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NBA Stats ─ Davis inarrestabile, Harden fa il play

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Seconda notte NBA e 22 squadre in campo. Ci sono già state diverse sorprese: non era facile aspettarsi la caduta dei Rockets sul campo dei Lakers, così come difficile era pronosticare un successo così largo per i Kings a Phoenix e la vittoria dei Nuggets di Danilo Gallinari allo Smoothie King Center di New Orleans. I Thunder, faticosamente, sono riusciti a strappare una vittoria a Philadelphia, mentre i Nets hanno dato più filo da torcere del previsto ai Boston Celtics. I Bucks, nonostante un Antetokounmpo versione tuttofare (come sempre), non sono riusciti a superare tra le mura amiche i Charlotte Hornets. Ma vediamo qualche numero interessante di questa nottata.

251 ─ I punti segnati complessivamente nel match tra Indiana Pacers e Dallas Mavericks. Considerando l’assetto dei Mavs, era facile prevedere che non avrebbero puntato più di tanto sulla difesa per questa stagione. E i numeri (gonfiati da un overtime) danno ragione alle impressioni che molti addetti ai lavori avevano avuto. I tempi regolamentari si sono chiusi sul 115-115, con i Mavs che hanno completato la rimonta grazie alla tripla di Harrison Barnes (19 punti e 9 rimbalzi all’esordio con i texani) a 2 secondi dalla sirena. Poi l’OT è stato il regno di Paul George e Myles Turner. Proprio il sophomore è stato il miglior giocatore dell’incontro: 30 punti, 16 rimbalzi e 13/19 al tiro. Nowitzki ha iniziato la sua penultima stagione NBA con 22 punti e 8 rimbalzi.

50 ─ Un numero che fa impressione già di per sé. E fa ancora più impressione se, ad imprimerlo sul tabellino, è un ragazzo di 23 anni e di 208 centimetri che ha caratteristiche quasi inedite nella storia di questo gioco. Anthony Davis ha voluto fare le cose in grandissimo per il suo esordio stagionale e ha chiuso la gara con 50 punti, 17/34 dal campo, 16 rimbalzi, 5 assist, 7 palle rubate e 4 stoppate. Una presenza pressoché incontrastabile in ogni fase del gioco. Peccato per lui che, complici le assenze di Jrue Holiday e Tyreke Evans, non sia stato supportato dai compagni. Ad eccezione di Tim Frazier (15 punti e 11 assist) e Twaun Moore (10 punti), nessun altro giocatore dei Pelicans è stato capace di andare in doppia cifra. I Nuggets di un super Nurkic (23 punti, 9 rimbalzi e 9/13 dal campo) sono quindi riusciti a difendere il +8 con cui hanno iniziato l’ultima frazione di gioco. Per Danilo Gallinari 15 punti e 3 rimbalzi.

17 ─ Gli assist di James Harden alla prima da playmaker. D’Antoni lo aveva anticipato in estate: Harden avrebbe spesso avuto compiti da point guard durante la stagione. L’infortunio di Beverley, poi, ha fatto sì che questa situazione si rendesse inevitabile fin da subito. Certo, il numero di palle perse (7) è stato come di consueto alto per lui e la squadra è implosa nel quarto periodo (parziale 30-18 per i padroni di casa) su un campo tutto sommato non impossibile come quello dei Lakers, ma Harden ha dimostrato di essere in grado di assistere i compagni con costanza. Oltre che di segnare (34 punti con 9/19 al tiro), ma questo si sapeva già. Per i Lakers si è messo in mostra fin da subito Julius Randle: 18 punti, 7 rimbalzi e 6 assist. Il giocatore più decisivo nella rimonta, però, è stato un Jordan Clarkson (25 punti, 8/12 dal campo) partito dalla panchina.

7 ─ Le triple complessive segnate nella gara tra Toronto Raptors e Detroit Pistons. Strano a dirsi per una squadra di Van Gundy, ma Detroit proprio non ha le caratteristiche per sfruttare il perimetro a suo vantaggio. In questo esordio stagionale, i Pistons hanno perso malamente (109-91) e hanno tirato 4/22 dall’arco (18.2%). I Raptors hanno avuto una percentuale addirittura peggiore (3/18, 16.7%). La partita, quindi, è diventata il regno di un giocatore che tiratore dall’arco proprio non è: DeMar DeRozan ha sfoderato tutto il suo repertorio e ha chiuso con 40 punti (17/27 dal campo). A supportarlo più di tutti è stato un Valanciunas da 32 punti e 11 rimbalzi. Il lituano è stato la chiave per far uscire Drummond dalla partita: il centro dei Pistons ha giocato appena 24 minuti, ha catturato solo 6 rimbalzi e ha commesso 5 falli. Senza i secondi possessi creati da Drummond (solo un rimbalzo offensivo in questa gara), i Pistons fanno decisamente fatica.

1 ─ L’assist che è mancato a Russell Westbrook per collezionare la prima tripla-doppia personale in stagione. Per presentare i nuovi Thunder senza Durant, era naturale prevedere una stagione da record per RW, con piogge di punti, rimbalzi e assist. È stato così contro i Sixers: OKC ha sofferto, ha iniziato l’ultimo periodo sul -6 ed è stata in grado di vincere solo grazie al parziale dell’ultima frazione di gioco (22-34). Sono stati Oladipo e Kanter a ispirare la rimonta, poi Westbrook (34 punti, 12 rimbalzi e 9 assist) ha messo a segno i due canestri più importanti. Buona la prima in NBA (dopo la lunghissima attesa) per Joel Embiid: 20 punti, 7 rimbalzi, 2 stoppate e una tripla a segno.

28 ─ I minuti giocati da Vince Carter nella vittoria dei Grizzlies sui Timberwolves. Fizdale si trova ad affrontare una leggera emergenza nel reparto esterni con le assenze di Tony Allen e Chander Parsons. Largo spazio, dunque, a Carter, Ennis, Aaron Harrison e Wade Baldwin. Vinsanity compirà 40 anni tra pochi mesi e aveva giocato 28 o più minuti solo due volte in tutta la passata stagione (Playoffs compresi). Minnesota ha giocato una buona partita contro un’avversaria più esperta: 46 punti complessivi per la coppia Wiggins-Towns e una vittoria che è sfuggita solo nel finale, quando Conley e Gasol si sono messi a fare la differenza. La Memphis di quest’anno presenta una particolarità: Randolph parte dalla panchina, in quintetto c’è JaMychal Green. Volete sapere com’è andata la prima di Z-Bo da sesto uomo? 19 punti e 11 rimbalzi in 25 minuti.

35 ─ La valutazione, calcolata alla europea, di Giannis Antetokounmpo. Il greco è sempre stato presentato come un giocatore ultra-versatile, capace di fare letteralmente tutto su un campo da basket. Dopo l’All-Star Game 2016, ha tenuto statistiche da paura e pericolosamente vicine a una tripla-doppia. In questa prima gara stagionale abbiamo visto di nuovo l’Antetokounmpo dello scorso finale di stagione: 31 punti, 9 rimbalzi e 5 assist. I Bucks non sono quasi mai stati in partita contro gli Hornets (41 punti segnati nel primo tempo) e hanno provato timidamente a rifarsi vedere nel quarto quarto. Per Charlotte, ottimo esordio di Roy Hibbert (15 punti, 9 rimbalzi e 5 stoppate) e si segnala inoltre un Michael Kidd-Gilchrist (23 punti e 14 rimbalzi) incisivo come raramente lo è stato da quando è in NBA.