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L’altro MVP: Kawhi Leonard

kawhi leonard

È il più giovane di sempre ad aver già ottenuto in carriera un titolo di MVP delle Finals, un premio di miglior difensore della lega e una convocazione all’All-Star Game. Ha infatti impiegato sole 5 stagioni per conquistare tali riconoscimenti personali, due in meno di Michael Jordan (7) e cinque di Hakeem Olajuwon (10). Stiamo ovviamente parlando di Kawhi Leonard, un giocatore decisamente speciale, anche se in maniera diversa dal solito: lui non è uno di quei pochi eletti a cui è stato donato un talento superiore alla media, bensì uno che ha saputo assorbire come una spugna tutti i consigli e gli insegnamenti che la “famiglia Spurs” ha saputo trasmettergli. Oltre a questo, Leonard ha sempre lavorato con una serietà ed una dedizione fuori dal comune, che lo hanno portato a migliorare stagione dopo stagione.

Alle naturali doti fisiche che possiede, Kawhi ha abbinato un gioco offensivo sempre più completo e affidabile, tanto da diventare nel corso di questa regular season il vero e proprio “go-to-guy” degli Spurs. Nonostante il peso offensivo della squadra sia sempre maggiore sulle sue spalle, Leonard non sembra affatto risentirne, tanto che sta viaggiando con numeri spaziali (21.0 punti con il 50.7% dal campo, il 46.5% da tre e l‘88.2% ai liberi), soprattutto se si considerano i soli 32.9 minuti d’impiego medio e il fatto che sia sempre il primo giocatore su cui gli avversari tendono a concentrarsi. In tutto ciò, quello che lo rende veramente speciale non è solo il fatto di essere diventato un attaccante di primissimo livello, che gioca perfettamente sotto controllo e sa quali scelte prendere per il bene della squadra, soprattutto nel clutch time (chiedere ai Thunder, che stanotte ne hanno avuto una chiara dimostrazione), ma anche il fatto di essere sempre uno dei pochi che sposta davvero gli equilibri in difesa.

Non sarebbe affatto scandaloso se dovesse vincere il premio di miglior difensore per il secondo anno consecutivo: stiamo parlando di uno che quando sta seduto si nota eccome, perché gli Spurs concedono 5.1 punti in più rispetto a quando è in campo. Ma al di là di questo, è il suo atteggiamento difensivo a fare davvero la differenza: non fa mai una piega nel prendersi in marcatura l’avversario di turno più pericoloso, e allo stesso tempo mantiene sempre alta la concentrazione e la percezione di ciò che gli accade intorno.

Steph Curry vincerà sicuramente il premio di MVP della regular season perché, piaccia o meno, sta spiegando un nuovo modo di giocare a pallacanestro e sta viaggiando con oltre 30 punti di media ed una percentuale reale di tiro pari quasi al 68%; tutto ciò mentre sta trascinando i Warriors a scrivere pagine importanti dei libri di storia della NBA. Però ci piacerebbe evidenziare che Kawhi Leonard lo meriterebbe in eguale misura, anche se per ragioni diverse: in questo momento, è indiscutibilmente il giocatore più solido, efficiente e affidabile a 360 gradi nell’intero panorama NBA, tanto che persino Scottie Pippen si è scomodato per dire che i paragoni tra lui stesso e la stella degli Spurs siano tutt’altro che campati per aria. Kawhi è solido innanzitutto mentalmente, perché niente sembra poterlo scalfire o far abbassare il suo livello di concentrazione in campo, e poi è estremamente efficiente perché, tra i 902 giocatori che hanno segnato 20 punti di media in una stagione, è il quarto con il minor numero di palle perse (1.4 di media, contro le oltre 3 di James, Curry e Durant e le oltre 4 di Westbrook e Harden).

Insomma, al momento non sembra mostrare alcun punto debole, ma anzi è lui quello che spesso evidenzia i problemi altrui. Leonard è da soli 5 anni in questa lega, eppure è già uno degli all-around più forti che si siano mai visti: San Antonio ha fatto un vero e proprio capolavoro con lui e ha saputo gradualmente trasferirgli le redini della squadra, con buona pace della vecchia guardia formata da Duncan, Parker r Ginobili, che da veri professionisti, nonché da uomini di Popovich fanno sempre e solo gli interessi della squadra, mettendosi a disposizione del nuovo duo, composto da Leonard e da LaMarcus Aldridge, con la speranza magari di chiudere con un’ultima danza vincente.