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NBA Stats – 76ers alla 1° vittoria stagionale proprio contro Kobe, WunderDirk meraviglioso

Ben 9 i match nella notte NBA, alcuni conclusi con risultati per lo meno sorprendenti. Partiamo dalla vittoria dei Mavs dopo un overtime al Moda Center di Portland (112-115 il risultato finale), grazie a un Deron Williams d’annata, autore della miglior prestazione stagionale con 30 punti (11/17 al tiro), 8 assist e anche 2 stoppate; il play di Dallas gioca una partita d’altri tempi, quando dominava in lungo e in largo i parquet a stelle e strisce come una delle migliori point-guard in circolazione, e piazza 9 punti nell’overtime per portare i suoi alla vittoria. L’eroe di giornata per Dallas, tuttavia, è sicuramente WunderDirk, autore principale della rimonta con cui i Mavs portano il match al supplementare: il tedesco prima piazza una bomba frontale per il -2 a 50” dalla fine, poi corregge in tap-in la tripla dall’angolo sbagliata da Villanueva per il pareggio a meno di 6 secondi dal termine del match. Doppia-doppia di rilievo, infine, per Zaza Pachulia, autore di 14 punti e 21 rimbalzi, ma già in doppia-doppia alla fine del primo tempo (10+13).

Nel match tra Memphis e New Orleans, in cui Tyreke Evans, al rientro dopo l’intervento che lo aveva tenuto fuori in questa prima parte di stagione, mette a referto una doppia-doppia da 20 punti e 10 assist, gli ospiti hanno la meglio (104-113 il finale) grazie al career-high per punti di Marc Gasol, che ne piazza 38 (16/16 ai liberi), oltre a 13 rimbalzi, 6 assist e 4 stoppate; il lungo spagnolo segna in tutti i modi, specialmente facendo valere il suo piazzato dalla media e un fade-away di nowitzkiana memoria, chiudendo già con 22 punti la prima metà di gioco. Da segnalare, inoltre, che Davis sfiora la tripla-doppia pur tirando con 4/15 dal campo: 17 punti, 14 rimbalzi e 9 stoppate (eguagliato il primato personale in carriera a questa voce).

4° vittoria consecutiva per gli Orlando Magic, che al Target Center superano i T’Wolves (93-96) nonostante rischino di dilapidare un vantaggio che, a metà del 3° quarto, era di ben 17 lunghezze. Attore di rilievo nella rimonta di Minnesota è Wiggins, che chiude con 27 punti (9/15 dal campo), colpevole però di aver sbagliato il libero del possibile pareggio a poco più di 6” dalla fine del match. Incredibile, poi, l’incapacità di Ricky Rubio di segnare punti: anche stanotte il play spagnolo ha dimostrato di avere evidenti lacune al tiro (0/5 dal campo) e di non possedere quella leadership necessaria a guidare una squadra di NBA verso traguardi importanti; il fatto che Minnie abbia cercato di imbastire una trade che lo coinvolgesse per liberarsene definitivamente la dice molto lunga sulla considerazione di cui gode attualmente l’ex-Barça.

Arriviamo, infine, alla statistica del giorno, con i 76ers che interrompono una striscia di 28 sconfitte consecutive (comprendendo anche quelle della scorsa stagione) e trovano la prima vittoria stagionale, manco a dirlo, proprio contro i Lakers di Kobe (103-91 il risultato finale). Al Wells Fargo Center tributo per il ritorno a casa del Mamba, in quella che è destinata ad essere la sua ultima stagione nella NBA, e poco importa se Kobe chiude con un 7/26 dal campo (4/17 da 3 punti, una statistica che scandalizzerebbe se non stessimo parlando di Bryant), perché a volte l’amore per lo sport supera qualsiasi statistica, nonostante questa rubrica voglia trattare unicamente di stats. La vittoria è di Philly, ma la notte è stata tutta di Bryant.

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