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La notte del Draft e il mercato – 10 punti di analisi sulle trade avvenute o avvenibili

Si sa che il Draft ha anche un’anticipazione del mercato. Si sa anche che i movimenti di mercato non saranno uffcializzati fino al 7 luglio, e si sa che ogni anno c’è qualcuno di My-basket.it (chi vi sta scrivendo) che con il mercato cerca di farvi il punto della situazione. Ogni trade nel dettaglio, con la solita storia di chi ci guadagna e chi ci perde. Per una volta, si cambia musica: le trade saranno elencate, ma verranno stilati 10 punti in evidenza di questi scambi e, in generale, della notte di mercato del Draft 2016.

LE TRADE DELLA NOTTE DEL DRAFT

  • BKN cede Thaddeus Young a IND in cambio della 20ma scelta assoluta del Draft 2016 (Caris LeVert)
  • OKC cede Serge Ibaka a ORL in cambio di Victor Oladipo, Ersan Ilyasova e Domatas Sabonis
  • SAC cede Marco Belinelli a CHA in cambio della 22ma scelta assoluta del Draft 2016 (Malachi Richardson)
  • SAC cede l’8va scelta al Draft 2016 (Marquess Criss) a PHX in cambio dei diritti su Bogdan Bogdanovic, la 13ma scelta (Georgios Papagiannis) e la 28ma (Skal Labassierre)
  • MIL cede la 38ma scelta al Draft 2016 in cambio di soldi
  • BKN cede la 55ma scelta al Draft 2016 e soldi a UTA in cambio della 42ma scelta
  • POR cede una seconda scelta e soldi a ORL in cambio della 47ma scelta al Draft 2016
  • NOP cede la 39ma e la 40ma scelta al Draft 2016 a LAC in cambio della 33ma
  • DEN cede la 56ma scelta ad Draft 2016 in cambio di soldi
  • ATL cede la 54ma scelta assoluta a CLE in cambio di soldi
  • BOS cede la 31ma e la 35ma scelta al Draft 2016 a MEM in cambio di una prima assoluta

 

