Le 3 franchigie che possono uscire dal Draft maggiormente rinforzate

Con i playoffs NBA che hanno vissuto un paio di giorni di pausa per permettere alle squadre di cambiare campo e di recuperare un minimo le energie, gli appassionati hanno spostato tutta l’attenzione sul Draft 2014, che promette scintille. Quando manca circa un mese dal grande evento, andiamo a vedere le tre franchigie che potrebbero rinforzarsi maggiormente a seconda delle scelte che effettueranno.

PHILADELPHIA 76ERS – Difficile trovare una squadra con una situazione migliore di quella dei Sixers. Quest’ultimi hanno due lottery pick (terza e decima scelta), oltre a cinque chiamate al secondo giro, dalle quali possono arrivare potenziali steal, dato che stiamo parlando di un Draft profondissimo per talento. Phila si presenterà all’offseason con soli 29 milioni a libro paga ed ha fondamentalmente due opzioni: conservare abbastanza spazio per provare a firmare una stella nella free agency 2015 oppure provare ad inserire un ottimo giocatore già un questa estate. Ma concentriamoci momentaneamente solo sul Draft 2014, che offre ai Sixers la possibilità di tappare due buchi importanti. Considerando che Michael Carter-Williams ha già dimostrato di poter essere un ottimo playmaker, che Nerlens Noel promette molto bene per il prossimo anno e che Tony Wroten ha fatto vedere che può essere un sesto uomo affidabile, Phila ha già un nucleo giovane, di talento ed affidabile da cui ripartire. Aggiungete a quei tre uno tra Andrew Wiggins e Jabari Parker con la terza scelta ed uno tra Dario Saric e Doug McDermott con la decima, e la squadra già inizia ad acquistare tutto un altro volto rispetto a quella che si è prodotta in una stagione negativissima, culminata con le 26 sconfitte record consecutive. Con la seconda chiamata in lottery, i Sixers potrebbero pure scommettere su un talento meno maturo rispetto agli altri due nominati in precedenza, ma che potrebbe rivelarsi un crack: si tratta di Zach LaVine, una combo guard con ottime abilità di scorer ed un alto tasso di atletismo. Se in aggiunta tra quest’estate e la prossima la dirigenza dovesse riuscire a firmare al massimo salariare una stella, il futuro dei Sixers diventerebbe immediatamente luminoso. 

CHARLOTTE HORNETS – Grazie alla trade del 2012 che ha spedito Ben Gordon ed una scelta protetta fino alla n.8 a Charlotte e Corey Maggette a Detroit, gli Hornets hanno a disposizione la nona chiamata del Draft. E così hanno a disposizione la possibilità di rinforzare ulteriormente il nucleo che tanto bene ha fatto nel corso di questa stagione, qualificandosi per i playoffs. Charlotte ha assolutamente bisogno di aggiungere un marcatore di alto profilo, per fornire un’alternativa valida a Kemba Walker e Al Jefferson: in questo senso McDermott o James Young rappresentano buonissime scelte. Ma non è finita qui, perché gli Hornets hanno a disposizione anche la chiamata n.24 ed almeno 17 milioni da spendere in free agency. Insomma, ci sono tutti i presupposti per continuare il processo di crescita e per disputare una stagione ancora migliore di quella appena conclusa. 

CLEVELAND CAVALIERS – Potrebbe sembrare uno scherzo, ed invece è tutto vero. Per il secondo anno consecutivo, i Cavaliers avranno a disposizione la prima scelta assoluta, nonostante avessero solo l‘1.7% di possibilità di ottenerla. Cleveland manca da troppo tempo dai playoffs ed ha assolutamente bisogno di qualificarsi nella prossima stagione, per non rischiare di perdere Kyrie Irving. Anthony Bennett alla n.1 si è rivelato un abbaglio clamoroso, ma almeno nel finale ha dato segni incoraggianti e spetterà al futuro head coach recuperarlo e renderlo un buon giocatore almeno da rotazione. Vista la moria di lunghi tra roster e free agency, i Cavs hanno tutta l’intenzione di scegliere Joel Embiid, che sembra aver recuperato dall’infortunio alla schiena e negli ultimi giorni sta lanciando segnali molto incoraggianti agli scout. Prenderlo potrebbe rappresentare un rischio dal punto di vista della salute, ma se dovesse rimanere sano, il centro uscito da Kansas ha ottime possibilità di rivelarsi dominante anche nella NBA. E con un centro vero, qualche aggiustamento in offseason ed un Irving voglioso come non mai di giocare i playoffs, i Cavaliers non si potranno permettere di sbagliare.