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NBA Stats – Le mosse vincenti di Pop, la crescita dei Thunder. Nuggets, che secondo tempo!

LE MOSSE VINCENTI DI POP – Neanche il peggior primo quarto di tutta la stagione è riuscito a fermare gli Spurs, i quali hanno dimostrato grande consistenza e tenuta mentale, conquistando così l’undicesima vittoria consecutiva, la 33esima all’AT&T Center. Dopo aver sbagliato 22 dei primi 27 tiri e aver chiuso il primo quarto sotto 16-14, San Antonio ha tenuto botta fino all’intervallo, soprattutto grazie alla difesa, che ha costretto Dallas a tirare 14/42 nei primi 24’, ed ha poi cambiato marcia nella ripresa. Le mosse decisive di Popovich? L’ingresso di Jonathon Simmons, che ha segnato due triple per dare il vantaggio ai suoi (27-26 al 17’), chiudendo poi con 14 punti e 5/7 dal campo, e la scelta di puntare di più sul gioco dentro-fuori. Quest’ultima ha decisamente dato i suoi frutti, dato che LaMarcus Aldridge ha segnato per tre possessi consecutivi e gli Spurs hanno poi fatto il vuoto, prendendo un vantaggio in doppia cifra che non è stato più messo in discussione. E così i texani si sono imposti sui Mavericks per 112-83, con Aldridge che è stato il miglior realizzatore a quota 23, mentre per Dirk Nowitzki è stata una serata da dimenticare (solo 4 punti con 2/10 dal campo).

LA CRESCITA DEI THUNDER – Seconda tripla-doppia consecutiva per Russell Westbrook (24esima in carriera) e altra vittoria per i Thunder, che in questa stagione non hanno ancora perso (5-0, 20-4 il bilancio generale) quando il prodotto di UCLA ha fatto registrare una simile linea statistica. Per la precisione, RW stanotte ha firmato 13 punti, 15 assist e 10 rimbalzi e OKC ha avuto nettamente la meglio su Miami (99-74 il finale). Coach Donovan ha definito questa prestazione come la migliore finora dal punto di vista difensivo, a conferma del fatto che questa squadra sa essere un osso duro anche nella propria metà campo, nonostante a volte appaia un po’ troppo pigra. La chiave dell’incontro è stata certamente la small-ball adoperata dai Thunder, con Ibaka da 5 che ha costretto Whiteside a giocare lontano dall’area e con Durant che da 4 ha tenuto egregiamente in difesa ed ha girato il match-up completamente a suo favore, mettendo a referto 24 punti, 10 rimbalzi, 3 assist e 3 recuperi in soli tre quarti. I 74 punti di Miami sono il minimo concesso in questa stagione da OKC, che sta sicuramente mostrando segnali di crescita non solo nella metà campo difensiva, ma anche in quella offensiva, dove si sta cercando di muovere il pallone in maniera più costruttiva e di liberare più spazio per permettere a Durant e Westbrook di attaccare. La strada per arrivare a competere con Golden State e San Antonio è ancora lunga, ma attenzione a sottovalutare questi Thunder.

DENVER, CHE SECONDO TEMPO! – Tra un tempo e l’altro, i Nuggets hanno trasformato una difesa scialba in un attacco inarrestabile, riuscendo così a rimontare dal -12 e ad imporsi per 129-126 sui Pacers. Decisivi una tripla di Randy Foye, che a 21 secondi dal termine ha spezzato la parità, ma soprattutto una seconda parte di gara impressionante dal punto di vista offensivo. Denver, infatti, ha segnato 75 punti negli ultimi 24’ (season-high), ribaltando completamente il 54-66 dell’intervallo. Il miglior marcatore è stato Danilo Gallinari con 23 punti, ma la stella italiana è stato costretto a guardare il finale dalla panchina a causa dell’uscita per falli. Poco male, perché ci ha pensato Will Barton a prendere in mano le operazioni offensive, segnando 15 dei 45 punti dei Nuggets nell’ultimo quarto.