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NBA Stats – Gasol come Malone, per Lue la prima con i Cavs è solo fischi e record negativi

LA PRIMA DI LUE È DA DIMENTICARE – Che cosa succede quando decidi di sostituire un signor allenatore con uno che fondamentalmente serve solo per tener buone tutte le stelle? Non ce ne voglia il buon Tyronn Lue, ma la sua prima partita sulla panchina dei Cavaliers è stata un disastro, tanto che sono fioccati i record negativi e persino i fischi dei tifosi. LeBron e compagni, infatti, hanno rimediato una brutta figura sul proprio campo per mano dei Bulls, che pur non essendo in un buon momento di forma, si sono comunque imposti per 96-83, senza neanche faticare più di tanto. Se James ha ovviamente provato a caricarsi la squadra sulle spalle e ha quasi firmato una tripla-doppia, i compagni lo hanno seguito poco. D’altronde che non sarebbe stata serata lo si era capito subito, dato i Cavaliers hanno sbagliato 16 tiri consecutivi per concludere il primo quarto: non accadeva dal 17 dicembre 2003 contro i Rockets, ma all’epoca c’era un LeBron che era appena alla sua 25esima partita NBA in carriera. Tra l’altro, Cleveland ha anche sbagliato clamorosamente 10 dei suoi primi 11 tiri liberi: una cosa del genere non si vedeva da quasi 9 anni all’interno dell’intera lega. Insomma, il debutto di Tyronn Lue è stato assolutamente da dimenticare: i Cavaliers hanno bisogno di una svolta, e in fretta, altrimenti non vinceranno nulla neanche quest’anno.

INTRAMONTABILE PAU – Se Cleveland si incupisce e si interroga sulla strada che ha deciso di intraprendere licenziando David Blatt, a Chicago si godono un successo arrivato nel segno di un intramontabile Pau Gasol. Il quale è stato il miglior marcatore (25), il miglior rimbalzista (10) e il miglior assistman (6) della sua squadra. Questi sono numeri impressionanti, soprattutto se hai 35 anni e stai giocando contro una franchigia che ha un record superiore al 70% di vittorie. Prima dello spagnolo, solo Karl Malone era riuscito ad essere il leader dei suoi Jazz in tre diverse voci statistiche (21+9+5), in una vittoria per 91-77 contro i Blazers (che all’epoca avevano un record di 15-3).

IL MIGLIOR CENTRO DELLA NBA – Continuano a volare i Kings, che infilano il quinto successo consecutivo e consolidano così le ambizioni di playoffs. In questo mese di gennaio, il record della squadra è un ottimo 8-3: i fattori della ribalta di Sacramento sono diversi, a cominciare dalla rinascita di Rondo, passando per l’affidabilità di Casspi e Gay, fino ad arrivare al recupero del rookie Cauley-Stein, che ha subito dimostrato di poter essere importante con la sua versatilità ed energia. Ma soprattutto i risultati positivi dei Kings passano da quello che è senza dubbio il miglior centro della NBA di oggi: stiamo parlando ovviamente di DeMarcus Cousins, che stanotte ha firmato un career-high di 48 punti, condito da 13 rimbalzi. Sacramento si è imposta per 108-97 sui Pacers e Cousins è diventato il primo giocatore della franchigia a firmare una prestazione da 48+13 negli ultimi 51 anni: nel 1965, a far meglio di lui è stato Oscar Robertson, al quale però non bastarono 50 punti per fermare i Sixers di Wilt Chamberlain. Tornando a DeMarcus, in questo mese di gennaio sta viaggiando con 32.5 punti di media: nessuno meglio di lui.

IL GALLO TORNA A CANTARE – Dopo aver perso tre delle ultime quattro partite, i Nuggets tornano a sorridere nel segno di Danilo Gallinari, che non solo è stato il top scorer dell’incontro con 30 punti, ma è anche stato decisivo con un canestro negli ultimi secondi, determinante per il 104-101 finale. La stella italiana ha tirato con buone percentuali dal campo (8/15), ma soprattutto si è conquistato tantissimi viaggi in lunetta (13/16). E pensare che i Pistons complessivamente hanno segnato solo 10 liberi (su 19) in tutta la partita: questa è la terza volta in stagione in cui il Gallo ha segnato più tiri liberi dell’intera squadra avversaria, la sesta nelle ultime 10 partite in cui ha prodotto almeno 10 punti dalla linea della carità. Ovviamente, in entrambi i casi nessun altro giocatore della lega è riuscito a fare meglio di lui.