NBA Weekly: il febbraio magico di Fisher, il doppio career-high di Dragic e la risalita dei Wizards

PARTITA DELLA SETTIMANA: OKLAHOMA CITY THUNDER-LOS ANGELES CLIPPERS 117-125, 23 FEBBRAIO

Gli Oklahoma City Thunder hanno vissuto un periodo difficile dal rientro di Russell Westbrook: sono arrivate tre sconfitte consecutive, prima che la squadra di Scott Brooks riuscisse a scongiurare il rischio di una rimonta epocale nel quarto quarto contro Memphis. La partita più bella di questa settimana, se escludiamo Raptors-Wizards, ha visto i Thunder soccombere in casa contro la corazzata di Doc Rivers, che si è aggiustata ulteriormente con gli arrivi di Danny Granger e Glen Davis. La sfida è stata monopolizzata da Jamal Crawford e Kevin Durant, che hanno dato vita ad un meraviglioso duello. KD ha come al solito voluto strafare e ha messo assieme 42 punti e 10 assist con 15/30 dal campo, Crawford ha risposto con 36 punti, 13/20 dal campo e 5/8 da tre. Notevole anche la prestazione dall’arco di Matt Barnes, che ha chiuso con 6/10 e 24 punti. La partita si è risolta solo nel finale, quando un paio di magie consecutive di Crawford hanno spinto in orbita una squadra ospite quasi sempre avanti nel punteggio. Un paio di scelte incomprensibili di un Westbrook fuori fase (13 punti, 3/13 al tiro e 3 palle perse) hanno permesso ai Clippers di sigillare la gara.

GIOCATORE DELLA SETTIMANA: GORAN DRAGIC (PHOENIX SUNS) – 20.6PPG, 3.5RPG E 6.1APG IN STAGIONE

Il playmaker sloveno dei Phoenix Suns si è guadagnato il premio nonostante per Phoenix sia stata una settimana tutt’altro che facile: la franchigia dell’Arizona ha perso tre delle quattro partite disputate. Dragic non è sceso in campo contro i Jazz ed è stato tenuto a 16 punti e 3 assist dalla difesa dei Minnesota Timberwolves. Le prestazioni incredibili di Dragic, quindi, sono quelle contro Houston e New Orleans. Il giocatore, infatti, è riuscito a ritoccare il suo career-high per ben due volte nella stessa settimana. La prima prestazione da record l’ha fornita domenica scorsa, quando i Suns hanno ospitato i Rockets: 35 punti, 14/20 dal campo e 5/8 da tre. Non poteva immaginare che meno di sette giorni dopo si sarebbe addirittura battuto, in una partita questa volta vinta contro i Pelicans: 40 punti, 14/21 al tiro, 3 rimbalzi e 5 assist.

SQUADRA DELLA SETTIMANA: WASHINGTON WIZARDS, 30 VINTE E 28 PERSE IN STAGIONE

A impedire ai Chicago Bulls la doppietta come squadra della settimana ci pensano i Washington Wizards, reduci dalla maratona di Toronto. Nella loro ultima apparizione settimanale, infatti, i ragazzi allenati da Randy Wittman sono stati impegnati in una spettacolare partita terminata solo dopo tre tempi supplementari. Per due volte i Wizards sono stati costretti a pareggiare, nel quarto quarto con Gortat e nel primo overtime con John Wall. È stato invece DeRozan a forzare il terzo overtime, deciso dai due contropiedi finali di Ariza e Webster. Nelle altre gare di questa settimana, i Wizards hanno avuto la meglio su Pelicans, Cavs e Magic. Nella partita contro New Orleans è stato decisivo un grande Nene, che ha segnato 30 punti contro Anthony Davis e ha anche realizzato la schiacciata decisiva per il 94-93 finale. Il lungo brasiliano ha poi subito un infortunio, ma Washington ha comunque portato la serie positiva a cinque vittorie di fila e punta alla sesta nella prossima gara contro i Sixers. L’uomo da copertina di questa serie di vittorie? Trevor Ariza. L’ala ha tenuto 15.2 punti, 8.2 rimbalzi, 2.2 assist e 1 rubata di media con il 57.1% dal campo e il 60% da tre nelle ultime cinque gare.

TEMI DELLA SETTIMANA: TYREKE EVANS IN ASCENSORE, CURRY RE DEL MADISON SQUARE GARDEN, KNICKS A PICCO, LA RIPRESA DI PORTLAND E LE ULTIME MANOVRE DI MERCATO

TYREKE – Disavventura per il giocatore dei Pelicans, che è arrivato all’US Airways Center di Phoenix solo un’ora prima della palla a due. Tyreke, infatti, era rimasto bloccato nell’ascensore dell’albergo. Evans è partito regolarmente in quintetto e ha giocato 36 minuti.

