NBA Weekly: Griffin indomabile, spettacolo tra Pacers e Blazers, Davis all’All-Star Game

PARTITA DELLA SETTIMANA: INDIANA PACERS-PORTLAND TRAIL BLAZERS 118-113 (OT), 7 FEBBRAIO

Due delle migliori squadre dell’NBA si sono affrontate sul parquet della Bankers Life Fieldhouse di Indianapolis. Per tre quarti, i Pacers hanno faticato a tenere il passo dei Blazers e si sono ritrovati sotto nel punteggio. Si è sentita l’assenza di Lance Stephenson, che si è infortunato dopo il rocambolesco volo nella partita contro Atlanta. A gestire magistralmente il gioco per i Blazers ci ha pensato il solito Damian Lillard. La difesa di Indiana, tuttavia, ha fatto un lavoro meraviglioso su LaMarcus Aldridge, riuscendo così a non finire mai troppo indietro nel punteggio. La prestazione incredibile di George Hill (37 punti, 9 rimbalzi e 8 assist) è stata un ulteriore fattore per la rimonta. I Pacers si sono così riavvicinati nel quarto periodo, sfruttando anche un David West in strepitose condizioni (30 punti e 10 rimbalzi). L’ultimo ad arrendersi è stato a conti fatti Wes Matthews, autore di una incredibile striscia di canestri negli ultimi minuti della gara. Indiana ha trovato comunque il pareggio e nell’overtime, nonostante la fiera opposizione di Lillard (38 punti), ha preso il largo con due canestri di Paul George. Se questa dovesse essere la Finale NBA 2014, ci sarà da divertirsi.

GIOCATORE DELLA SETTIMANA: BLAKE GRIFFIN (LOS ANGELES CLIPPERS) – 23.9PPG, 9.8RPG E 3.5APG IN STAGIONE

Neanche questa volta Dirk Nowitzki è riuscito ad imporsi come giocatore della settimana. Troppo straripanti le prestazioni di Blake Griffin, nonostante il record settimanale di 2-2 dei Clippers, per essere ignorate. Il lungo si è preso la squadra sulle spalle dall’infortunio di Chris Paul ed è il vero fattore dell’alta posizione di classifica dei Clippers nonostante l’assenza del playmaker. I cugini dei Lakers, infatti, sono ancora quarti davanti ai Rockets e possono sognare un aggancio a Portland. Griffin ha iniziato la settimana in sordina, con 25 punti e 11 rimbalzi contro gli Utah Jazz. La prima prestazione fenomenale l’ha offerta contro i Denver Nuggets, in un match perso per una prodezza di Foye sulla sirena: 36 punti, 13/21 dal campo, 11 rimbalzi e 5 assist. Poteva superarsi? Sì, poteva. I Clippers hanno inseguito i Miami Heat nella partita successiva e sono arrivati ad un passo dalla rimonta, con Blake che ha anche trovato il canestro dall’arco nell’ultimo minuto. Griffin ha segnato 43 punti con 15 rimbalzi e 6 assist. Los Angeles è finalmente tornata alla vittoria, grazie a 36 punti e 8 rimbalzi di Griffin in 28 minuti, contro i Raptors.

SQUADRA DELLA SETTIMANA: DALLAS MAVERICKS, 30 VINTE E 21 PERSE IN STAGIONE

Memphis si riavvicina? I Playoffs sono a rischio? Nessuna paura, ci pensa Dirk. Per la verità i Mavericks non hanno ancora scongiurato il rischio e occupano l’ottava posizione ad Ovest. Ma, con quattro vittorie consecutive, hanno raggiunto Golden State in classifica e hanno tenuto Memphis ad un paio di partite vinte di distanza. La prima partita settimanale è stata un’agevole passeggiata contro i Cavs, una gara in cui c’è stato bisogno di Nowitzki (23 punti e 8 rimbalzi) solo per 30 minuti. Se Mavericks e Grizzlies continueranno la loro battaglia per l’ottavo posto a questi ritmi, si potrà considerare lo scontro diretto del 5 febbraio come uno snodo cruciale della stagione. Al FedExForum i Grizzlies hanno provato a contenere l’attacco di Dallas piazzando Marc Gasol in asfissiante marcatura sulla stella tedesca dei Mavs. La strategia di Joerger ha retto per un tempo, poi Dirk ha cominciato a macinare canestri e ha chiuso la partita con 26 punti e 10/14 al tiro. Anche Vince Carter e Brandan Wright, dalla panchina, hanno dato una mano a Carlisle per ottenere l’importante trionfo. I Mavs hanno chiuso la settimana con il 103-81 sui Jazz; Nowitzki ha segnato 20 punti con 9 tiri tentati.

