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NBA Stats – Gli show di Curry e Gasol, Bryant d’annata

20-0. 40 punti totali, 28 solamente nel terzo quarto, tirando per di più con 14/18 dal campo (8/11 da 3 punti). Non saprei che altro dire su un giocatore che ormai ha preso per mano la pallacanestro e la sta portando a livelli che mai avevamo visto: giocate degne del miglior torneino di playstation tra amici il sabato sera, magari davanti a qualche birra per rendere il tutto più goliardico, una consapevolezza nei propri mezzi che fa spavento e una capacità di crearsi tiri dal palleggio che personalmente non ho mai visto applicata su un parquet. Venti vittorie consecutive: è questo il record che i Warriors prolungano, regolando alla Time Warner Cable Arena gli Hornets (99-116 il risultato finale) e mettendo in mostra i propri pezzi da novanta. Perché tendiamo spesso a parlare sempre e solo di Curry, ma quando hai un Draymond Green che si avvicina praticamente sempre alla tripla-doppia e che smazza assist deliziosi per tutti i compagni, quando hai un Klay Thompson che non sarà al miglior momento di forma della carriera, ma che piazza comunque 15 punti solamente nel primo quarto, allora non si può ridurre tutto solamente a Steph. Golden State è una macchina perfetta, così perfetta che non vedo, a oggi, chi possa fermarla.

Nella vittoria dei Pistons su Phoenix al Palace Of Auburn Hills (127-122 il finale, dopo un overtime), la scena è tutta per Reggie Jackson, autore di una doppia-doppia da 34 punti (12/20 complessivo al tiro) e 16 assist, fondamentale nel periodo finale dei regolamentari, in cui Detroit piazza il parziale che le permette di rientrare in partita e di forzare l’overtime. Altri due dati statistici? Jackson è il primo giocatore dei Pistons a realizzare almeno 30 punti e 15 assist nello stesso match dai tempi di Isiah Thomas (era il 2 gennaio 1988); inoltre, quattro giocatori di Detroit realizzano più di 20 punti nel match contro i Suns, e questo non accadeva dal 16 aprile 2014. Un’ultima curiosità, infine. Andre Drummond nelle ultime 3 partite ha sbagliato 34 tiri liberi, esattamente 9 in più di quanti ne avesse sbagliati Curry durante tutta la scorsa stagione, eppure è riuscito in un 2/2 che ha praticamente portato il match al supplementare.

Kobe Bryant, dal canto suo, porta i Lakers al terzo successo stagionale (104-108 contro Washington), con una prestazione d’altri tempi: 31 punti (10/24 al tiro), la solita arte del gioco in post basso, la tripla che manda i giallo-viola sul + 2 a meno di 1 minuto dalla fine del match e il successivo jumper che suggella una prestazione sublime. Probabilmente il suo fisico non avrà più nulla da dare a questa pallacanestro, ma le sue giocate sono sempre un piacere per gli occhi. Da segnalare anche la doppia-doppia di Wall (34 punti e 11 assist), che prova in tutti i modi a vincere il match nel finale salvo commettere una persa sanguinosissima su un ribaltamento di fronte insensato a 20” dalla fine.

Infine, da segnalare il one-man show di un Pau Gasol da 26 punti, 19 rimbalzi e 4 stoppate nella vittoria dei Bulls sui Nuggets (99-90 il risultato finale); il lungo spagnolo mette in piedi un clinic offensivo d’altri tempi e porta a scuola praticamente tutta la difesa di Denver. Problemi al tiro invece per due giocatori che ultimamente non sembrano vivere il loro miglior momento di forma in stagione: Derrick Rose chiude con 3/17 dal campo, sbagliando anche appoggi che saprebbe mettere ad occhi chiusi, mentre Danilo Gallinari sbaglia 10 delle 15 conclusioni tentate, continuando in un periodo poco felice dopo una partenza che aveva fatto esaltare molti tifosi italiani per una possibile chiamata verso l’All-Star Game.