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NBA Stats – Warriors come i Bulls, Kobe al penultimo tango

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Nelle nove partite della giornata NBA spicca sicuramente l’attesissimo confronto tra San Antonio e Golden State, con i Warriors che conquistano una tirata vittoria all’AT&T Center (86-92 il finale) e pareggiano il record per il maggior numero di vittorie in una singola stagione (72) appartenente ai Bulls (stagione 1995/1996). Emblematico come coach Kerr faccia parte di entrambi i record: giocatore nei Bulls (8.4 punti di media a partita in quella stagione), head coach in questi Warriors, pur non avendo poi mai dato più di tanto peso a un record che ha dello storico, per come è maturato nelle ultime uscite. Per San Antonio è la prima sconfitta casalinga in stagione e i Warriors non vincevano in casa degli Spurs dal 14 febbraio 1997 (Curry e compagni pongono così fine a una striscia di 33 sconfitte consecutive a San Antonio). Non è finita qui, perché i record all-time e stagionali si sprecano: infatti, grazie alla vittoria sugli speroni, Golden State arriva a 34° vittorie in trasferta in stagione, superando il precedente primato all-time dei Bulls (sempre stagione 1995/1996, manco a dirlo) di 33 vittorie esterne; inoltre, la coppia Curry/Thompson produce qualcosa come 51 punti, contro i soli 6 messi a referto dal duo Green/Parker, stabilendo così la miglior differenza punti tra due backcourt titolari in questa stagione. Il tutto, considerando che i Warriors avevano chiuso il primo quarto più negativo della propria stagione: mai la squadra di coach Kerr aveva realizzato solamente 14 punti nei primi 12′ di gioco in questa annata e il 21% dal campo con cui ha chiuso il primo quarto contro gli Spurs pareggia la sua peggior percentuale al tiro in un qualsiasi quarto di questa stagione.

Nell’ultimo ballo di Kobe a Houston, invece, i Rockets vincono agilmente contro i Lakers (130-110 il finale al Toyota Center): il Black Mamba piazza 35 punti (10/22 al tiro, 11/11 dalla linea della carità), ma Harden risponde con 40 punti che gli valgono la 12° partita stagionale con almeno 40 punti a referto, pareggiando così il record di franchigia per i Rockets stabilito da Moses Malone nella stagione 1981/1982. Il Barba chiude con un 14/31 dal campo e trova una doppia-doppia grazie alle 13 assistenze per i compagni. Ma ciò che resterà nella storia di questo match saranno le parole di Ariza, che commenta con un lapidario “la prima volta che marcai Kobe me ne mise 40 in faccia, l’ultima invece 35 perciò devo dire che sono migliorato almeno un pochino”.

Due curiosità, infine, sul match tra Miami e Orlando (118-96 a favore degli Heat), perché Orlando schiera per la prima volta nella sua storia uno starting-fiva formato da giocatori di 5 nazionalità diverse: Payton (USA), Hezonja (Croazia), Fournier (Francia), Ilyasova (Turchia) e Vucevic (Svizzera). Wade, dal canto suo, arriva alla 40° partita consecutiva in doppia cifra per punti realizzati contro Orlando: l’ultima (e unica) volta che Flash non realizzò almeno 10 punti contro i Magic, Juwan Howard (attuale assistente degli Heat) era in campo a difendere i colori di Orlando. Infine, Whiteside risponde alla sua peggior prestazione di sempre, con almeno 4 tentativi, dalla linea della carità (1/7 di venerdì scorso) con un 8/8 che non ammette repliche.