  1. HOOSIERS COLPO VINCENTE: non ha caso si è citato il film ambientato a Indianapolis. Perché nel giro di due giorni, i Pacers hanno giocato due jolly di notevole interesse. L’arrivo di Teague dà 5.9 assist a partita a dei Pacers che l’anno scorso sono stati 21mi in tutta la Lega con 21.2 APG. E Thad Young dà man forte dalla panchina, per un cambio decisamente di alto livello, con i suoi 15 punti e 9 rimbalzi nella scorsa stagione: cifre ridimensionabili ora, ma in un contesto comunque vincente. Difficile che rimanga Jordan Hill, mentre Monta Ellis può tornare al suo ruolo naturale di scoring guard con George, ora leader di una squadra che davvero può puntare sul gioco veloce e sui punti rapidi. Una nuova pretendente alla leadership della Eastern Conference si sta facendo largo dopo due anni di assenza.
  2. IL JACKPOT DEI THUNDER: se Kevin Durant dovrà scegliere dove andare, non può non considerare la scelta dei suoi Thunder di rivoluzionare la squadra apposta per dargli un’latra occasione di vincere il titolo. Fuori Ibaka, dentro Sabonis, Ilyasova e soprattutto Victor Oladipo. La scelta di cedere il congolese faro della difesa è stata condizionata da un principale fattore: nel 2017 diventerà free agent e OKC non poteva permettersi di prolungare il suo contratto, soprattutto alla luce, proprio, di Durant. Ecco quindi che Ilyasova raggiunge il compagno di nazionale Kanter per allargare maggormente il perimetro con un nuovo tiratore dalla panchina. Il fianco di Steven Adams, ora, è coperto dal figlio di Arvydas, che è ancora da formare ma ha già fatto vedere tanto a Gonzaga. Passiamo a Oladipo e (sembra) alla fine di Dion Waiters in maglia Thunder. È indubbio che la 2nda scelta del Draft 2013 sia uno scorer pazzesco (16 punti in 33 minuti di impiego), ma soprattutto che nel periodo in cui ha giocato da sesto uomo è passato dal 37 al 42% e i Magic erano al 50% di vittorie, settimi ai playoff. Forse è lui il sesto uomo che i Thunder cercavano dal 2012. E se la controparte per Harden fu piuttosto magra, questa volta per Ibaka Sam Presti ha preteso di più. 12,5 milioni di dollari per un solo giocatore in cambio di tre giocatori di qualità a un milione in più: anche l’economia è dalla parte di OKC. Proprio perché KD non vuole perderlo, gli ha dato un roster addirittura più accattivante di quello con il quale è uscito dai playoff.
  3. CELTICS, COSA FATE? Difficile capire il Draft dei Boston Celtics. Tre scelte, tra le quali Jaylen Brown alla tre (quando tutti davano Kris Dunn, forse più idoneo al gioco dei Celtics), poi Yabusele e Zizic. Le aspettative erano altre: questa scelta doveva essere una pedina di scambio per qualche pesce grosso. E il pesce grosso c’era: si chiamava Jimmy Butler, ma i Bulls non hanno voluto saperne di cederlo (almeno al momento …). I Sixers con l’offerta Noel/Okafor non sono stati nemmeno considerati. Ma d’altronde, Danny Ainge aveva dichiarato che avrebbe ceduto una delle scelte solo in cambio di assetti veramente importanti. Si vedrà come procede la offseason.
  4. A(L)TLANTA. Lui ha dichiarato che vuole rimanere in Georgia. Loro non vogliono separarsene. Cedono Teague e sono pronti a fare all in su Schroeder. Niente da dire, applausi ad Atlanta che va per il restiling tenendo la vecchia guardia salda. Il tutto risparmiando 10.5 milioni di dollari: 8 dal contratto di Teague, 2.5 dalla trade con i Cavaliers.
  5. PROVACI ANCORA BELI. Belinelli non era contento del clima di Sacramento, e così la trade (vociferati anche i Knicks tra gli acquirenti) è avvenuta. A Charlotte trova un ambiente ideale: la squadra vuole vincere, Steve Clifford è ben rispettato da tutti e potrà avere un tiratore che apra il campo e soprattutto un tiratore economico per permettere il rinnovo almeno di Nicholas Batum. Il che vuol dire addio Courtney Lee, che secondo gli analisti con il nuovo contratto potrà guadagnare fino a 14 milioni annui. Una follia per uno che ha espresso il suo massimo livello solo nel suo anno da rookie e che anche a Charlotte è calato nei momenti importanti contro gli Heat. La sua esperienza alla settima squadra NBA sembra iniziare con un piede migliore rispetto all’anno scorso.
  6. BROOKLYN ANCORA BENE. È un’impressione: hanno preso Caris LeVert al Draft dove non dovevano nemmeno avere una scelta. Dopo la buona deadline di buyout, hanno liberato altri 11 milioni di cap con la cessione di Young, che era sì un giocatore stabile in un contesto disastrato, ma rischiava di diventare un ostacolo al rebuilding. Hanno circa 28 milioni ufficialmente a roster, ai quali dobbiamo aggiungere Ellington e Larkin se eserciteranno la player option sul loro contratto, oltre a 6.3 milioni della team option di Jarrett Jack. Sarebbero in tutto al massimo 38 milioni, contro i 94 del cap. grandi margini di manovra per i Nets. E ancora un pollice in alto per Sean Marks, chiamato a fare ciò che Donnie Walsh fece ai Knicks fino al 2010. E, per ora, riuscendoci.
  7. SACRAMENTO ANCORA CONFUSA. I Kings non si capisce cosa vogliano fare. Hanno scelto al Draft Papagiannis, un pivot, al Draft. E fin qui bene. Peccato che poi abbiano scelto Labassierre, un altro centro. Parata in corner con la scelta, fatta però dagli Hornets (affare Beli) per Malachi Richardson, uno che già da subito entrerà nelle rotazioni. Una di queste due scelte doveva essere una trade per D’Angelo Russell, pista abbandonata da Randive. Peccato, poi, che abbiano già un certo Cousins, Koufos e Cauley – Stein. Uno se ne deve andare, e forse quel qualcuno è proprio il greco, già dato in partenza a febbraio. Ma l’arrivo dei diritti di Bogdanovic, forse per l’anno prossimo, danno anche in ipotesi una trade per Ben McLemore in cambio di una guardia in scadenza di contratto. Anche se, ora come ora, l’obiettivo primario è cedere Rudy Gay. Dave Joeger di certo si è trovato con molti nodi da sciogliere dopo una sola notte: e pensare che a Memphis era tutto più facile…
  8. ROCKETS INVISIBILI. Houston sta per affrontare il ciclone Howard e tutto quello che segue. Ha già provato a cedere McDaniels, Ariza e Beverley ai Sixers in cambio di scelte, ma senza successo. Si muoverà molto probabilmente sul mercato con molta insistenza, e non solo sul fronte Alessandro Gentile ma anche, e soprattutto, sui free agent già disponibili usciti dagli USA. Harden si aspetta un team vincente, e anche lui, forse, è ora che inizi a migliorare qualcosa nel suo gioco. Piccolo indizio? Le prime lettere sono DIF …
  9. SIXERS 20 ANNI DOPO, LAKERS ANNO ZERO. Iverson allora, Simmons adesso. Si riparte da lui, quella prima scelta che Sam Hinkie non ha fatto in tempo da vedere come General Manager. Il ragazzo ha un talento pazzesco, mobilità da veterano e, ovviamente, era il migliore sulla piazza per Phila. Che però ha provato a cedere anche uno tra Noel e Okafor per avere la terza dei Celtics, e magari Kris Dunn. La situazione è abbastanza confusa anche lì, ma di sicuro ci sono più idee chiare di quante non ce ne siano a SacTo. Con Embiid ormai (per davvero) prossimo al rientro, bisogna cedere uno tra Noel e Okafor, magari il deludente ex Duke. Di sicuro, Colangelo vuole puntare forte sulla free agency e sulle trade. Non sarà facile, ma peggio di quanto fatto in questi tre anni sembra impossibile. A LA, invece, Ingram per ricominciare non è così male. Mentre impazzano ogni tanto le voci di Cousins ai Lakers, si cerca di capire se D’Angelo Russell sarà ancora del team a novembre o meno. Con tanti uscenti possibili e Festus Ezeli probabile entrante, Luke Walton si troverà dal top della California ai suoi bassifondi. Ma a LA lui ci è legato, e sa che farà tutto per vincere. Anche perché, dopo aver visto 60 punti all’ultima di Kobe, pure nella mediocrità i Lakers cercano la perfezione.
  10. I SOLDI NON CRESCONO SUGLI ALBERI, MA ALLA TV. Quest’anno il nuovo contratto televisivo porta in dote 94 milioni ad ogni squadra. Sì, 94. E le conseguenze si fanno già notare. 15 giocatori già mossi (dei quali due All – Star), sei trade, 102.994.711 $ mossi di contratti solo per la prossima stagione. Ed è solo l’antipasto. Buona estate di mercato a tutti!