NBA Weekly: i Blazers si prendono tutto, Hibbert aspetta Aldridge in finale, Kidd si sbarazza di Frank

AVVERTENZE: questa puntata di NBA Weekly è fortemente portlandizzata.

PARTITA DELLA SETTIMANA: PORTLAND TRAIL BLAZERS-INDIANA PACERS 106-102, 2 DICEMBRE

Le due partite più spettacolari di questa settimana non sono neanche mai state in corsa per il posto in questa puntata di NBA Weekly. Troppo importanti le sfide Blazers-Pacers e Blazers-Thunder per poter tenere in considerazione il triplo overtime di Pelicans-Bulls o il doppio di 76ers-Magic. Tra le due partite dei Blazers, ci prendiamo l’incontro tra i due migliori record della NBA. I Pacers sono riusciti nelle fasi iniziali a controllare i ritmi dei Blazers: la partita si è attestata su bassi punteggi e la formazione di coach Vogel non ha mai ceduto il vantaggio. Importantissima per restare avanti la prestazione di Luis Scola nel secondo quarto. Portland è riuscita talvolta a forzare la difesa dei Pacers con la circolazione di palla, ma non abbastanza per mettere in difficoltà Indiana. Nella fase centrale della gara ci è riuscito a ripetizione Wes Matthews con penetrazioni e tagli a canestro. Nel terzo periodo i Pacers hanno toccato anche il +8, prima che un parziale ispirato da Aldridge permettesse ai padroni di casa di pareggiare la partita (70-70) al termine del terzo quarto. Il primo vantaggio Portland lo ha ottenuto al 37’ con una tripla di Lillard, una realizzazione che ha ispirato l’allungo da parte dei Blazers con la collaborazione di Mo Williams (94-87 al 45’). I Pacers, nel quarto periodo, non sono stati più in grado di imbrigliare l’attacco della squadra di Terry Stotts. La partita, comunque, non è finita sul +7 Portland: Paul George ha messo in serio dubbio il risultato segnando gli ultimi 15 punti dei Pacers con CINQUE-TRIPLE-CINQUE negli ultimi tre minuti di gioco. I Blazers sono riusciti a resistere e a fermare la striscia di sette vittorie consecutive degli avversari. Career high da 43 punti (7/15 da tre) per Paul George. 28 punti e 10 rimbalzi per Aldridge, 26 punti e 6 rimbalzi per Lillard.

GIOCATORE DELLA SETTIMANA: LAMARCUS ALDRIDGE (PORTLAND TRAIL BLAZERS) – 23.4PPG, 10RPG, 2.7APG IN STAGIONE

LaMarcus Aldridge ci sta mettendo davanti ad un dato di fatto difficile da contraddire: pochi giocatori in NBA, in questo momento, sono più decisivi di lui. Il suo arsenale offensivo comprende movimenti spalle a canestro da favola e un piazzato dalla media che difficilmente non va a segno. Gli avversari non stanno trovando alcun modo per contrastarlo. Le sue prestazioni settimanali hanno permesso ai Blazers di rimanere in vetta alla Western Conference nonostante i difficili incroci con Lakers, Pacers e Thunder. Partiamo proprio dalla sfida contro i Thunder, in cui Aldridge ha realizzato il suo attuale season high: Ibaka, Perkins e Collison dovrebbero essere tre lunghi in grado di dare molto fastidio ai rivali nel pitturato, ma contro Aldridge non hanno potuto veramente nulla. 38 punti (17/28 dal campo), 13 rimbalzi, 5 assist e una partita che non sarà facilmente dimenticata. Anche contro i Pacers Aldridge è stato protagonista: 28 punti (11/19 al tiro) e 10 rimbalzi, prestazione simile ai 27 punti (11/19 dal campo) e 9 rimbalzi messi assieme contro i Lakers. Offensivamente ha un po’ rifiatato contro Utah: 20 punti (7/14 al tiro) e 15 rimbalzi. Quella appena passata per Aldridge è stata una settimana da 28.2 punti, 11.7 rimbalzi e 3.7 assist di media con 57.5% dal campo (46/80). A Portland sono già partiti i cori: «M-V-P! M-V-P!».

