NBA

“James è il peggior tiratore della stagione NBA”: LeBron ribalta tutto in sei partite

Riavvolgiamo un attimo il nastro e torniamo al 29 dicembre 2015. L’illustre John Schuhmann di NBA.com twitta un’infografica dalla quale risulta che LeBron James è il peggior tiratore della lega (tra quelli che ovviamente hanno preso almeno 200 tiri) in termini di percentuale da fuori il pitturato. Il Re di Cleveland, infatti, era l’unico con una percentuale di canestri fuori dall’area inferiore al 30% (28.5%, con 65/228). Questa cosa non dev’essergli andata particolarmente a genio, anche perché ha dato modo ai soliti irriducibili haters di alimentare la discussione “LeBron è ormai in parabola discendente”.

Magari non sarà più al top delle sue potenzialità, dato che gli anni passano per tutti, ma associare una frase del genere a James è una vera e propria offesa, e ve lo dice uno che non lo ha mai amato particolarmente. Finora in questa stagione LeBron ha spesso giocato con il freno a mano tirato, dato che in questo momento è più importante consolidare l’identità della squadra e inserire al meglio il rientrante Kyrie Irving, piuttosto che badare alle proprie cifre personali. Dopo 36 partite, i Cavaliers sono i padroni indiscussi dell’Est, con un record di 27-9 che è inferiore solo a quello di Warriors e Spurs (con quest’ultimi che saranno proprio i prossimi avversari, e allora sì che ci sarà da divertirsi, dato che San Antonio ha una striscia aperta di 9 vittorie consecutive, mentre Cleveland ne ha una di 8W).

In tutto ciò, James da quel famoso tweet di Schuhmann ha decisamente cambiato marcia: nelle sei partite disputare finora a gennaio, il #23 ha messo a referto 26.7 punti (57.8% dal campo, 45.4% da oltre l’arco), 7.7 rimbalzi, 6.3 assist e 1.8 recuperi in 35.2 minuti di media. Guarda caso, la sua maggior incisività al tiro, soprattutto dalla lunga distanza, ha comportato delle vittorie sempre più nette dei Cavs, che in tale arco di tempo hanno fatto 6/6: +25 vs Orlando, +22 vs Toronto, +6 a Washington, +26 a Minnesota, +10 a Philadelphia e +3 in una durissima sfida a Dallas. In quest’ultima uscita, LeBron ha trascinato i suoi con 27 punti (6/11 d due, 3/6 da tre), 10 rimbalzi, 7 assist e 2 recuperi in 42’.

Ma ciò che ci interessa sapere è se James in queste sei partite ha mostrato davvero dei progressi al tiro fuori dal pitturato. La risposta è assolutamente sì: nel mese di dicembre, la stella di Cleveland ha fatto registrare il 27.9% nel Mid-Range (12/43) e il 16.2% nelle triple dalla punta (6/37), a gennaio, invece, sta finora viaggiando con il 42.9% dalla media distanza (12/28) e addirittura con il 48.3% alla voce “Above the Break 3” (14/29). I Cavaliers sperano vivamente che James si ripeta anche contro San Antonio, perché ci sarà bisogno di lui nella sua miglior versione per interrompere la striscia di 31 successi casalinghi consecutivi degli Spurs.

Dicembre 2015
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Gennaio 2016
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