L'angolo delle stats NBA Rubriche

L’angolo delle stats – Nel bene e nel male è stato il solito Rondo

Se passare da separato in casa a Dallas a leader NBA in assistenze per partita nell’arco di qualche mese vi sembra qualcosa di pressoché utopistico vi basterà citofonare a casa Rondo per realizzare che invece è tutto vero. Mentre molti tifosi texani potrebbero ancora essere intenti a mangiarsi le mani per aver divorziato forse troppo frettolosamente  con un giocatore del genere, lui se la spiega semplicemente con il fatto di non essere stato l’uomo giusto nel posto giusto e inoltre, alla domanda se questo Rondo è a livelli di quello bostoniano, risponde “Questo è il miglior Rondo di sempre!”. Forse per alcuni può suonare come un’affermazione un po’ azzardata, certo però è innegabile quanto bene Rajon si sia integrato nello spogliatoio (con Cousins,  in particolare) e nel sistema di gioco di Sacramento, e questo ha inevitabilmente giovato alle sue prestazione.

1Gradi doti di leadership, una sublime capacità di leggere il gioco un secondo prima degli altri e un carattere non dei più raccomandabili. Rondo è uno di quei giocatori che o li ami o li odi. La pallacanestro organizzata di coach Carlisle gli stava stretta e l’offerta di un posto ai Kings rappresentava una sorta di ultima spiaggia per un giocatore che, a detta di molti, era ormai finito. Ma Rondo non è il tipo che fallisce due volte. Nello stile di gioco eufemisticamente confusionario e a forte trazione offensiva di coach Karl ha trovato il suo habitat naturale per dare miglior sfogo alla sua vena di passatore: 11,7 assist di media a gara, la più alta per un play dai tempi di John Stockton, quando nella stagione 1994/95 ne distribuiva 12,3 a sera. Unico giocatore capace di registrare in due occasioni 20 assist in una singola partita in questa stagione, mentre sono 19 le occasioni in cui ha messo a referto almeno 15 assist quest’anno, 38 quelle del resto della lega. Non solo alta quantità di passaggi vincenti sfornati ma anche altra qualità, specialmente nei confronti dei tiratori perimetrali: per esempio il nostro Marco Belinelli tira con il 41,1% da tre punti quando è assistito da Rondo mentre solo con il 25,9% quando è assistito da altri suoi compagni di squadra. Oltre a guidare la voce degli assist, Rondo è ovviamente anche primo per punti prodotti da suoi passaggi: confrontando i suoi numeri con quelli di altri tre signori passatori come Westbrook, Wall e Paul il divario è netto e nel grafico riportato qua a fianco è evidente  anche l’impressionante salto di qualità rispetto alla scorsa stagione!

Poi si sa, nel basket come in altri sport di squadra, il ruolo del passatore può essere alquanto straziante in alcune situazioni, soprattutto 2quando un mix tra istinto, talento e fortuna (che non guasta mai) ti permette di smarcare un tuo compagno con un passaggio illuminante e quest’ultimo sbaglia proprio sul più bello la conclusione finale. In queste situazioni il play maker di turno non avrà combinato niente di ufficialmente refertabile ma in ogni caso resta il gesto tecnico, la grande capacità di riuscire il maggior numero di volte di costruire una sempre più numerose situazioni di tiro vantaggiose per i propri compagni di squadra, e questo non sfugge agli occhi delle statistiche più avanzate. Nell’immagine seguente è sorprendente la solitudine di Rondo nella zona a nord est del grafico.

Da questi dati si potrebbe tranquillamente considerare Rondo come la miglior scelta possibile che una squadra possa fare a riguardo del giocatore a cui affidare le chiavi della regia della propria squadra, ma quanto queste prestazioni e questo suo stile di gioco giova al gioco di Sacramento? Dovete sapere che Rondo nei suoi anni a Boston, nonostante la presenza di giocatori del calibro di Alle, Garnett e Pierce, non ha mai giocato in una squadra che faceva della fase offensiva il proprio cavallo di battaglia. Infatti nelle sue quattro stagioni da All Star i suoi Celtics si sono classificati rispettivamente 15°, 18°, 27° e 24° per efficienza offensiva e soltanto grazie ad una fase difensiva ai limiti della perfezione la franchigia è rimasta ai vertici della lega. Ai King invece la situazione è esattamente l’opposta, in quanto la squadra è fornita di realizzatori come Gay e Cousins che, innescati dal buon Rajon, portano Sacramento al terzo posto per punti realizzati a partita. Fin qua tutto bene, per un certo periodo navigavano anche ai ridossi della zona play off ad ovest, ma con una difesa pressoché inesistente (ultima della lega per punti concessi a sera), a differenza di Boston, non vai troppo lontano. Non a caso Sacramento concede oltre il 46% al tiro ai propri avversari, occupando le ultime posizioni tra le squadre NBA in questa voce.

3Inoltre, in quanto playmaker, da Rondo si passa obbligatoriamente per iniziare ogni possesso offensivo della squadra: a Rajon, si sa, piace molto avere la palla tra le mani, infatti è dietro solo a Wall per tocchi a partita  (95 a partita) ma in sé ciò non è un dramma se non per il fatto che in media ogni volta che tocca la palla Rondo la tiene in mano in media 4,75 secondi  e se contiamo che in media un possesso dei Kings dura circa 18,8 secondi questo significa che il numero 9 ha il controllo della sfera per oltre il 25% di ogni azione della propria squadra e questo non può essere propriamente rassicurante sapendo la limitata pericolosità offensiva di Rondo, senza contare che è noto quanto l’efficienza di un possesso diminuisca con il passare dei secondo (fonte SkepticalSports.com).

I difensori negli ultimi anni stanno diventando sempre più atletici e intelligenti e sanno benissimo che da Rondo è più probabile aspettarsi un passaggio che un tiro e questo porta gli avversari in molte situazioni a chiudere le linee di passaggio costringendo Rondo a quasi 4 palle perse a partita. Questo forte sbilanciamento tra le sue abilità di passatore e realizzatore spesso aiuta molto i difensori, come diversamente non potrebbero fare con i vari Westbrook o Paul: con loro sei costretto a chiudere forte nelle penetrazioni favorite da situazioni di pick and roll mentre con Rajon puoi anche permetterti banalmente di passare dietro al difensore negli stessi pick and roll. Nel seguente grafico si evidenza la minor pericolosità tra le principali point guard già analizzate anche in precedenza, mentre la shot card confonta le percentuali dal campo di Rondo con le medie della lega.

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Il talento e il QI cestistico fuori dalla norma non si discutono ma siamo sicuri che una squadra così fortemente sbilanciata verso la fase offensiva come Sacramento possa veramente trarre benefici dallo stile di gioco di Rondo nel lungo periodo, contando anche il fatto che ormai stiamo parlando di un giocatore a ridosso dei 30 anni e che la franchigia non sembra avere intenzione di puntare sulla pesca grossa al prossimo draft di qualche giovane promessa da affiancare a Cousins. Rondo diventerà free agent questa estate e c’è da ammettere che è tanta la curiosità riguardo la scelta che faranno i Kings su di lui, considerando anche l’aumento del salary cap: massimo salariale o ruolo da veterano comprimario?