NBA Weekly: la riscossa dei Golden State Warriors, la nuova ondata di infortuni e il Christmas Day

PARTITA DELLA SETTIMANA: PORTLAND TRAIL BLAZERS-LOS ANGELES CLIPPERS 116-112 (OT), 26 DICEMBRE

In attesa del match di questa notte tra Blazers e Heat, imperdibile nonostante LeBron James sia in forte dubbio, andiamo a rivedere la partita più importante della settimana NBA terminata nella notte tra ieri e oggi. I Clippers hanno fornito una grandissima prestazione sul campo dei Blazers, mettendo in seria difficoltà la miglior squadra (per record) della Western Conference insieme agli Oklahoma City Thunder. Con i Clippers sotto di 11 lunghezze a 7’ 30” dalla sirena finale, Chris Paul e Jamal Crawford hanno condotto gli ospiti alla rimonta. L’ex giocatore di Blazers e Hawks ha segnato 7 punti per pareggiare la gara, poi è arrivato CP3 con due magie per il controsorpasso a 1’ dalla fine. Aldridge ha segnato per interrompere il parziale Clippers, ma altri due canestri di Paul (11 punti nel quarto periodo) sembravano aver irrimediabilmente compromesso la gara per i Blazers. A salvare la franchigia dell’Oregon, per una volta, non è stato Lillard: ci ha pensato Batum, con la tripla per forzare l’OT. Nella frazione supplementare, nonostante lo sforzo di Aldridge (5 punti per iniziare l’overtime), i Clippers erano ancora avanti ad 1’ dalla fine. È stato sempre Aldridge a segnare un canestro di fondamentale importanza, poi Batum, Lillard e Matthews hanno sigillato la vittoria dalla linea della carità.

GIOCATORE DELLA SETTIMANA: JEFF TEAGUE (ATLANTA HAWKS) – 16.8PPG, 2.9RPG, 8.2APG IN STAGIONE

È stato uno dei giocatori più decisivi di questo inizio di stagione, anche se le cose per gli Hawks rischiano di cambiare drasticamente con l’infortunio che terrà fuori Al Horford per almeno quattro mesi. Teague è un playmaker di livello, che troppo spesso non gode di certo dell’attenzione mediatica che meriterebbe. Ne è una diretta conseguenza il fatto che, nelle votazioni per il backcourt della Eastern Conference all’All-Star Game 2014, sia addirittura fuori dai primi dieci, dietro a giocatori che, a nostro avviso, non meriterebbero più di lui come Ray Allen, Deron Williams, George Hill e DeMar DeRozan. Per non parlare dei lungodegenti Rose e Rondo, che comunque godono di parecchio credito nelle votazioni (sono rispettivamente terzo e sesto). Teague è alla definitiva consacrazione, dopo aver aumentato esponenzialmente le sue capacità realizzative nelle ultime due stagioni. Non solo: con minutaggio invariato, la sua maturazione lo ha portato dai 4.9 assist a gara della stagione 2011/2012 agli 8.2 che sta distribuendo ogni partita in quest’annata. Contro gli Heat il 23 dicembre aveva fatto vedere buone cose, ma i campioni NBA in carica sono riusciti a vincere la partita all’overtime con una schiacciata imperiosa di LeBron James nel finale. Per Teague 26 punti, 6 rimbalzi e 8 assist. Ma il meglio doveva ancora arrivare: partita contro i Cavaliers. Teague forza il secondo overtime con una tripla da notevole distanza, poi rende vano il grandissimo supplementare di Irving con il canestro della vittoria dal palleggio. Chiude con 34 punti, 14 assist e 3 rubate.

SQUADRA DELLA SETTIMANA: GOLDEN STATE WARRIORS, 18 VINTE E 13 PERSE IN STAGIONE

L’inizio difficile sembra ormai essere alle spalle e i Golden State Warriors, di nuovo tra le prime otto della Western Conference, possono tornare a sorridere. Merito di Stephen Curry, ma anche di un Klay Thompson che sta definitivamente ritrovando la sua solita confidenza con il tiro. In settimana i ragazzi di Mark Jackson hanno affrontato e sconfitto tre squadre rivali nella Conference più competitiva della NBA. Prima è stato il turno dei Denver Nuggets, in una partita in cui per la verità Curry (14 punti e 7 assist) ha un po’ faticato: David Lee (28 punti e 10 rimbalzi) ha condotto i californiani alla vittoria per 81-89 al Pepsi Center di Denver. A Natale i Warriors erano invece impegnati in casa nel derby contro i Los Angeles Clippers. L’ultima partita del Christmas Day e nelle quattro precedenti gare trasmesse in diretta nazionale il 25 dicembre le squadre di casa avevano rimediato quattro sconfitte. Niente paura: ancora un super David Lee (23 punti e 13 rimbalzi) che, assieme a Steph Curry (15 punti, 6 rimbalzi e 11 assist) nega a Blake Griffin, espulso per un accenno di rissa con Bogut, la gioia della vittoria. Per chiudere la settimana in bellezza, Golden State ha demolito i Phoenix Suns con il punteggio di 115-86. Per Steph Curry tripla-doppia e record di assist in carriera: 14 punti, 13 rimbalzi e 16 assist.

