RIPERCORRENDO LE ORME DI MJ… – Dopo stanotte, non dovrebbero esserci più dubbi su chi sia la vera stella di Chicago. Jimmy Butler ha firmato il suo nuovo career-high ed eguagliato il season-high di Steph Curry: per lui 53 punti con 15/30 dal campo e 21/25 dalla lunetta nel successo all’overtime contro i Sixers. I Bulls hanno avuto bisogno di ogni singolo punto della loro guardia titolare per evitare un ko che sarebbe potuto essere umiliante: sì, perché Chicago era sotto di 24 contro la peggior squadra della NBA, e nell’ultimo quarto è stata anche a -10, ma Butler ha evitato la sconfitta con una prova jordanesca (tra l’altro l’ultima prova di un giocatore dei Bulls da almeno 50+5+5 l’aveva firmata proprio Michael nel 1993). Recentemente, Jimmy aveva fatto registrare un record di franchigia, realizzando 40 punti nel solo secondo tempo contro i Raptors. Inoltre, è già a quota 7 partite con almeno 30 punti a referto ed ha aggiornato il suo personale career-high per la terza volta nel giro di soli 40 giorni. La maggior parte dei suoi punti sono arrivati attaccando il canestro: non a caso ha tirato solo 4 volte da oltre l’arco (realizzando due triple) ed ha firmato il massimo stagionale per numero di tiri liberi tentati (25, di cui 21 mandati a bersaglio). Nonostante la grande prova di Butler, i Bulls hanno comunque diversi motivi per cui non essere propriamente felici della prestazione, a partire dalla difesa, che ha concesso il 45.2% dal campo ai Sixers (12/27 da oltre l’arco).

PARKER E LEONARD SILENZIANO IRVING E JAMES – Altro che finito, Tony Parker negli ultimi anni non è mai stato in condizioni migliori di quelle attuali. Il francese, infatti, è tornato a fare la differenza, e mai come stanotte è stato fondamentale ai fini del successo finale. Dopo aver concesso un season-high di 32 punti nel primo quarto ed essere finiti sotto anche di 15, gli Spurs sembravano prossimi a cadere per la prima volta tra le mura amiche dopo 31 partite, ed invece hanno ripreso in mano la situazione con una grande difesa e si sono imposti per 99-95. Grazie a questo successo, per i texani sono 10 le vittorie consecutive: sono la prima franchigia nella storia della NBA a riuscire nell’impresa di firmare una striscia positiva di almeno 10 partite per sei stagioni consecutive. Dicevamo di Tonino Parker: stanotte non solo ha firmato 24 punti con 11/18 dal campo, ma si è anche speso bene in difesa su Kyrie Irving (che l’ultima volta a San Antonio era esploso con un career-high di 57 punti), che ha chiuso a quota 16 con 6/17 dal campo. Ovviamente un ruolo da protagonista lo ha svolto su entrambi i lati del campo anche Kawhi Leonard: la doppia-doppia da 20 punti,10 rimbalzi, 5 assist e 2 stoppate già dice molto, ma è soprattutto nella marcatura di LeBron James che si è distinta la stella degli Spurs. Dopo aver firmato 14 punti nel primo tempo, chiuso a +6 per i Cavaliers, LeBron è stato preso in consegna da Kawhi: ne è scaturito un second tempo da soli 8 punti, con 3/7 dal campo (dopo aver iniziato con 1/5). Inoltre, Leonard ha difeso sul #23 di Cleveland nel 72% dei possessi a metà campo e lo ha costretto a passare il pallone nel 73% dei casi (percentuale che scende drasticamente a 32% quando James è stato marcato da quasiasi altro giocatore di SA). Un altro dato interessante è quello delle conclusioni: entrambe le squadre ne hanno segnate 38 dal campo, ma la qualità dei tiri è stata diversa, dato che il 45% di quelli realizzati dagli Spurs erano ben costruiti, contro il 26% dei Cavaliers.

CURRY FANTASCIENTIFICO – Stanotte Kobe Bryant ha messo piede sul parquet della Oracle Arena per l’ultima volta nella sua carriera. Nonostante non fosse al meglio, il #24 gialloviola ha voluto comunque essere della partita e ha realizzato 8 punti, 6 rimbalzi e 3 assist in 27′, per poi uscire tra gli scroscianti applausi del pubblico di Golden State. Pubblico che ha vissuto una serata speciale non solo grazie a Kobe, ma anche grazie al pupillo di casa, Steph Curry. Stavolta l’MVP aveva voglia di tirare solo da oltre l’arco: i suoi primi 8 canestri dal campo sono stati tutti delle triple, giusto per rimarcare chi è il giocatore nella storia della NBA con il maggior numero di prove stagionali con almeno 8 triple a referto (siamo a quota 8, il resto della lega complessivamente è a 2). Alla fine Curry ha chiuso con 26 punti e i Warriors sono tornati al successo, imponendosi per 116-98 contro i Lakers.