SQUADRA DELLA SETTIMANA: PORTLAND TRAIL BLAZERS – 17 VINTE E 3 PERSE IN STAGIONE

Anche in una Conference competitiva come la Western, si poteva tranquillamente ipotizzare che i Portland Trail Blazers sarebbero stati tra i seri candidati per la qualificazione ai Playoffs. Un po’ più difficile era immaginare che avrebbero vinto 17 delle prime 20 partite, guadagnandosi il momentaneo primo posto nella Conference. Le maggiori chiavi del successo sono fondamentalmente due: Aldridge, che ha trovato un po’ di continuità dal punto di vista fisico e si è affermato come uno dei migliori lunghi dell’intera NBA, e Lillard, che già da sophomore si è dimostrato in grado di prendere per mano una squadra con prestazioni di altissimo livello. Il terzo violino della squadra è Nicolas Batum, a proteggere il ferro ci pensa invece Robin Lopez. Intorno troviamo buoni attaccanti come Wes Matthews, Mo Williams e Dorell Wright oltre ad un Thomas Robinson che sta finalmente convincendo. La squadra è giovane (i 12 che sono scesi in campo contro i Jazz totalizzano 27,5 anni di media; solo Mo Williams ed Earl Watson sopra i 30) e vive di un’ottima organizzazione che permette di innescare con continuità Aldridge e le armi che Stotts possiede sul perimetro. I Blazers hanno iniziato la settimana allo Staples Center, contro quei Lakers che venivano da cinque vittorie nelle precedenti sei gare. Pronti, via: doppia cifra di vantaggio Blazers nel primo quarto e, nonostante un buon secondo periodo dei Lakers, +20 per Portland al 36’. Il parziale 19-3 per i padroni di casa ha riaperto tutti i giochi, ma ci ha pensato il solito Lillard a segnare una tripla per scacciare la paura: i Blazers hanno vinto 108-114. Dopo la vittoria sui Pacers di cui abbiamo già parlato, Portland ha incontrato i Thunder, arrivati al Moda Center con una striscia attiva di otto vittorie consecutive. Stavolta i Blazers si sono trovati pesantemente sotto: -11 all’intervallo lungo. Poi Aldridge, Lillard e Batum per uno straordinario 24-10 nei primi 7’ di terzo quarto. Stavolta la tripla decisiva l’ha segnata Batum a 30” dalla fine per una vittoria 111-104 con 38 punti di Aldridge. L’ultima gara della settimana di Portland è stata una passeggiata di salute contro i Jazz (130-98).

TEMI DELLA SETTIMANA: IL MEGLIO DEL WEB CON BLAZERS E HIBBERT, LA RISPOSTA DI COUSINS E LA SEPARAZIONE TRA KIDD E LAWRENCE FRANK

LO SCAMBIO DI TWEET BLAZERS-SUNS – Nel segno dell’ironia il geniale scambio di tweet che ha coinvolto i profili ufficiali di Portland Trail Blazers e Phoenix Suns. I Blazers hanno pensato di prendersi gioco della Eastern Conference twittando: «Is it too late to join the Eastern Conference? Asking for a friend». I Phoenix Suns hanno colto la palla al balzo e hanno immediatamente risposto alla squadra con il miglior record nella Western Conference: «We asked to keep you that on the down low. That eager to get rid of us already?» («Vi avevamo chiesto di tenerlo segreto. Siete così desiderosi di sbarazzarvi di noi?»). È solo una battuta, ma neanche così lontana dalla realtà. I Blazers hanno perso solo tre partite in stagione, due delle quali proprio contro i Suns.

IL MONDO DI ROY HIBBERT – Anche Roy Hibbert ha regalato qualche emozione. Dopo la sfida tra Blazers e Pacers ha twittato una foto di un congegno per proteggere le parti basse e l’ha mandata ad Aldridge assieme ai complimenti per la partita. La foto è in riferimento ad un colpo subito da Hibbert durante un tiro di Aldridge. L’ala dei Blazers ha chiesto scusa, pur aggiungendo di non averlo fatto di proposito, e a quel punto Hibbert ha calato il carico da novanta: «I believe you. We both competing hard. Tough post moves. Good luck in the West. We will see each other in the Finals». Un paio di giorni dopo l’amichevole scambio di battute con Aldridge su Twitter, Hibbert ha postato su Instagram un video di C.J. Watson che è rimasto chiuso nel bagno del pullman.

