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NBA Stats “PO edition” – I 26 errori di Durant come quelli di MJ e i dolori del giovane Howard

Nelle tre gare di giornata, il finale più incredibile è sicuramente quello vissuto alla Chesapeake Energy Arena, dove i Thunder festeggiano troppo presto per il buzzer-beater di Adams, poiché la giocata del lungo si rivela essere fuori tempo massimo dopo un attento esame dei replay. I Mavs, così, la spuntano per 84-85 per portare la Serie sull’1-1, godendosi la prestazione di un Felton d’annata (21 punti, con 8/16 al tiro ma 4/7 dalla linea della carità, 11 rimbalzi e 3 assist per il play ex-Knicks) e realizzando 8 degli ultimi 13 tentativi dal campo; OKC, invece, sbaglia 13 degli ultimi 16 tiri, compresi due errori a pochi secondi dalla fine in un’incredibile e confusa azione sotto canestro. Durant replica le gesta di Jordan, ma questa volta non in senso positivo e sbaglia il maggior numero di tiri in un match di Post-Season da quando è in NBA: infatti, era dal 1997 che un giocatore non sbagliava 26 conclusioni dal campo in un match di Playoffs e il 7/33 di KD riporta alla mente quel Miami-Chicago del 26 maggio 1997 in cui Jordan chiuse con un 9/35 dal campo (0/8 da tre) e i Bulls furono costretti a giocare Gara-5 per assicurarsi l’accesso alle Finals. Come percentuale però, rispetto a His Airness, Durant riesce a fare peggio grazie al 21.2% dal campo (mentre Jordan chiuse con il 25.7% nel match contro Miami) e soprattutto pesano moltissimo gli 8 tiri sbagliati nell’ultimo quarto, dei quali 3 non andati a bersaglio solamente negli ultimi 24” di partita. L’unica nota positiva a livello personale per Durant è il fatto che con i 21 punti realizzati in Gara-2 contro i Mavs, il fenomeno di OKC arriva alla 66° partita consecutiva in cui realizza almeno 20 punti.

I Raptors, invece, impattano sull’1-1 nella Serie (98-87 il finale all’Air Canada Centre) contro i Pacers grazie a un monumentale Jonas Valanciunas, autore di una doppia-doppia da 23 punti (10/18 da due punti) e 15 rimbalzi, ma ringraziano anche la produzione offensiva di Patterson (14) e Joseph (16) per sopperire al 9/31 dal campo della coppia Lowry-DeRozan. Toronto non vinceva un match di Post-Season dal 30 aprile 2014 (successo casalingo per 115-113 contro i Nets) e la differenza in questa Gara-2 la fanno le giocate nel pitturato e la presenza a rimbalzo: i padroni di casa, infatti, realizzano qualcosa come 46 punti nel pitturato, contro i 30 di Indiana, e dominano a rimbalzo per 44-33. Buone notizie anche da DeMarre Carroll, il quale ritorna in quintetto dopo l’infortunio al ginocchio (l’ultima presenza nello starting-five era datata 3 gennaio 2016) e chiude con 20′, tralasciando i soli 2 punti e 2 rimbalzi a referto.

Infine, nel match più atteso e nonostante l’assenza di Steph, Golden State si porta sul 2-0 grazie alla vittoria per 115-106 contro Houston, trovando in Livingston (alla prima partenza in quintetto in un match di PO con i Warriors) e Iguodala una coppia da 14/19 al tiro, 34 punti e 9 assist; Klay Thompson pareggia il suo career-high per punti realizzati in un match di Playoffs con 34 e arriva a realizzare almeno una tripla nei primi 31 match consecutivi di Post-Season della sua carriera, mentre Green va a due assist di lunghezza dall’ennesima tripla-doppia stagionale (12 punti, 14 rimbalzi e 8 assist per il secondo giocatore più votato nella classifica del DPOY). Howard chiude con una doppia-doppia da 12 punti e 10 rimbalzi, ma trova anche 6 falli personali e il suo plus/minus recita -22 nei 35′ minuti giocati: il centro ex-Lakers non è riuscito, finora, ad essere un fattore per i Rockets e palesa enormi limiti in fase difensiva. Per concludere l’analisi statistica, è doveroso ricordare che Golden State è 13-1 contro Houston dall’inizio della scorsa stagione e che, senza Steph, i Warriors hanno perso comunque solamente un match quest’anno (3-1).