NBA

Il fatto della settimana NBA – Paul trascina i Clippers, i Bucks provano la risalita

East – Le speranze dei Bucks

I Milwaukee Bucks, ovvero la squadra che al momento ha deluso di più le aspettative (almeno ad Est), stanno provando a rialzare la testa. Il primo importante segnale lo avevamo visto l’8 Gennaio, quando i cerbiatti riuscirono nell’impresa (uso questo termine considerando il loro momento di difficoltà) di sconfiggere i Mavericks, seppur di un solo punto. La scorsa settimana i ragazzi di J.Kidd hanno confermato quanto di buono fatto vedere contro Dallas, vincendo ben quattro gare su cinque disputate. Ecco, questo potrebbe essere il tanto atteso cambio di rotta della loro stagione ma non mi voglio sbilanciare. Infatti per Milwaukee la strada è ancora tutta in salita (sono addirittura terzultimi nella Conference) e quattro vittorie non possono certo cancellare i numerosi problemi che attanagliano la franchigia del Wisconsin da inizio stagione. La notizia più positiva è, a mio avviso, la condizione eccellente di Middleton, tornato apparentemente il giocatore-chiave della scorsa stagione (top scorer della squadra con 17,6 punti a partita). Di seguito constatiamo la crescita esponenziale del “Greco”, un positivo Carter-Williams e l’affidabilità di G.Monroe, ovvero il grande arrivo del mercato scorso.
Le potenzialità ci sono, di questo sono convinti tutti, non resta che a prenderne coscienza siano gli stessi giocatori. Come detto i Bucks sono ancora molto indietro in classifica ma a Est, al momento, tranne Nets e Sixers tutte le altre possono tranquillamente ambire ai Playoffs, sia da un punto di vista matematico che oggettivo, se così si può dire. Per concludere vorrei citare J.Parker, considerato giustamente uno dei talenti più promettenti d’America, ragazzo che ha avuto un grave infortunio e sta lentamente riprendendo il suo cammino per diventare un All-star. Se ce la farà (ed è ancora presto per dirlo) allora le prospettive dei Bucks saranno molto diverse negli anni a venire.

West – LA ai piedi di C.Paul

Premessa: le vittorie di Golden State su Cavs e Bulls sono senza dubbio i fatti più importanti accaduti a Ovest la scorsa settimana eppure, perdonatemi, decido di non parlarne per poter analizzare altre squadre che altrimenti resterebbero in ombra. Chi avrebbe mai pensato che la stagione dei Clippers avrebbe compiuto il suo giro di boa (in positivo) proprio nel momento di maggior difficoltà legata agli infortuni? Mi riferisco ovviamente ai guai fisici di B.Griffin e D.Jordan, quest’ultimo tornato in campo solo da poco. E invece gli uomini di Rivers hanno saputo mettere in fila ben dieci vittorie prima di perdere Sabato scorso contro i Kings. Peraltro giusto due sere dopo i “velieri” si sono prontamente rialzati battendo nientemeno che Houston (strepitoso JJ Redick: 40 punti con 9/12 da tre).
Il motivo principale di questa cavalcata è ovviamente Lui: CP3. Io credo che questa sia, al pari della scorsa, la migliore stagione di Chris Paul. Forse non sarà così appariscente ma il lavoro che sta facendo il numero tre è incalcolabile: ha preso per mano una squadra che, come detto, dopo la sconfitta in rimonta contro gli odiati rivali di Golden State aveva perso tutte le sue certezze. Paul non si è lasciato condizionare e da capitano (e campione) vero ha disputato fino ad oggi tutte le successive partite con un’intensità e una sagacia tecnica tracimanti, guidando i suoi compagni e mettendoli come lui sa fare nelle condizioni migliori per poter segnare. Ultimamente si sta dilettando nel far sembrare C.Aldrich un buon centro NBA (credetemi non lo è, nemmeno per sogno). Il tutto a 30 anni, con un fisico sempre meno esplosivo che non è nemmeno paragonabile a quello dei suoi colleghi Westbrook, Lillard & co. L’anno scorso eliminò (su una gamba sola) i San Antonio Spurs a gara 7, quest’anno ha rimesso i Clippers in condizione di poter competere. Adesso tocca a Griffin e compagni dire la loro.