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NBA Stats – Green è il giocatore più importante di GS? Durant, 20ello fisso. E Prigioni fa la storia

CP3 E PRIGIONI FIRMANO LA DECIMA W IN FILA DEI CLIPPERS – Non importa quante assenze debbano affrontare, in questo periodo i Clippers sanno fare una cosa sola: vincere. Dopo una partenza complicata, scaturita anche dalla duplice assenza di Blake Griffin e DeAndre Jordan, Los Angeles ha offerto una prova di grande spessore nel terzo quarto, in cui ha scavato il solco decisivo per il successo per 104-90 su Miami. Il centro di riserva Cole Aldrich non ha fatto rimpiangere l’assenza di Jordan, mettendo a referto 19 punti e 7 rimbalzi, ma la firma sulla decima vittoria consecutiva dei Clippers è soprattutto di Chris Paul e Pablo Prigioni: il primo ha realizzato per la tredicesima volta in stagione almeno 15 punti e 10 assist (solo Wall e Westbrook meglio di lui), entrando nel 29% dei punti realizzati da LA; il secondo, invece, ha avuto un impatto eccezionale, recuperando la bellezza di 8 palloni nel giro di 14 minuti, uno in meno del record di franchigia, stabilito proprio da Doc Rivers nel 1991.

DRAYMOND E’ IL GIOCATORE DI GOLDEN STATE PIU’ IMPORTANTE? – Stanotte i Warrriors hanno avuto la conferma di quanto sia importante Draymond Green per l’economia del loro gioco. Forse addirittura più di Steph Curry, che pur avendo realizzato 38 punti, di cui 20 nel solo ultimo quarto, non è bastato per impedire il ko di misura, subito contro i Nuggets (28 punti di Danilo Gallinari, che ha anche recuperato il pallone decisivo nei secondi finali). Dopo 39 partite, Golden State ha un record di 36-3, lo stesso dei Sixers del 67′, dei Lakers del ’72 e dei Bulls del ’96: la truppa di coach Kerr spera di ripercorrere le orme di queste tre squadre, che hanno poi vinto tutte il titolo. Ad approfittare dell’assenza di Green è stato soprattutto Darrell Arthur, che ha chiuso con una doppia-doppia da 18 punti e 11 rimbalzi, con 8/11 dal campo. Nei tre precedenti confronti, il lungo di Denver aveva tirato con 0/3 e perso due palloni contro Draymond, mentre aveva fatto registrare un ottimo 24/34 contro qualunque altro marcatore dei Warriors. Inoltre, con Green in campo i Nuggets avevano tirato con un pessimo 32% (11/34), mentre Bogut stanotte non ha avuto lo stesso impatto positivo, dato che GS ha concesso il 51% (18/35) con lui in campo. Insomma, l’assenza di Draymond si è fatta sentire soprattutto dal punto difensivo, infatti basti pensare che Denver ha potuto prendere ben 34 conclusioni pulite (circa il 39% di quelle tentate complessivamente), 10 in più di quante i Warriors ne concedono mediamente.

RW SENZA PUNTI, CI PENSA KD – Zero canestri, zero tiri liberi, un’espulsione: è questa la linea statistica di Russell Westbrook, che per la seconda volta in carriera (la prima contro i Pacers nel marzo 2010) ha chiuso senza iscriversi a referto, almeno alla voce punti, dato che ha comunque smazzato 8 assist e preso 7 rimbalzi in soli 14′. A costargli l’uscita anticipata dal campo è stato uno scontro particolarmente acceso con J.J. Barea. Nonostante ciò, i Thunder non hanno avuto problemi ad imporsi contro i Mavericks, che avevano scelto di tenere a riposo il quintetto titolare. E così OKC ha passeggiato, scollinando oltre le 20 lunghezze di vantaggio già nel primo tempo, appoggiandosi soprattutto su un Kevin Durant in grande spolvero, che per la 25esima partita consecutiva ha firmato almeno 20 punti: questa è la sua terza striscia realizzativa più lunga, ma quella di 56 incontri risalente al 2013-14 è ancora parecchio lontana.