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NBA Stats – Towns già ROY? Westbrook e Harden sopra quota 40

10 le partite della notte NBA, condite da triple che portano alla vittoria o che allungano il match all’overtime e da prestazioni sublimi di giocatori che non ti aspetteresti mai di vedere come migliori di una certa franchigia. Cominciamo con la vittoria casalinga dei Magic su Minnesota (104-101 il risultato finale), con Fournier che piazza 26 punti (9/17 dal campo) e realizza la tripla che vale la vittoria durante l’unico overtime del match (a dire la verità, nel supplementare, realizza 2 triple su 2 tentativi). Nonostante la vittoria di Orlando, mi preme parlare delle prestazioni di Ricky Rubio e di Carlo Antonio LeCittà. Il playmaker è probabilmente il giocatore che, nella storia del gioco, ha sprecato occasioni di mettere a referto triple-doppie per aver tirato con pessime percentuali: chiude con 12 rimbalzi e 12 assist, portando a casa la seconda doppia-doppia stagionale, ma realizza solamente 8 punti (3/11 dal campo) e palesa i soliti problemi al tiro, che ne hanno caratterizzato gran parte della carriera NBA. Per quanto riguarda Towns, invece, arriva l’ottava doppia-doppia stagionale (su 12 match giocati), grazie a 21 punti e 12 rimbalzi, oltre a 6 stoppate: clamorosa quella che congela il punteggio sul 93 pari e porta il match all’overtime.

Nella vittoria dei Pacers al Wells Fargo Center di Philadelphia (85-112 il finale), Paul George è dominante e chiude con 34 punti, 8 rimbalzi, 5 assist e 4 recuperi, tirando complessivamente con 13/24 e segnando praticamente in tutti i modi: tripla in catch-and-shoot, tripla dal palleggio, step-back jumper, e chi più ne ha più ne metta. I 76ers, invece, arrivano alla dodicesima sconfitta stagiona consecutiva (22° considerando anche il finale della scorsa stagione) per colpa di 31 perse complessive che sono tramutate in 37 punti da Indiana; emblematico, poi, il fallo tecnico per la presenza di 6 giocatori sul parquet, con Okafor che entra in campo troppo presto e sembra perfino non comprendere la chiamata arbitrale. Philadelphia, inoltre, è la squadra con la peggior media punti realizzati a match (90.2) e per perse a partita (19.1).

Settima vittoria per OKC, che davanti al pubblico amico della Chesapeake Energy Arena regola i Pelicans (110-103 il finale) grazie a un Westbrook inumano da 43 punti (14/25 al tiro), 9 rimbalzi e 8 assist; eppure, anziché incensare il solito funambolo di OKC, preferisco evidenziare la doppia-doppia di Enes Kanter, che chiude con 24 punti e 14 rimbalzi e si conferma come uno dei lunghi “europei” più interessanti, grazie a una costante crescita personale che lo sta portando a far registrare 13.3 punti e 8.5 rimbalzi di media in questa stagione. Tuttavia, il problema è che, anche volendo, non si può evitare di parlare di Westbrook: quando i Pelicans rientrano a contatto con le triple di Anderson e Babbitt, il funambolo di OKC decide di attaccare il ferro e portare a casa layup inarrestabili, potenziali giochi da 3 punti e vittoria.

Vittoria anche per gli Houston Rockets che, al primo match giocato dopo il licenziamento di coach McHale, davanti al pubblico del Toyota Center superano dopo un overtime Portland (108-103 il risultato finale) grazie ai 45 punti di James Harden, il quale tira però con 11/29 dal campo (e 4/15 da 3 punti), trovando ben 19 punti dalla linea della carità. Match che si caratterizza per varie situazioni: innanzitutto, per il comico tentativo di alley-oop sbagliato goffamente da Howard, che si inchioda sul ferro e scatena un’ondata di ilarità; poi, per il 4° periodo dei Rockets, chiuso con un parziale di 35-18, che permette ai texani di recuperare anche 7 punti di svantaggio nell’ultimo minuto di gioco; e, infine, per la tripla di Brewer che porta il match all’overtime: quando tutti si sarebbero aspettati una conclusione a canestro di Harden, il “Barba” invece trova l’ex-T’Wolves con un passaggio tanto forzato quanto rischioso e viene premiato dalla sua scelta, prima di dominare egli stesso l’overtime con 9 punti personali, che sono poi quelli realizzati complessivamente dai Rockets (4 quelli di Portland).

Photo Credits: David Sherman/Getty Images