NBA

MLK Day: la notte da record di Kemba Walker davanti a Michael Jordan

«Ogni volta che parlo con lui, nella partita successiva gioco il mio miglior basket». Questa frase appartiene a Kemba Walker, che l’ha pronunciata riferendosi a Michael Jordan in un’intervista con GQ risalente all’inizio di questa stagione. Stanotte His Airness ha guardato la partita con i Jazz dal suo posto nei pressi della panchina degli Hornets, e chissà se in precedenza aveva scambiato qualche parola con Walker. Il quale, in ogni caso, ha fatto registrare a tutti gli effetti una prestazione da record, avendo trascinato Charlotte al successo dopo due overtime con 52 punti, 9 rimbalzi e 8 assist. Il prodotto di UConn ha tirato con 16/34 dal campo, ma soprattutto 6/11 da oltre l’arco e 14/15 dalla lunetta (fondamentali i quattro liberi mandati a bersaglio nel secondo supplementare, ndr).

Ovviamente con una prova del genere non poteva che riscrivere diversi record. Kemba, infatti, ha ritoccato il suo career-high, che prima di stanotte era di 42 punti, realizzati il 27 dicembre 2014 in una sconfitta interna con i Magic, ma soprattutto è diventato il miglior marcatore in una singola partita nella storia degli Hornets, superando i 48 punti firmati da Glen Rice in un lontano 6 marzo del 1997, in una vittoria all’overtime contro i Celtics. E non è finita qui, perché Walker ha anche superato Gilbert Arenas (51 punti nel 2007), conquistando così il record per il maggior numero di punti segnati in una partita nel Martin Luther King Day. Come evidenziato in precedenza, la point guard degli Hornets ai 52 punti ha affiancato 9 rimbalzi e 8 assist, flirtando solamente con una tripla-doppia che sarebbe stata clamorosissima: pur non avendola realizzata, Kemba è diventato comunque solo il settimo giocatore negli ultimi 30 anni a firmare una prestazione da almeno 50+9+8.