NBA

L’angolo delle stats – OKC tra inferno e paradiso

In una stagione dove San Antonio Spurs e Golden State Warrions stanno catturando a suon di record e vittorie l’attenzione di tifosi e media è facile che altri protagonisti meritevoli passino in secondo piano; ed è proprio quello che sta succedendo in quel di Oklahoma, dove la premiata ditta Durant – Westbrook sta conducendo i Thunder verso un sempre più sicuro terzo piazzamento in una tutt’altro che agevole Western Conference. Gli infortuni della scorsa stagione hanno fortemente condizionato le prestazioni della franchigia ma molti oggi tendono a dimenticare che OKC viene da un annata senza partecipazione ai play off, chiudendo con un deludente record di 45-37, dopo esserci giocati nel 2012 le Finals NBA, poi perse conto Miami.

Quella attuale appare quindi come la stagione della verità, specialmente per Durant che a luglio sarà free agent: le due stelle della squadra la scorsa stagione si sono trovati, come già scritto, spesso a dover fare a meno l’uno dell’altro ma questo, se da un lato non ha giovato ai risultati collettivi, ha sicuramente aiutato i due all star a prendere maggiore coscienza del proprio enorme talento, che li sta portando quest’anno a giocare un basket a tratti incontrastabile. I due segnano quasi la metà dei punti totali della squadra, con Kevin che viaggia a 28 punti a sera, terzo miglior marcatore NBA, dietro solo al marziano Curry e al solista Harden. Westbrook invece, escludendo la scorsa stagione, questa è quella in cui sta segnando di più (23,7 points/game) ma è anche quello in cui tira meglio (45,4%).

12910540_10208940012408413_1020230810_n

Il numero 35, oltre ad aver ritrovato la vena realizzativa dei tempi migliori ( siamo già a 58 gare consecutive con almeno 20 punti segnati ), sta dando il suo importante contributo anche sotto le plance, diventando l’unico giocatore insieme a Larry Bird ad aver messo a referto 7 partite consecutive con almeno 20 punti, 10 rimbalzi e 5 assist negli ultimi 40 anni. Russell invece dal canto suo è sempre più all around player: secondo miglior assist man del campionato con oltre 10 passaggi vincenti a sera, miglior guardia rimbalzista, leader stagionale di triple doppie realizzate, ben 16 ( e tutte vinte le sedici gare in questione ) e ad una sola lunghezza dal record di triple doppie in una singola stagione negli ultimi 30 anni appartenente a Magic Johnson; unico in grado di realizzare una tripla doppia con almeno 20 punti e 20 assist dal 1988: l’ultimo a riuscirci? Sì sempre lui, il grande Magic. Inoltre, giusto ieri Tom Haberstroh ha comparato la stagione di Westbrook a quella del 1961/62 del re delle triple doppie, Oscar Robertson, scoprendo che i numeri del numero 0 sono addirittura migliori se proiettati sui 100 possessi.

12903734_10208940014528466_1952348730_o

 

Nonostante un supporting cast non dei più entusiasmanti, anche i gregari stanno contribuendo alla causa OKC, specialmente in fase offensiva, vero marchio di fabbrica dei ragazzi di coach Donovan che possono vantare il secondo miglior attacco della lega. Pensate che se compariamo il quintetto tipico dei Thunder ( Westbrook – Roberson – Durant – Ibaka – Kanter ) con quello di Warrions ( Curry – Thompson – Barner – Green – Bogut ) e Spurs ( Parker – Green – Leonard – Aldridge – Duncan ), le due migliori squadre della lega, scopriamo che è migliore alla voce Offensive Rating ( punti realizzati ogni 100 possessi ).

12939176_10208940016208508_1640225353_n

Ma ancora più impressionante è, a mio avviso, il dato a riguardo del PER ( Player Efficiency Rating ), ovvero un indicatore di efficienza dei giocatori NBA creato combinando sia l’aspetto difensivo che quello offensivo pesato coi risultati di squadra: sorvolando su chi sia il leader di questa classifica possiamo notare che Oklahoma non solo piazza Durant (28,2) e Westbrook (27,8) rispettivamente al secondo e terzo posto, ma ha anche un terzo giocatore nella top ten stagionale: Enes Kanter! Nessun altra squadra è mai riuscita a piazzare più di due giocatore nei migliori dieci nel PER ranking. Inoltre se Russell dovesse tornare sopra soglia 28 ( come lo è ampiamente stato fino a poche settimane fa ) sarebbe la prima volta dall’introduzione dello shot clock che due giocatori dello stesso team chiudano una stagione entrambi sopra la soglia dei 28 punti.