COUSINS E IL COMEBACK COMMERCIALUna domanda innocua che innesca una risposta infuocata. Un giornalista ha chiesto a Cousins se venerdì sarebbe rientrato in campo dopo l’infortunio. Il centro dei Kings ha risposto così: «Probably not. I think I’ll be out rest of the season and I can get a comeback commercial». Impossibile non notare il riferimento a Derrick Rose e allo spot dell’Adidas in attesa del suo rientro in campo.

KIDD E LAWRENCE FRANK – Una squadra partita per stare ai vertici dell’NBA e crollata sconfitta dopo sconfitta. Qualcosa doveva cambiare. Ed è così che Jason Kidd ha deciso di togliere i compiti di assistente allenatore a Lawrence Frank, dichiarando di avere una differente filosofia rispetto all’ex allenatore di Nets e Pistons. I rapporti tra i due, secondo Wojnarowski, si sono incrinati durante una riunione ad inizio novembre. Adesso la situazione si fa complicata: Frank ha un accordo coi Nets per sei anni ad oltre un milione di dollari a stagione. Stando agli ultimi aggiornamenti, Frank e il suo avvocato starebbero negoziando un buyout.

STATISTICHE DELLA SETTIMANA: LE PRESTAZIONI STORICHE DI DUNCAN, DURANT, DRUMMOND, OLADIPO E CARTER-WILLIAMS E IL RECORD DI KORVER

DUNCAN, DURANT E DRUMMOND – Riuniamo assieme le tre prestazioni settimanali che non si vedevano dal. A differenza delle altre due, quella di Duncan è una performance che non si era mai vista: Duncan – da quando l’NBA include i rimbalzi nel tabellino, ovvero dalla stagione 1985/1986 – a 37 anni e 221 giorni e il più vecchio giocatore di sempre a far registrare una gara da almeno 20 punti e 20 rimbalzi. Contro gli Hawks, infatti, ha regalato al mondo una prova da 23 punti e 21 rimbalzi, segnando anche il canestro della vittoria per gli Spurs. Qualcosa di simile alla prestazione di Durant, invece, si era già visto circa 25 anni fa: KD contro Minnesota ha messo assieme 32 punti, 12 rimbalzi, 10 assist, 4 stoppate e 4 rubate. Michael Jordan, il 16 gennaio 1988, era andato con 36 punti, 10 rimbalzi, 10 assist, 4 stoppate e 4 rubate. Chiudiamo con Drummond: il centro, in fortissima ascesa nella NBA, ha collezionato 31 punti, 19 rimbalzi, 6 rubate e 2 stoppate contro i 76ers. Torniamo ad Hakeem Olajuwon: il 27 novembre 1990 il centro nigeriano dei Rockets aveva fatto registrare 30 punti, 19 rimbalzi e 6 rubate. Se Olajuwon era stato l’ultimo con almeno 30 punti, 19 rimbalzi e 6 rubate, prima di Drummond era stato invece Charles Barkley l’ultimo a far registrare una partita da almeno 30 punti, 18 rimbalzi, 5 rubate e l’80% dal campo.

OLADIPO E CARTER-WILLIAMS – Certo, da un punto di vista statistico sono stati aiutati dal protrarsi della partita tra Magic e Sixers fino al secondo tempo supplementare. Ciò non toglie che i due rivali nella corsa al Rookie of the Year si sono guadagnati un posto nella storia. Non era infatti mai successo che due rookie facessero registrare una tripla-doppia nella stessa partita. Carter-Williams è stato decisivo per la vittoria dei 76ers con 27 punti (11/19 dal campo), 12 rimbalzi e 10 assist, Oladipo ha fatto il possibile per tenere a galla i Magic con 26 punti (8/18 al tiro), 10 rimbalzi e 10 assist. Per entrambi è stata la prima tripla-doppia in carriera: Carter-Williams l’aveva già sfiorata all’esordio assoluto (22 punti, 12 assist, 9 rubate e 7 rimbalzi contro Miami), Oladipo non era ancora mai andato in doppia cifra per assist e rimbalzi.

IL RECORD DI KORVER – Ne avevamo già parlato nella puntata di settimana scorsa, per cui ci limiteremo a dare la notizia: Kyle Korver è arrivato a quota 90 partite consecutive con almeno un canestro da tre punti a segno. Record.

Photo: nbamaniacs.com