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NBA Stats – Classic Dirk, Harden fa il playmaker. E Gallinari allunga la sua striscia

CLASSIC DIRK – A 37 anni e dopo 17 stagioni, Dirk Nowitzki è ancora capace di fare la differenza tra vittoria e sconfitta per i suoi Mavericks. Stanotte Dallas ha dovuto sudare più del previsto per imporsi per 93-87 sui Timberwolves, ma alla fine ce l’hanno fatta soprattutto alla prova straordinaria del tedesco, che ha segnato 29 punti, ma soprattutto è stato decisivo grazie ad un gioco da tre punti e ad una palla vagante recuperata nei secondi finali. “Classic Dirk”: ha commentato così Deron Williams, che ha poi ringraziato il suo leggendario compagno di squadra per aver tolto le castagne dal fuoco in una serata in cui il backcourt titolare di Dallas si è preso una serata di riposo (D-Will e Matthews hanno tirato complessivamente con 3/18 dal campo). D’altronde è questo che fanno i grandi campioni: si prendono la squadra sulle spalle nei momenti di maggiore bisogno. Una menzione la merita anche Zaza Pachulia, che sta confermando di essere qualcosa di più di un semplice premio di consolazione per il mancato arrivo di DeAndre Jordan: il georgiano stanotte ha firmato la sua diciannovesima doppia-doppia stagionale (13 punti e 11 rimbalzi).

Z-BO IS BACK – Dopo un quarto e mezzo, i Grizzlies erano sotto di 21 punti contro i Celtics. Ma grazie ad una difesa che è salita gradualmente di livello ed al gioco interno di Zach Randolph, Memphis è riuscita a colmare il divario iniziale e a vincere l’incontro con il punteggio di 101-98. I Grizzlies hanno costretto i Celtics a ben 10 turnovers dopo l’intervallo, ma a fare davvero la differenza è stato Z-Bo, che in uscita dalla panchina ultimamente sta avendo un impatto enorme per la sua squadra: stanotte ha realizzato 25 punti, nelle ultime 4 sta viaggiando con 21.7 punti e 10.7 rimbalzi di media, e non a caso sono arrivate tre vittorie (ko solo sul campo dei Thunder).

IL BARBA IN VERSIONE PLAYMAKER – Qualcuno magari potrà storcere il naso, perché James Harden è universalmente riconosciuto come un realizzatore letale, ma stanotte il Barba la differenza l’ha fatta giocando da playmaker. Sono state, infatti, le sue letture a determinare il successo all’overtime dei Rockets sui Pacers per 107-103. Verso la fine dell’ultimo quarto, con Houston sotto di 3, ci si aspettava un’iniziativa personale di Harden, che ha invece scaricato sul perimetro per Beverley, bravo poi a servire Ariza per la tripla del 93 pari a 17’’ dal termine. Nell’overtime, Indiana ha provato a prendere il largo con un break di 6-0, ma ancora una volta ci ha pensato James, che ha assistito quattro degli ultimi cinque canestri dei Rockets, decisivi per il successo. Alla fine il Barba ha chiuso con 21 punti, 9 rimbalzi e 9 assist in 43’.

LA STRISCIA DEL GALLO – Continua l’ottimo momento, almeno dal punto di vista realizzativo, di Danilo Gallinari. Pur rimanendo a secco nell’ultimo quarto, in cui a fare la differenza sono state le triple di Miller e Barton (95-92 vs Charlotte), la stella italiana ha firmato 27 punti: è la quinta partita consecutiva con almeno 20 a referto, che lo proietta al settimo posto nella classifica dei migliori marcatori NBA in questo inizio di 2016. ll Gallo, infatti, sta viaggiando con 25.8 punti di media (46.3% dal campo, 36.0% da oltre l’arco, 80.0% dalla lunetta, ed è momentaneamente davanti a gente del calibro di Paul George, Steph Curry, Russell Westbrook, Isaiah Thomas. Peccato, però, che l’andamento dei Nuggets continui ad essere altalenante: nelle ultime 5 partite, sono arrivate solo due vittorie.