NBA

Il licenziamento senza precedenti di David Blatt. Carlisle ha ragione, è una porcata

Tre degli ultimi quattro allenatori di LeBron James non avevano alcuna esperienza nella NBA. Partiamo da questo dato per comprendere come, al di là delle dichiarazioni di facciata del gm Griffin, i Cavaliers siano affare unicamente del “Prescelto”, che scambia allenatori per burattini e alla fine magari si lamenta pure perché non vince a casa sua. Difficile farlo, quando si ha la presunzione di voler fare non solo il giocatore, ma contemporaneamente anche il coach e il general manager.

Il licenziamento di David Blatt è senza precedenti, una vera e propria “porcata”, che Rick Carlisle ha definito imbarazzante per l’intera lega. Mai nessun allenatore era stato cacciato nel bel mezzo di una stagione dal 73.2% di vittorie e nonostante avesse un record di 30-11, il migliore della Eastern Conference, il terzo dell’intera NBA. Tra l’altro, anche se la sua permanenza a Cleveland è durata solo un anno e mezzo, Blatt saluta tutti con la miglior percentuale di vittorie nella storia dei Cavaliers (67.5%, segue Mike Brown con il 62.0%, poi solo Lenny Wilkens e Mike Fratello hanno un record positivo). Tra l’altro, da rookie l’ex coach di Treviso ha totalizzato 14 partite di playoffs vinte e ha portato i Cavs alla loro seconda apparizione nelle Finals, nonostante i tanti infortuni, in primis quelli di Irving e Love.

Ufficialmente, Blatt è stato licenziato perché non aveva in mano lo spogliatoio e ciò si era tradotto in una mancanza di spirito che si è manifestata nelle imbarazzanti sconfitte con Spurs e Warriors. Quelli sono stati gli unici due ko di un ottimo mese di gennaio (9-2 il record, lo stesso di Golden State), eppure il gm Griffin in conferenza ha dichiarato che in questo periodo la squadra stava regredendo. Strano, se si considera che un anno fa di questi tempi i Cavaliers rischiavano di finire sotto il 50% di vittorie, salvo poi svoltare e arrivare fino alle Finals, nonostante gli ostacoli. La verità, che una franchigia completamente sottomessa a LeBron non vuole ammettere, è palese: Blatt va a casa perché con il suo pedigree europeo e i suoi schemi non è mai riuscito a conquistare James. E dire che in questa stagione finora l’ex coach del Maccabi era addirittura riuscito ad abbassare i possessi in isolamento giocati dai Cavaliers, rendendo l’attacco più fluido e meglio distribuito…

Chissà, magari il buon Tyron Lue dimostrerà grandi doti di allenatore e saprà farsi ben volere da tutti i membri del roster (leggasi LeBron, con qualche tocco di Kyrie e del buon Kevin, che vorrebbe tornare a ricevere di più la palla al gomito). Però la decisione di licenziare Blatt appare davvero folle: anche quest’anno Cleveland vincerà l’anno prossimo?