TEMI DELLA SETTIMANA: CHRISTMAS DAY, LE DICHIARAZIONI DI BIRD SU GRANGER, LA SOSPENSIONE DI BYNUM E LA NUOVA ONDATA DI INFORTUNI

CHRISTMAS DAY – Per quanto riguarda i dati di audience, è stato il Christmas Day dei record negli Stati Uniti. La ESPN ha reso noto che il suo tripleheader (Nets-Bulls, Spurs-Rockets e Warriors-Clippers) ha avuto i ratings migliori di sempre per quanto riguarda il Natale NBA ed è stato il programma più visto nella storia del canale. Miglior risultato anche per il doubleheader, considerando solamente le partite consecutive Spurs-Rockets e Warriors-Clippers. Anche il match tra Lakers e Heat trasmesso dalla ABC ha generato ottimi risultati. Sul campo, i Nets hanno perso malamente contro i Bulls al Barclays Center, anche se i loro “cugini” al Madison Square Garden, senza Carmelo Anthony infortunato, hanno fatto una figura peggiore rimediando un -29 contro i Thunder. I Lakers hanno lottato in casa contro Miami, ma alla fine non sono riusciti a strappare un successo che avrebbe avuto dell’incredibile. Il risultato più sorprendente è stato forse quello dell’AT&T Center, dove gli Spurs hanno perso per 98-111 contro i Rockets nel derby texano. I Warriors hanno chiuso la nottata con una vittoria per 105-103 sui Clippers, risultando l’unica squadra a vincere in casa nel Christmas Day 2013. Il miglior marcatore di Natale? Kevin Durant con 29 punti, davanti a James Harden (28). 20 rimbalzi per Dwight Howard. Da segnalare anche l’espulsione di Blake Griffin per un accenno di rissa con Andrew Bogut.

BIRD E GRANGER – Vi state chiedendo perché Danny Granger fatica sempre a trovare la forma ad inizio stagione? Larry Bird ha una risposta per voi. «Non lavora abbastanza durante la off-season. Non è un ragazzo che si spinge fino al limite delle sue possibilità. Questo è il motivo per cui non arriva nella giusta forma all’inizio della stagione. Quest’anno è stato infortunato, per cui la situazione è differente». Bird era noto in carriera per le massacranti sessioni di allenamento a cui si sottoponeva in estate per arrivare pronto al momento in cui sarebbe dovuto tornare sul parquet.

BYNUM – È notizia di oggi che i Cleveland Cavaliers hanno sospeso a tempo indeterminato il centro Andrew Bynum a causa del comportamento dannoso per la squadra. Nel comunicato diramato dai Cavs non sono presenti ulteriori informazioni. È un duro colpo per il centro che stava lavorando per ritrovare la forma dei tempi migliori e stava viaggiando a 8.4 punti, 5.3 rimbalzi e 1.2 stoppate a partita in 20 minuti di utilizzo. Il giocatore non sarà con la squadra nella trasferta di Boston. Questa settimana sarà importantissima per Bynum: l’ex centro dei Lakers aveva infatti firmato un biennale da 24 milioni di dollari con i Cavs ad inizio stagione, ma solo i primi 6 milioni sono garantiti. La franchigia dell’Ohio può tagliare Bynum entro il 7 gennaio senza dovergli pagare i restanti 18 mesi di stipendio.

ANCORA INFORTUNI – Dopo i casi Bryant e Rose, altri tre nomi eccellenti si sono aggiunti alla lista degli infortunati con recupero a lungo termine. Russell Westbrook, che era rientrato bene dall’infortunio che lo aveva tenuto fuori dagli scorsi Playoffs, non rientrerà almeno fino alla pausa dell’All-Star Game: è stato operato al ginocchio sinistro ieri. Se una contender come OKC rimane inevitabilmente danneggiata, ce n’è un’altra costretta a giocare senza il suo giocatore chiave: Al Horford, a causa di uno strappo al muscolo pettorale destro, dovrà guardare gli Hawks in borghese almeno per i prossimi quattro mesi. È andata male anche a Bradley Beal: la guardia dei Wizards si è infortunata alla gamba sinistra durante la gara contro i Timberwolves. Ulteriori accertamenti devono essere fatti per capire la reale entità dell’infortunio.

STATISTICHE DELLA SETTIMANA: GLI INCREDIBILI DUELLI DI BLAKE GRIFFIN CON LAMARCUS ALDRIDGE E KEVIN LOVE

Impossibile non rimanere impressionati dal livello (statistico e non solo) delle due difficilissime sfide che ha affrontato Blake Griffin in settimana. Il bilancio delle partite contro Timberwolves e Blazers, entrambe terminate dopo un tempo supplementare, è stato di una vinta e una persa per i Clippers. Blake è stato sempre protagonista: 32 punti e 10 rimbalzi con un quasi immacolato 10/11 dalla lunetta contro i T’Wolves, poi 35 punti e 11 rimbalzi con 15/27 al tiro contro i Portland Trail Blazers. Non si può dire, però, che i suoi diretti avversari siano stati fermi ad ammirarlo. Kevin Love ha accumulato numeri straordinari: 45 punti, 15/23 dal campo, 19 rimbalzi e 6 assist. Una prestazione storica, che sarebbe stata ancora più indimenticabile se Minnesota non avesse perso la partita. A sconfiggere i Clippers ci è invece riuscito LaMarcus Aldridge in quella che è stata scelta come partita della settimana. Il lungo dei Blazers, contro Griffin, ha collezionato 32 punti (15/31 al tiro), 10 rimbalzi e 4 assist.

I tre stanno accumulando un ottimo bottino stagionale: 21.3 punti, 10.6 rimbalzi e 3.1 assist per Griffin; 23.4 punti, 11 rimbalzi e 2.9 assist per Aldridge; 25.9 punti, 13.8 rimbalzi e 4.1 assist per Kevin Love. Nelle votazioni per il frontcourt titolare della Western Conference all’All-Star Game 2014, Griffin è terzo con 399357 voti. Love è quarto con 377941, Aldridge sesto con 282613. A livello di record di squadra, i migliori sono i Blazers di Aldridge (25-4). I Clippers di Griffin (20-11) sono quarti ad Ovest, fuori dalla zona Playoffs i T’Wolves di Love (14-15).

Photo: msn.foxsports.com