NBA

Il ritiro di Mr. Big Shot: i 5 momenti indimenticabili di Billups in maglia Pistons

“E’ arrivato il momento”. Chauncey Billups ha deciso di dire basta alla pallacanestro giocata e di porre fine alla sua carriera. Nonostante le 38 primavere sulle spalle, si credeva che avrebbe continuato a giocare almeno nella prossima stagione 2014-15, ma alla fine è prevalsa la voglia di smettere dopo tre anni abbastanza difficili, con gli infortuni che lo hanno tormentato. “La mia mente e la mia voglia sono ancora forti. Ma non posso più ignorare il fatto che sono diversi anni che non sono in salute. Non essendo più in grado di giocare nel modo in cui vorrei, ho capito che era arrivata l’ora di smettere”. Scelto con la n.3 nel Draft 1997 dai Boston Celtics, Billups ha girato tantissimo nel primo periodo della sua carriera: dopo Boston, è passato per Toronto, Denver e Minnesota, mentre nella sua quinta stagione tra i professionisti è sbarcato a Detroit. Qui è iniziata una storia, lunga ben sette anni, che lo ha reso una leggenda, non a caso pur essendo stato in tante franchigie, nessuna fan base lo ama quanto quella dei Pistons. In sei stagioni nella Motor City, Billups ha sempre raggiunto la finale di Conference, ha disputato due Finals ed ha vinto un titolo nel 2004, quando fu MVP della serie con i Lakers, che ancora oggi viene considerata una dei più clamorosi upset nella storia dei playoffs NBA. Andiamo a ripercorrere i suoi cinque momenti più belli trascorsi con i Pistons.

5 – MIRACLE SHOT (14 MAGGIO 2004)
Detroit non ha vinto gara cinque della serie di semifinale di Conference contro i Nets, ma non c’è alcun dubbio che questo miracoloso canestro faccia parte della storia di Chauncey. Con circa 3 secondi rimasti e nessun timeout, Billups ha lanciato una preghiera da quasi metà campo: gli dei del basket l’hanno accolta, e così i Pistons sono riusciti ad allungare la partita ad un insperato overtime. Detroit ha poi perso quella partita dopo tre tempi supplementari, ma il #1 ha chiuso con 31 punti, 10 rimbalzi, 8 assist e 3 recuperi.

4 – OKUR FA IL LAVORO SPORCO, BILLUPS SI PRENDE LA GLORIA (26 MARZO 2003)
Sotto di 15 contro gli Hawks a 9’20’’ dal termine, Detroit quella sera ha trovato un protagonista inatteso: il rookie turco, Mehmet Okur, è esploso nell’ultimo quarto ed ha segnato tutti i suoi 16 punti. Sul 99-99 è ovviamente arrivato Chauncey a prendersi la gloria: tripla tutt’altro che semplice e Atlanta a casa con una sconfitta sul groppone.

3 – LA NASCITA DI MR. BIG SHOT (9 MARZO 2003)
Se a Denver si era fatto conoscere come “Smooth”, dopo questo buzzer beater è nata la leggenda di “Mr. Big Shot”. Con i Pistons sotto di 1 punto, Billups si è inventato una grande tripla in faccia a Chris Mills e sul suono della sirena ha dato il successo ai suoi. Ha finito la partita con 31 punti, frutto di 11/15 al tiro, 8 assist e 2 rimbalzi. (Guarda la n.4 del video)

2 – IL TIRO CHE VALE IL TITOLO DI DIVISION (11 APRILE 2005)
Allo United Center i Pistons avevano l’opportunità di aggiudicarsi il titolo di Division, in caso di successo. Tanto per cambiare, Detroit si trovava sotto di uno con soli 8 secondi sul cronometro: ma per Billups erano anche troppi, visti i suoi precedenti, ed infatti ha estratto dal cilindro l’arresto e tiro dalla media che ha ribaltato l’incontro allo scadere.

1 – ALLA SUA MANIERA (GIUGNO 2004)
Qui non si tratta di un tiro allo scadere o di una giocata illuminante, ma dell’essenza di Billups, il giocatore che ha fatto letteralmente ammattire una franchigia storica, nonché la più forte di quel periodo all’interno della NBA. Con la difesa ed il carattere, i Pistons nel 2004 hanno centrato un’impresa storica: hanno asfaltato una squadra piena di Hall of Famer del calibro di Kobe Bryant, Shaquille O’Neal, Karl Malone e Gary Payton, guidata dall’undici volte campione NBA Phil Jackson. E Chauncey è stato il leader assoluto: ha tenuto una media di 21 punti e 5.2 assist, guadagnandosi meritatamente il premio di MVP e diventando il primo non All-Star a vincerlo dal 1989.