TEMI DELLA SETTIMANA: IL CASO SACRE, BURKE E ALLEN, DAVIS ALL-STAR

SACRE – Ha fatto molto discutere quanto accaduto verso la fine della gara tra Lakers e Cleveland Cavaliers. Mike D’Antoni si è presentato alla sfida con otto giocatori arruolabili e due di essi, Nick Young e Jordan Farmar, si sono infortunati. Quando Kaman ha commesso il suo sesto fallo, D’Antoni si è ritrovato senza riserve, tanto che Steve Nash è corso negli spogliatoi a cambiarsi. Anche Sacre, in seguito, ha commesso il suo sesto fallo. Ma non è stato necessario l’ingresso di Nash: per una regola NBA, una squadra deve sempre avere cinque giocatori in campo. Con Nash considerato infortunato, Sacre ha potuto rimanere sul parquet. Ogni suo successivo fallo sarebbe stato punito con un tecnico in aggiunta. I Lakers hanno ugualmente stravinto la gara.

BURKE E ALLEN – Qualche ora prima della gara tra Utah Jazz e Miami Heat, Ray Allen e Trey Burke sono stati inquadrati mentre si scambiavano due parole a bordo campo. Evidentemente il discorso di He Got Game deve aver funzionato, perché è stato proprio Burke a segnare il canestro decisivo per i Jazz in una gara in cui LeBron James non ha brillato (13 punti, 7 rimbalzi e 5 assist). Era stato proprio Ray Allen, tra l’altro, a tener viva la partita con la tripla del -2 Heat a 40” dalla fine. Una bella settimana per l’ex Sonics e Celtics, che ha anche segnato il canestro dall’angolo per chiudere la gara contro i Clippers.

DAVIS – Ufficiale: come previsto, Kobe Bryant non disputerà l’All-Star Game 2014. Per sostituirlo la lega ha scelto Anthony Davis, sophomore come Damian Lillard. Il lungo dei Pelicans sta tenendo medie vertiginose nel suo secondo anno in NBA: 20.7 punti, 10.4 rimbalzi e 3.2 stoppate a partita. Toccherà a Scott Brooks, il coach della Western Conference, decidere chi subentrerà a Kobe in quintetto: il favorito dovrebbe essere James Harden. Nel roster del Rising Stars, invece, Miles Plumlee ha sostituito l’infortunato Pero Antic.

STATISTICA DELLA SETTIMANA: DEANDRE JORDAN VERSO IL DOPPIO PRIMATO?

Quando si parla di record, il nome che sbuca è sempre lo stesso: Wilt Chamberlain. Il colosso di Warriors, Sixers e Lakers ha guidato otto volte la lega per rimbalzi di media e percentuale dal campo. Dwight Howard è l’unico altro giocatore nella storia ad aver guidato entrambe le classifiche in una singola stagione. Sembra incredibile se si pensa al DeAndre Jordan di un anno fa, ma quest’anno il centro dei Clippers potrebbe accostare il suo nome a quello di Chamberlain e Howard. La squadra allenata da Doc Rivers ha giocato 53 delle sue 82 partite stagionali e Jordan guida la classifica dei rimbalzi (14 di media) e della percentuale dal campo (65.3%). Secondi in queste due voci statistiche Kevin Love (13.3 rimbalzi a partita) e Andrew Bogut (63.6% al tiro).

Photo: clippers.topbuzz.com