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NBA Stats – Steph polverizza altri record, OKC scopre ancora quanto sia fondamentale KD

Sei partite nella giornata NBA, con i Thunder che vengono sconfitti a Detroit (88-82 il finale in favore dei Pistons) e interrompono così la striscia di 8 vittorie consecutive (peraltro in ognuna di tali vittorie erano sempre riusciti a segnare almeno 110 punti); pesa molto l’assenza di Kevin Durant, considerando che nelle ultime due stagioni OKC vince oltre il 70% delle partite (67-27) quando Durant è regolarmente a disposizione, mentre vanta un record negativo di 30-33 quando la seconda scelta assoluta del Draft 2007 è invece assente. Se poi Westbrook chiude anche con un pessimo 8/28 al tiro, non basta la rimonta dopo il 20-2 di parziale subito nel corso del match ed è chiaro come OKC debba arrendersi a una squadra che nel finale non trema dalla linea della carità, nonostante lo stesso Westbrook avesse riportato i Thunder a meno 2 con una tripla a 9” dalla fine.

Proseguono i record dei Warriors, che arrivano alla 67° vittoria stagionale superando i Wizards tra le mura amiche della ORACLE Arena (102-94) e diventano il secondo team nella storia della NBA, dopo i Bulls (tra 1995 e 1997) a raggiungere le sessantasette vittorie stagionali in due stagioni consecutive, portandosi peraltro a 6 lunghezze dal record di 73 vittorie complessive quando mancano solo otto partite. Curry, dal canto suo, diventa il primo giocatore nella storia della Lega con 75 partite in cui realizza almeno sei triple (nessun altro giocatore era mai arrivato sopra quota 50 partite con almeno 6 bombe a referto) e piazza il secondo 20-5-5-5 stagionale (26 punti, 7 rimbalzi, 7 assist e 5 recuperi), issandosi alle spalle di Westbrook tra i giocatori che in stagione hanno realizzato più volte almeno 20 punti, 5 rimbalzi, 5 assist e 5 recuperi (il play di OKC vi è riuscito 4 volte nella stagione attuale). Due parole anche sull’ennesima tripla-doppia sfiorata da Draymond Green, autore di 15 punti, 16 rimbalzi e 9 assist che per poco non gli fruttano la seconda TD consecutiva in casa, in un match in cui Golden State raccoglie comunque la cinquantaquattresima vittoria consecutiva in casa in RS (36° consecutiva in stagione). Altra pillola statistica? Curry (356) e Thompson (255) sono già la coppia di compagni di squadra ad aver realizzato più triple in una stagione, ma è impressionante come, mancando 8 partite alla fine della RS, Curry possa puntare a diventare il primo giocatore di sempre con 400 triple realizzate in una sola annata e Thompson invece possa superare il precedente record di Curry (286 threes) stabilito la scorsa stagione. Infine, Atlanta approfitta della sconfitta dei Wizards per essere matematicamente sicura di un posto nella post-season.

Sebbene l’assenza di LeBron James possa essere un’attenuante, è incredibile come i Cavs dilapidino 19 punti di vantaggio e finiscano per uscire sconfitti in casa contro i Rockets (100-106 il finale); Houston, nel parziale di 64-38 con cui chiude gli ultimi 22’30” del match, trova ben 32 punti nel pitturato, contro i soli 8 messi a segno da Cleveland, sfruttando la verve dei propri lunghi (Beasley autore di un’altra buonissima prova, grazie a 17 punti e 8 rimbalzi, mentre Howard chiude con 7/22 dalla linea della carità che fa ribrezzo) e portandosi a ridosso dell’ultimo posto disponibile ad Ovest, attualmente occupato dai Mavs. L’unica nota positiva, per i Cavs, è il record di franchigia stabilito da Tristan Thompson, il quale arriva alla 362° partita consecutiva giocata, chiudendo peraltro con una doppia-doppia da 16 punti e 10 rimbalzi pur partendo dalla panchina ma giocando comunque tanto per i problemi di falli di Timo Mozgov. Infine, nonostante la scelta di coach Lue di lasciare James fuori per permettergli il massimo riposo possibile, “il Re” è stato una presenza importante sul parquet, calandosi più volte nei panni dell’allenatore e consigliando i compagni.