che adesso si fa sul serio e questo vale doppio se riferito agli scontri diretti, ovvero a quelle sfide che potrebbero verificarsi tra qualche settimana nella post-season: Spurs, Warriors (due volte), Clippers e Cavaliers hanno avuto la meglio di OKC nelle ultime due settimane e perdere contro queste squadre in questo momento della stagione a livello emotivo conta parecchio, perchè come ci insegna una delle leggi non scritte dello sport professionistico: “se vuoi essere il migliore devi battere i migliori”. Peraltro Oklahoma City adesso deve guardarsi seriamente dai Clippers che inseguono a una partita e mezzo di distanza e contano di riavere Blake Griffin a breve. A conti fatti arrivare terzi o quarti ad Ovest non farebbe una grandissima differenza per facilitare il cammino nei Playoffs, ma penso che psicologicamente possa influire dal momento che OKC è stata pressochè terza tutta la stagione e si vedrebbe scavalcata proprio all’ultimo respiro. I Thunder non hanno scusanti: il roster è al completo e (come dimostrano i mesi precedenti) può  competere fino in fondo, pur giocandosela da sfavorito. Servono un’altra cattiveria e una gestione più lucida dei momenti finali delle partite, altrimenti anche quest’anno ci sarà spazio solo per i rimpianti.