NBA

L’efficienza di Boban Marjanovic, il nuovo idolo in casa Spurs

Boban Marjanovic non è il tipico rookie NBA. A 27 anni, è nel pieno della maturità cestistica ed è reduce da una stagione in cui ha letteralmente dominato in Eurolega, riscrivendo record su record ed affermandosi in qualità di macchina da doppie-doppie (16 in 24 partite) con una media di 16.6 punti e 10.7 rimbalzi. Tutto ciò giocando soli 27 minuti di media, il che rende bene l’idea di quanto sia stato dominante rispetto a tutti gli altri pari ruolo. Proprio l’efficienza è una delle caratteristiche principali di questo giocatore, e ultimamente se ne sono accorti anche gli Spurs e i suoi tifosi.

Dall’alto dei suoi infiniti 223 centimetri, Marjanovic ha impiegato un po’ di tempo prima di riuscire a dimostrare il suo valore anche nella NBA. D’altronde non è affatto semplice trovare spazio in questi Spurs, soprattutto se sei un rookie, per quanto possa esserlo in maniera differente dal solito. E così Boban fino al sette dicembre ha raccolto solo 10 apparizioni, rimanendo in campo per massimo 6 minuti. Poi, però, il massacro operato da San Antonio contro Philadelphia (vittoria con 51 lunghezze di vantaggio) gli ha permesso di mettersi per la prima volta in evidenza con 18 punti (8/10 dal campo), 4 rimbalzi, 2 recuperi e 1 assist in 17’.

Da allora, il centro serbo si è conquistato sempre di più il rispetto dei suoi compagni e soprattutto l’affetto del pubblico: il 28 dicembre ha sfruttato al meglio l’assenza di Tim Duncan per firmare 17 punti (7/7 al tiro) e 4 rimbalzi in 15’; due giorni più tardi è stato in campo per un altro quarto d’ora, e gli è bastato per prendere la bellezza di 12 rimbalzi (record di franchigia in così poco tempo); tra il 6 e l’11 gennaio gli sono stati concessi di nuovo almeno 13’ e lui ha risposto segnando 13 punti con 5/7 da due sia contro i Jazz che contro i Nets.

Stanotte Marjanovic si è alzato dalla panchina solo nell’ultimo quarto, quando ormai la partita con i Mavericks era già ampiamente finita. Nonostante ciò, l’ex centro della Stella Rossa ha giocato con grande impegno, mettendo a referto 7 punti, 4 rimbalzi e 1 assist in 9 minuti e confermando così ancora una volta la sua grande efficienza. Che tra l’altro è evidenziata anche dai numeri: Boban ha lo stesso PER (Player Efficiency Rating) dell’MVP Steph Curry (31.6) e in proiezione sui 36 minuti viaggerebbe con 24.8 punti, 14.3 rimbalzi e 2.7 stoppate. Ovviamente Marjanovic molto difficilmente avrebbe una linea statistica del genere, anche nel caso in cui dovesse giocare tanti minuti, ma questi numeri ci devono servire per comprendere che è un elemento in grado di avere un impatto importante nella NBA.

Il centro serbo è una minaccia costante vicino a canestro, dato che ha un ottimo tocco ed è capace di segnare in qualunque situazione e con entrambe le mani. Inoltre, sembra avere una predisposizione naturale per il gioco, e ciò è testimoniato dalle sue capacità di lettura e abilità di passaggio. Per non parlare poi dei secondi possessi che garantisce sfruttando al meglio le sue lunghe leve a rimbalzo offensivo.

Il fatto che Popovich lo consideri “un gran lavoratore e un ragazzo intelligente” è piuttosto indicativo: Marjanovic non è finito a San Antonio per caso, ma è solo l’ennesima dimostrazione di come gli Spurs siano avanti anni luce a livello di scouting europeo, avendo preso un giocatore che nel futuro prossimo potrà essere una risorsa molto importante.