CURRY – La leggenda di Curry al Madison Square Garden, iniziata con i 54 punti segnati (11/13 dall’arco) nella gara della scorsa stagione, aggiunge un altro capitolo: il playmaker dei Golden State Warriors ha fatto registrare una tripla-doppia in appena tre quarti. I Warriors hanno stravinto sul campo dei Knicks e Curry ha collezionato 27 punti, 11 rimbalzi e 11 assist in 30 minuti. Se escludiamo Bernard King, Pat Ewing e Carmelo Anthony, sono LeBron James e Stephen Curry gli unici giocatori ad aver realizzato una tripla-doppia e una gara da 50+ punti al Madison Square Garden.

TRAGEDIA KNICKS – Se non ci fossero i Philadelphia 76ers, difficilmente si potrebbe negare ai New York Knicks il titolo di peggior squadra del momento. I Knicks non vincono dal 19 febbraio, quando Melo fornì una prova da 42 punti sul campo dei Pelicans e segnò 13 degli ultimi 15 punti di squadra. Il record dei Knicks a febbraio è un drammatico 2-11. I Nets non stanno vivendo una stagione da sogno e hanno tuttora un record negativo, ma non dovrebbero aver problemi a qualificarsi alla post-season. New York, invece, sembra non avere più speranze nonostante manchino ancora 23 partite da giocare. Una risalita troppo difficile per una squadra che ha un solo giocatore in campo, quel Carmelo Anthony che nel tragico febbraio dei Knicks è riuscito comunque a viaggiare a 31.5 punti e 8 rimbalzi di media. Dall’All-Star Game in poi, le medie di Melo nelle sette partite disputate sono salite a 34.1 punti e 8.9 rimbalzi.

PORTLAND, SEGNALI POSITIVI – I Trail Blazers erano incappati in un periodo di flessione e nell’infortunio di LaMarcus Aldridge, che avevano causato la discesa fino al quinto posto nella Western Conference. Appena Lillard è riuscito ad abituarsi al ruolo di stella unica della squadra, in assenza del compare Aldridge, i Blazers hanno ricominciato a volare e hanno ritrovato il terzo posto a discapito di Clippers e Rockets. Lillard ha segnato 30.3 punti di media nelle gare contro Jazz, Timberwolves e Nuggets, permettendo alla sua squadra di scacciare con altrettante vittorie la precedente serie di tre sconfitte in fila. Il vero capolavoro di Terry Stotts è tuttavia arrivato contro i Nets: Portland ha vinto per 124-80. Inizia a far vedere buone cose il sophomore Will Barton, che in quella gara contro Brooklyn ha messo assieme 20 punti, 11 rimbalzi e 4 assist.

ULTIMI MOVIMENTI – Lasciata alle spalle la trade deadline, il mercato è dominato dai giocatori tagliati. Alcuni di essi hanno trovato in fretta una sistemazione. I Los Angeles Clippers si sono rinforzati con Danny Granger e Glen Davis, fuoriusciti da Philadelphia e Orlando. I Chicago Bulls sono fortemente interessati a Jimmer Fredette, che ha terminato la deludente esperienza con i Sacramento Kings. Tagliato dai Milwaukee Bucks, Caron Butler si è accasato agli Oklahoma City Thunder. I Memphis Grizzlies hanno allungato le rotazioni degli esterni con Beno Udrih, tagliato dai Knicks. A proposito di tagliati dai Knicks, Metta World Peace sta ancora cercando squadra. E se si facesse avanti Miami?

STATISTICHE DELLA SETTIMANA: IL FEBBRAIO MAGICO DI FISHER

La vecchiaia non è mai stata un problema per Derek Fisher. Il secondo giocatore più vecchio attualmente in NBA – alle spalle di Steve Nash – ha disputato un incredibile mese di febbraio da oltre l’arco. Straordinario anche considerando che è un veterano che ha il 37.4% da tre in carriera e che in stagione non supera comunque il 40%. Il preludio della rinnovata mira di Fisher dall’arco era stato quel 5/5 del 29 gennaio sul campo dei Miami Heat. Nel nuovo mese Fisher è andato in doppia cifra per quattro volte e ha tenuto il 48.9% da tre. Nelle quattro partite dopo l’All-Star Game la sua percentuale si alza fino al 53.3%. La sua migliore prestazione del mese è stata il 5/7 contro i Clippers, ma vanno menzionati anche i 2/3 contro Grizzlies e Blazers e i 2/4 contro Knicks e Magic, così come il 3/5 contro Minnesota. La curiosità? Il mercoledì è il secondo giorno della settimana in cui gioca meno minuti di media (14.1), ma è quello in cui ha la miglior percentuale da tre: 58.3%.

Photo: prestointhegame.com