NBA

Il fatto della settimana NBA – Occhio a Thunder e Hornets. Problemi in vista per i Jazz

East – Alta classifica – Gli Hornets si confermano, per ora.

Ebbene si, gli Charlotte Hornets sono lassù e sembrano fare sul serio. La classifica dice che sono quinti ad Est ma ad una sola partita di distanza dalla prima (Cleveland). Bisogna ancora una volta chiarire che quest’anno la Eastern Conference sembra, per fortuna, molto più equilibrata degli altri anni. Se escludiamo i Cavs (che devono ancora ingranare, diciamo così) non esistono superpotenze e quasi tutte le squadre possono ambire alle prime otto posizioni. Il livello medio rimane più alto ad Ovest ma perlomeno ad Est possiamo ammirare un campionato combattuto e ricco di sorprese.

Gli Charlotte Hornets questa settimana hanno dato segnali convincenti, confermando le buone speranze che avevamo segnalato negli appuntamenti scorsi. I Calabroni infatti (dopo aver battuto i Wizards a fine Novembre) sono usciti vincitori da ben tre scontri diretti, contro Milwaukee, Chicago (in trasferta) e Detroit (vinta di 20). Inutile dire che si tratta di partite che hanno un certo peso (e ne acquisteranno sempre di più con il proseguo della stagione) in ottica di una ormai dichiarata corsa all’ottavo posto. D’accordo, nel mezzo di queste tre “W” dobbiamo segnalare anche una sconfitta, netta, contro Golden State ma gliene facciamo una colpa?

Invece la notizia importante è che le tre partite vinte sono state giocate senza il centro A.Jefferson, ormai non più la stella indiscussa della Franchigia ma comunque un giocatore di grandissima importanza per una squadra che non ha nel reparto lunghi il suo punto di forza, anzi. Big Al starà fuori dalle due alle tre settimane (dicono) e se Charlotte riuscirà a mantenersi nelle prime otto anche senza di lui allora sarà la prova definitiva che questa squadra è da post-season, senza più “se” e “ma”.

East – Bassa classifica – Gli alti e bassi di Washington

Nella capitale statunitense vi sono molti, moltissimi dubbi che non riguardano solamente il futuro successore di Obama bensì tutti i Washington Wizards. La squadra di R.Wittman infatti è un vero è proprio rebus. Cominciamo col dire che J.Wall e soci negli ultimi anni si sono lentamente ritagliati un posto d’onore nella propria Conference, incrementando di anno in anno il loro numero di vittorie e dando parecchio filo da torcere alle proprie rivali nei Playoffs. Insomma un percorso di crescita costante che però, inaspettatamente, sembra essersi interrotto. Nulla di irrimediabile sia chiaro, però

l’avvio è stato molto incerto per una squadra che non ha cambiato molto rispetto all’anno scorso e che fino ad ora non ha vuto grossi problemi legati agli infortuni. L’andamento dei Wizards è molto difficile da interpretare, prendiamo l’ultima settimana: tre vinte e due perse, tra le quali sottolineiamo le nette vittorie in trasferta a Cleveland e a Miami e le sconfitte interne contro Lakers e Mavs. Difficile dire come possa una squadra alternare prestazioni così differenti fra loro. Wall e Beal hanno percentuali basse al tiro ma in generale la squadra sembra mancare di concentrazione e, soprattutto, difesa (venticinquesimi in NBA per punti concessi a gara).

Mi viene da paragonare la situazione di squadra a quella individuale della sua stella: J.Wall, un giocatore che da anni non riesce a convincere fino in fondo; perché le sue doti sono innegabili, i miglioramenti mostrati negli anni anche, eppure non è da considerarsi (a mio avviso) come uno di quei 10-15 giocatori che spostano gli equilibri all’interno della Lega. Anche in questo caso viene da chiedersi: perché? Un rebus. Forse ci vorrebbe più continuità e, ahimè, più risultati.

West – Alta classifica – I Thunder terza forza dell’Ovest?

In una settimana ancora all’insegna dei successi di Golden State (i più roboanti) e San Antonio (meno roboanti) gli Oklahoma City Thunder cercano di confermarsi come la terza forza ad Ovest e, considerate le grosse difficoltà di Clippers e Rockets, possiamo tranquillamente conferirle questo status. I risultati non saranno, per adesso, quelli delle superpotenze Warriors e Spurs, ma nel caso dei Thunder bisogna tenere presente l’infortunio di Durant e il cambio di allenatore che ha posto fine all’era S.Brooks. Poi lo sappiamo, nelle squadre di R.Westbrook possiamo aspettarci tutto tranne che la continuità nei risultati; il che non vuole dire assolutamente che non sia un All-star, perché anche se non ci fossero le sue strabilianti cifre pronte a ricordarcelo (26,4 p/ 7,4 reb/ 9,9 ast a gara) il numero 0 ha già ampiamente dimostrato che è in grado di vincere una partita anche da solo, ma non è il tipo di giocatore che riesce a garantirti un rendimento costante né nell’arco di una stagione, né all’interno di una singola gara. Prendere o lasciare.

I 12 giocatori a disposizione di B.Donovan, lo si è già detto in pre-season, sono probabilmente la squadra più profonda che si sia mai vista nell’Oklahoma e personalmente credo che, pur da sfavoriti, possano lottare per il titolo. Per fare ciò hanno bisogno ancora di molto lavoro e soprattutto della salute del magico duo Westbrook-Durant, un elemento che come sappiamo è mancato nelle ultime tre stagioni, stroncando di fatto le ambizioni di OKC. La strada è lunga, intanto la vittoria di ieri segna quasi un +40 a Memphis, scusate se è poco.

West – Bassa classifica – Ahi Jazz, qui cambia la musica.

Non è proprio bassa classifica quella che riguarda gli Utah Jazz, ma rischia di diventarla in tempi brevi. A che cosa mi riferisco? Semplice: all’infortunio di R.Gobert, il lungo francese che, quasi in contemporanea ad H.Whiteside di Miami, esplose durante la stagione passata facendo parlare di sé tutta la NBA. La parte del corpo infortunata è il ginocchio sinistro, lo stesso che farà saltare l’intera stagione al suo compagno di squadra D.Exum, sul quale peraltro ricadevano diverse speranze di miglioramento dopo un anno da Rookie così così. Ora non voglio assolutamente paragonare le due diagnosi (facciano gli scongiuri i tifosi di Utah), ma i medici hanno sentenziato che Rudy dovrà stare lontano dal campo per un “esteso periodo di tempo” e quando senti certe frasi, come minimo inizi ad insospettirti.

Augurando pronta guarigione al lungo francese, dobbiamo purtroppo pronosticare un periodo difficile per la squadra allenata da Q.Snyder, che come se non bastasse deve affrontare a breve un filotto di partite molto complicate. I Jazz sono al momento la terza (!) miglior difesa dell’NBA per punti concessi agli avversari ed è facile vedere in questo dato la complicità dello stesso Gobert, che in attacco sarà pure poca cosa, ma in difesa è nettamente uno dei primi cinque lunghi della Lega.

Insomma se il rookie R.Neto sta inaspettatamente mettendo una pezza all’assenza di Exum, non so come i Jazz potranno fare altrettanto in merito a quella del numero 27 transalpino; ci vorrebbe una crescita esponenziale dei due giovani lunghi di riserva Pleiss e Withey. Mai dire mai…