NBA

La prima volta in quintetto di Myles Turner: il futuro dei Pacers passa dalla sua crescita

Purtroppo non avremo il piacere di vederlo all’opera nel Rising Stars Challenge in occasione dell’All-Star Weekend di Toronto, ma Myles Turner sta decisamente attirando l’attenzione su di sé. Non ancora 20enne, il prodotto di Texas è stato fermo quasi due mesi a causa di un infortunio ed è tornato nelle rotazioni solo alla fine di dicembre. Da allora, però, ha scalato velocemente posizioni nella gerarchia di coach Vogel, che d’altronde ha sempre creduto fortemente nelle sue capacità: Turner, infatti, è stato scelto per raccogliere l’eredità di Roy Hibbert, ma soprattutto per svolgere un ruolo importante in un sistema offensivo in cui l’intenzione è quella di giocare a ritmi più elevati rispetto al recente passato.

Approfittando anche dell’assenza di Ian Mahinmi, il rookie dei Pacers nelle ultime 10 partite ha viaggiato con 14.5 punti (62.0% dal campo), 4.7 rimbalzi, 1.6 stoppate in soli 20.7 minuti di media, con un picco di 31 punti (12/17) nel ko subito sul campo dei Warriors. Dopo aver perso le ultime tre partite, coach Vogel ha lanciato Turner per la prima volta in quintetto, e lui ha risposto con una solida prova da 20 punti (9/17) e 6 rimbalzi in 26’ che ha aiutato Indiana ad imporsi su Atlanta per 111-92. Dal video sottostante, potrete vedere come, in un paio di occasioni, ha fatto ammattire Al Horford, non proprio l’ultimo arrivato.

Ormai l’inserimento a tutti gli effetti di Myles nello starting five è solo questione di tempo: i Pacers giustamente non vogliono bruciarlo e lo stanno gestendo molto bene; dal suo canto, il prodotto di Texas sta dimostrando di avere un talento importante, essendo un difensore fisico e dinamico e un lungo in grado di seminare il panico tra le difese avversarie con il suo tiro dalla media. Ovviamente avendo solo 19 anni Turner è ancora un diamante grezzo, ma noi siamo dalla parte di Kevin Pritchard, gm dei Pacers: solamente il cielo è il limite per questo ragazzo.