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NBA Stats “PO Edition” – Il record di Mason Plumlee e i numeri di Whiteside

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Tra le quattro partite della giornata colpisce sicuramente la vittoria dei Portland Trail Blazers sui Clippers (96-88 il finale al Moda Center di Portland) e accorciano sul 1-2 nella Serie: in questa Gara-3 Chris Paul e compagni chiudono con la peggior prestazione stagionale finora da 3 punti (3/18 complessivo da oltre l’arco, Portland non fa granché meglio con il suo 6/25) e riescono a perdere una partita in cui il saldo tra rubate e turnover è positivo (11 recuperi contro 10 perse). Portland si gode un Mason Plumlee che entra dritto negli annali del gioco, poiché negli ultimi 30 anni solamente altri tre giocatori avevano chiuso un match di Playoffs mettendo a referto almeno 20 rimbalzi e 9 assist (Kevin Garnett, due volte Tim Duncan, e Shaq); era dalla Post-Season del 1985 che un giocatore di Portland non catturava più di 20 rimbalzi in un match (allora vi riuscì Sam Bowie). Inoltre, Plumlee diventa il primo giocatore con almeno 19 rimbalzi e 8 assist in un match di Playoffs dal 2010 a oggi ed era dal 1999 che un centro dei Blazers non metteva a referto 8 o più assisti in una gara della Post-Season (allora vi riuscì il “Principe del Baltico”, Arvydas Sabonis). Portland si gode anche la coppia Lillard-McCollum, autrice di 59 punti (contro i 63 complessivi realizzate nelle prime due partite della Serie) grazie a un perfetto 50% dal campo (21/42, con 5/13 da tre punti).

OKC, invece, vola sul 3-1 nella serie contro i Dallas Mavericks grazie alla vittoria esterna in Gara-4 (108-119 il finale a Dallas) e si gode un supporting-cast del duo Durant-Westbrook capace di chiudere con il 68.2% dal campo (30/44) e combinare per 75 punti sui 119 totali di squadra. Westbrook, dal canto suo, diventa il primo giocatore a realizzare almeno 20 punti e 15 assist in due match consecutivi di Playoffs da quando vi riuscì Kevin Johnson (era il lontano 1992): il play di OKC chiude Gara-4 con 25 punti, 15 assist e solamente due perse. Kevin Durant interrompe la sua striscia consecutiva di 67 partite con almeno 20 punti realizzati, poiché si ferma a 19 (tirando 7/20 dal campo e 4/8 dalla linea della carità). Infine, grazie ai 12 punti realizzati nel primo tempo di questa Gara-4, Dirk Nowitzki supera Elgin Baylor per issarsi al 15° posto nella lista dei migliori marcatori della storia dei Playoffs, mettendo nel mirino la 14° posizione occupata da Scottie Pippen con 3.642 punti.

Charlotte interrompe un digiuno lungo 14 anni (e che aveva fruttato dodici sconfitte consecutive in Post-Season dal 9 maggio 2002 fino ad oggi) vincendo Gara-3 contro i Miami Heat (96-80 il finale alla Time Warner Cable Arena) e trovando una buonissima risposta da Frank “The Tank” Kaminsky che, partito in quintetto, chiude con 15 punti, 6 rimbalzi, 1 recupero e 1 stoppata. Con la doppia-doppia messa a referto (13 punti e 18 rimbalzi), Hassan Whiteside arriva a 51 punti, 42 rimbalzi e 9 stoppate nelle prime tre gare Playoffs della sua carriera: nelle ultime 30 stagioni NBA solamente Shaquille O’Neal (1994) e David Robinson (1990) avevano realizzato almeno 50 punti, 40 rimbalzi e 5 stoppate nelle prime tre partite di Playoffs della loro carriera. Gli Heat, però, pagano il parziale di 0-18 con cui si chiude il terzo quarto a favore degli Hornets (in quel parziale Kaminsky piazza 9 dei suoi 15 punti totali) e non riescono a dominare nemmeno il primo tempo di gioco, come invece avevano fatto in Gara-1 e in Gara-2, segnando rispettivamente 67 e 72 punti contro i 44 messi a segno prima dell’intervallo lungo in Gara-3.