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NBA Stats – I GSW riscrivono la storia e vanno a caccia del record di Tom Brady

15-0, eccoci arrivati al dunque. I Warriors riscrivono una pagina della storia NBA andando a pareggiare il miglior record di vittorie consecutive iniziali, appartenente ai Washington Capitols (stagione 1948/1949) e agli Houston Rockets (’93/’94); stranamente stavolta, a prendersi la scena, non è solamente Steph Curry, che per la prima volta in stagione non realizza almeno 20 punti (ma che comunque chiude con 19 punti e 7 assist), bensì il 15/29 da 3 punti con cui Golden State domina il match, a fronte del 4/16 di Denver. Gioca male Danilo Gallinari, nonostante i 19 punti a referto, che chiude con 4/16 al tiro (10/11 ai liberi), 4 perse e 3 stoppate subite; interessante, invece, la doppia-doppia (11+11) di un Nikola Jokic sempre più calatosi nella realtà a stelle e strisce e sempre più centro di livello. Un dato statistico? A Golden State manca una vittoria per pareggiare la striscia di maggiori vittorie iniziali consecutive tra i 3 sport maggiori in USA (pallacanestro, football, hockey): nella stagione 2007, infatti, i New England Patriots di Tom Brady avevano iniziato con un 16-0 complessivo, che rimane ancora oggi la miglior partenza nella storia della NFL.

Nella vittoria dei Pelicans contro i Suns, davanti al pubblico amico dello Smoothie King Center (122-116 il risultato finale), Anthony Davis mette in piedi una prestazione mostruosa, chiudendo con una doppia-doppia da 32 punti e 19 rimbalzi e realizzando la tripla che porta i suoi a +3 a meno di un minuto dalla fine e che spezza gli equilibri del periodo finale. Sembra essere tornato sui suoi livelli dopo un inizio di stagione non semplice, complice anche qualche problema fisico, ma soprattutto sembra poter essere il giocatore più completo di questa Lega, poiché anche nella tripla frontale che indirizza il match, Davis dimostra di avere una tecnica sopraffina che, combinata alle doti fisico-atletiche di cui dispone, lo rende un giocatore potenzialmente impossibile da marcare e difendere. Grandi prove anche di Ish Smith, nonostante il 6/15 dal campo, poiché l’ex-Wake Forest sfiora la tripla-doppia, mettendo a referto 17 punti, 9 rimbalzi e 8 assist, e di Ryan Anderson, autore di 29 punti e di alcuni canestri sublimi.

Infine, i Nets trovano finalmente la 3° vittoria stagionale (a fronte di 11 sconfitte), regolando i Boston Celtics già nel primo tempo (111-101 il finale), grazie ai 45 punti della coppia Jack-Lopez, con il lungo che realizza anche la 7° doppia-doppia stagionale conquistando 10 rimbalzi. Finalmente positiva la prova di Andrea Bargnani, autore di 12 punti (6/9 dal campo) e 3 rimbalzi, fondamentale nel 2° quarto, con cui i Nets prendono le redini del match, grazie a 10 punti solamente in quella frazione. Sicuramente non è ancora ai livelli offensivi che ci aveva fatto ammirare nell’Europeo, ma è un giocatore che in NBA ha ancora tanto da dire, per quanto molti lo possano considerare ormai “bruciato” o addirittura ne possano pronosticare un suo sbarco in Sardegna con il nuovo corso di coach Calvani. Cosa, francamente, impossibile.