12939262_10208940016848524_465013102_n

Dopo questo sguardo generale la situazione sembra alquanto rassicurante in casa OKC e anche se, probabilmente non arriverà quest’anno l’anello, sarà solo a causa di una squadra che sta giocando a livelli a stento immaginabili e per cui non se ne può fare una colpa ai Thunder. Però, se scendiamo un po’ più in profondità nelle analisi scopriamo un piccolo ingranaggio inceppato nel sistema di gioco degli ex Supersonics che, soprattutto in ottica play off, può rivelarsi un vero e proprio tallone d’Achille. Tutto parte da un curioso tweet di ESPN Stats & info di qualche settimana fa in cui si evidenziava una grande debolezza mentale dei ragazzi di coach Donovan nell’ultimo periodo di gioco, che li ha portati spesso a subire importanti rimonte nonostante nei periodi precedenti avessero cumulato un vantaggio apparentemente rassicurante.

12910959_10208940019768597_1900818467_n

 

Il dato è ancora più preoccupante se si considera che le squadre che seguono Oklahoma in questa sfortunata graduatoria sono tutte tanking team o che al massimo lottano per un ultimo posticino nella post season.

Il calo drastico in questo aspetto del gioco lo possiamo notare specialmente dopo la pausa per l’All Star Game: se consideriamo il Clutch Time ( quando mancano meno di 5 minuti di gioco nell’ultimo quarto o nell’overtime e nessuna delle due squadra ha un vantaggio di più di 5 punti ) OKC è addirittura ultima nella lega per Net Rating ( Offensive Rating – Defensive Rating ) con -44,6 di differenziale e ultima anche nel Defensive Rating con ben 141,7 punti concessi ogni 100 possessi! Inoltre, se guardiamo il confronto tra Net Rating in Clutch Time e Net Rating Totale prima e dopo la pausa perla gara delle stelle il dato fa ancora più impressione.

  Pre All Star Game Post All Star Game
Clutch Time + 8,2 –        44,6
Total + 8,6 + 3,7

 

La situazione rimane ugualmente preoccupante se scomponiamo il dato per singoli periodi di gioco dove, sempre tenendo come riferimento il periodo post All Star Game, possiamo notare un brusco peggioramento nel quarto quarto e nell’overtime.

12921054_10208940021448639_1020963749_n

Tornando alle nostre due stelle tanto ( e giustamente ) acclamate a inizio articolo, scopriamo invece che soprattutto loro sono al centro di questa situazione alquanto critica: analizzando i punti segnati dai singoli giocatori della squadra in ogni periodo di gioco è netto il peggioramento di performance del duo Westbrook – Durant nell’ultimo quarto.

12900021_10208940021968652_2113647375_n

Certo, direte voi, però c’è da considerare che in alcuni casi i due vengono preservati in panchina nel garbage time. Questo è vero però c’è anche un altro dato molto curioso che riguarda i nostri due amici e i risultati di squadra: pensate che quando Westbrook e Durant segnano entrambi almeno 25 punti OKC ha un record di 11-11, non proprio rassicurante contando il fatto che hanno subito 23 sconfitte totali in stagione.

Ora non stiamo puntando il dito contro i due fenomeni in questione e saremo i primi ad esultare se dovessero guidare la propria squadra fino in fondo nei play off 2016, però il problema esiste ed è anche abbastanza evidente, come testimoniano le diverse rimonte subite, e questo non può essere preso sotto gamba da coach e dirigenza. Nella post season la pressione psicologica su squadra e giocatori chiave si moltiplica e una già fragile tenuta nei momenti decisivi in regular season può letteralmente far crollare la situazione quando i palloni cominciano a pesare. Team avvisato…

PS. I dati sono aggiornati al 30/03/2016