James, Jordan e il numero di maglia: la NBA dovrebbe ritirare la 23?

Dopo aver fatto il suo trionfante ritorno a Cleveland, LeBron ha dovuto prendere un’altra decisione, sicuramente meno pesante, ma comunque con una sua importanza. 23 o 6? 6 o 23? Questo è stato il dilemma di James, che nel corso della sua carriera ha vestito finora solo questi due numeri: alla fine ha scelto di tornare al 23, che lo aveva accompagnato nel suo primo regno in quel di Cleveland.

Per alcuni questa è stata una grande sorpresa: chi non si ricorda delle parole di James, che qualche anno fa disse che nessun giocatore della NBA avrebbe più dovuto indossare il 23 per una questione di rispetto verso Michael Jordan? Non a caso a Miami scelse la numero 6, che era quella indossata con il Team USA, perché la 23 era già stata ritirata dagli Heat, pur non avendo mai avuto tra le sue fila His Airness. Adesso alcuni criticano LeBron per aver scelto di nuovo il 23, dopo aver sostenuto che andasse ritirato in tutte le franchigie della NBA.

Per capire se effettivamente questa sia una cosa giusta da fare, utilizziamo l’esempio di Jackie Robinson. Nella Major League Baseball nessun giocatore può indossare il 42 di Robinson, per via del significato di questo personaggio non solo nella storia dello sport, ma anche e soprattutto per l’importanza che ha all’interno della società americana. Magari se Robinson non avesse abbattuto la barriera del colore nel baseball Martin Luter King non avrebbe mai condotto un movimento per i diritti civili o Barack Obama non sarebbe mai stato il primo presidente degli Stati Uniti afro-americano.

Ritirare il 42 nel baseball ha quindi un significato molto profondo, che va anche al di là della semplice competizione sportiva. Ritirare il 23 nel basket invece sarebbe una cosa diversa. Jordan è ancora oggi un’icona: quasi due decenni dopo il suo ritiro, il suo nome ed il suo marchio significano ancora tantissimo all’interno della NBA e di tutto il mondo cestistico. Ma His Airness non può essere messo nella stessa categoria di Robinson, che ha portato ad un cambiamento epocale non solo nel baseball, ma anche all’interno della società americana.

Naturalmente ogni volta che James fa qualcosa che anche solo richiami Jordan, si scatenano i dibattiti “LeBron vs Michael”. Certo, il fenomeno dei Bulls è il miglior giocatore di pallacanestro di tutti i tempi, ma ritirare il suo numero in tutta la NBA non avrebbe senso, neanche Jordan stesso lo vorrebbe. Tra l’altro è difficile credere che la scelta di James sia stata fatta come atto di sfida verso Michael: semplicemente il 23 è ormai associato alla sua carriera a Cleveland, mentre il 6 al Team USA ed agli Heat, non avrebbe avuto senso cambiare numero, soprattutto da un punto di vista commerciale.