MY-Playoffs NBA: i Warriors volano sulle ali di KD e Green. Wall imperioso, Butler decisivo

NBA Sunday di un certo livello, quella appena trascorsa. I playoffs hanno preso il via, offrendo subito sfide tutt’altro che banali. La più esaltante dal punto di vista della qualità del gioco espresso da entrambe le squadre è stata quella tra Warriors e Blazers, con quest’ultimi che hanno provato a spaventare i padroni dell’Ovest con una prova di grande ardore, ma anche piena di contenuti tecnici. Certo, il grosso del lavoro nel tenere costantemente in partita Portland in quel di Oakland lo hanno fatto Damian Lillard e C.J. McCollum, ai limiti dell’inarrestabile per Golden State, soprattutto nel primo tempo (43 punti in due, 27 di un pazzesco McCollum). Dopo aver chiuso in perfetta parità anche il terzo quarto, i Blazers sembravano avere una reale chance di vittoria, ma alla lunga sono usciti fuori diversi punti di forza dei Warriors: la second unit ha firmato un break importante all’inizio dell’ultima frazione, dopodiché un eccellente Kevin Durant (92esima partita di playoffs, la prima da  30+10 con almeno il 60% in campo) e un solidissimo Draymond Green (19 punti, 12 rimbalzi, 9 assist, 5 stoppate e 3 recuperi) hanno fatto il resto.

La sorpresa, invece, è arrivata dal TD Garden. Trascinati nell’ultimo quarto dai 15 punti di Jimmy Butler, i Bulls hanno centrato il colpo in quel di Boston. In una notte particolarmente emotiva per Isaiah Thomas (autore di 33 punti, nonostante la tragica perdita della sorella in un incidente d’auto) e per i suoi Celtics, a gioire è stata Chicago, che con i canestri decisivi di Butler si è imposta per 106-102, portandosi avanti 1-0 nella serie. Questa è solamente la 12esima vittoria ottenuta da una testa di serie n.8, che ha poi raggiunto il turno successivo in appena 3 occasioni: i Bulls potrebbero quindi aver fatto un primo passo verso la storia? È ancora presto per dirlo, dato che i precedenti parlando di una Chicago che ha perso 5 delle ultime 7 serie in cui è stata avanti 1-0.

Oltre che sulle gesta di Butler, Chicago ha costruito la vittoria anche sul controllo dei rimbalzi (20 offensivi, 17 in più di Boston nel complesso) e sull’enorme contributo di un protagonista inaspettato. Stiamo parlando di Bobby Portis, che all’esordio nei playoffs ha confermato i progressi mostrati negli ultimi due mesi. Uscendo dalla panchina, il prodotto di Arkansas si è fatto trovare estremamente pronto, sfruttando al meglio lo spazio concessogli dalla difesa dei Bulls, preoccupata di chiudere le penetrazioni di Rondo, Wade e Butler. Portis si è così reso protagonista di una prova di grande sostanza e efficienza, mettendo a referto 19 punti (5/6 da due, 3/4 da tre), 9 rimbalzi, 3 assist e 2 stoppate in 29 minuti. Il tutto senza perdere neanche un pallone e facendo anche registrare il miglior plus/minus (+12) dell’intera partita.

A proposito di debuttanti, una prestazione notevole è stata anche quella di Markieff Morris che, dopo 448 partite di regular season, ha letteralmente azzannato i playoffs al suo primo assaggio. Lo ha fatto in particolare a cavallo tra secondo e terzo quarto, quando ha rimesso definitivamente in carreggiata i Wizards dopo un inizio complicato, realizzando 8 punti consecutivi. Morris ha poi chiuso a quota 21, con tanto di 7 rimbalzi, 4 stoppate, 2 assist e +18 di plus/minus in 38’. Il vero mattatore dell’incontro, però, è stato l’uomo più atteso della vigilia, ovvero John Wall. Dopo un primo tempo ad appannaggio di Atlanta, dominante nel pitturato e sotto i tabelloni, Washington si è affidata al proprio leader, che ha risposto nel migliore dei modi: 32 punti (career-high nei playoffs) e 14 assist, ma soprattutto 15 punti che nel terzo quarto hanno completamente spaccato la partita. Ad un certo punto, semplicemente gli Hawks non sono più riusciti a star dietro a Wall, che ha condotto i Wizards al successo per 114-107. Il prodotto di Kentucky è diventato il terzo giocatore nella storia di Washington con almeno 30 punti e 10 assist in una singola partita di post-season.