NBA Weekly: l’ascesa di Durant e dei Thunder, i numeri di Kobe al rientro e i record dei Blazers

PARTITA DELLA SETTIMANA: GOLDEN STATE WARRIORS-DALLAS MAVERICKS 95-93, 11 DICEMBRE

La settimana appena conclusa ha offerto grandissime sfide: San Antonio-Indiana, Oklahoma City-Indiana, Indiana-Miami e Portland-Houston in cima alla lista. Noi scegliamo però di premiare lo spettacolo offerto da Warriors e Mavericks. Tra l’altro, è la sfida tra le due squadre che attualmente si contendono l’ottavo posto nella Western Conference. La compagine allenata da Rick Carlisle aveva trovato subito il vantaggio, grazie ai punti immediati del quintetto base. Jae Crowder aveva iniziato il secondo quarto con due canestri, poi Calderon e Monta Ellis avevano posto le basi dell’allungo, lanciato definitivamente da Nowitzki con due triple in fila: 52-34 al 22’. A Steph Curry e compagni sono bastati cinque minuti di terzo periodo per ricucire lo strappo fino al -6, poi mantenuto fino al 36’ nonostante i Mavs avessero provato a tornare in doppia cifra di vantaggio. Il quarto quarto è stato uno spettacolare crescendo di emozioni: prima il nuovo +12 per Dallas, poi la rimonta e le due triple consecutive di Curry per firmare il pareggio. Dirk ci ha provato con 6 punti in fila, ma è stato sempre Curry a mettersi in mezzo tra i Mavs e la vittoria e a rimettere la partita in equilibrio. Un 1/2 di Monta Ellis ha portato la gara sul 93-93 nel finale. A quel punto la palla non poteva che finire a Curry, marcato da Shawn Marion, il miglior difensore dei Mavs: entrata in palleggio, finta di tiro dalla media per far saltare Marion e poi il canestro della vittoria. Il play dei Warriors ha disputato una prova da 33 punti (13/25 dal campo, 3/11 da tre), 4 rimbalzi e 10 assist.

GIOCATORE DELLA SETTIMANA: KEVIN DURANT (OKLAHOMA CITY THUNDER) – 28.5PPG, 8.2RPG E 4.9APG IN STAGIONE

Se nelle prime due settimane non avevamo avuto troppe difficoltà nell’assegnazione di questo premio, questa volta la corsa per diventare giocatore della settimana si è rivelata un’epica battaglia. In lizza c’erano Kevin Love, Stephen Curry, Chris Paul, Carmelo Anthony, Russell Westbrook, Tim Duncan, LeBron James e, ancora una volta, LaMarcus Aldridge. Alla fine, anche per questioni di risultati di squadra, abbiamo deciso di scegliere Kevin Durant. Il fuoriclasse degli Oklahoma City Thunder ha disputato quattro partite in settimana e per ben tre volte ha superato quota 30 punti, conducendo la sua squadra a quattro vittorie. Nella prima partita, uno scontro mozzafiato tra Thunder e Pacers, Durant ha impartito una lezione a Paul George e compagni con 36 punti (14/23 dal campo), 10 rimbalzi e 5 assist. Stessi numeri per rimbalzi e assist, ma con 30 punti, nella trasferta ad Atlanta. Il bottino più misero della settimana lo ha racimolato a Memphis: 18 punti (6/12 al tiro), 6 rimbalzi e 3 assist. Si è ripreso alla grande con 31 punti (10/13 dal campo), 8 rimbalzi, 5 assist e 4 rubate contro i Lakers.

SQUADRA DELLA SETTIMANA: OKLAHOMA CITY THUNDER – 18 VINTE E 4 PERSE IN STAGIONE

I Thunder, dopo la bruciante eliminazione al secondo turno dei Playoffs 2013, hanno deciso di dare un segnale all’intera lega già nella prima parte della stagione. Merito non solo di Kevin Durant, ma anche di un Russell Westbrook che è rientrato più forte di prima dall’infortunio che lo aveva costretto a saltare gli scorsi Playoffs. Le due stelle di OKC segnano, complessivamente, 49.6 punti a partita. Solo altre quattro squadre in tutta l’NBA hanno due giocatori sopra i 20 punti di media, ma nessuna di queste coppie segna più di Durant e Westbrook: 42.5 punti per Nowitzki/Ellis, 43.6 per Aldridge/Lillard, 44.2 per Curry/Thompson e 46.2 per Love/Martin. Per carità, una statistica non significa nulla, ma intanto i Thunder hanno vinto 13 delle ultime 14 partite: l’unica sconfitta è arrivata sul campo dei Blazers. Con un record di 18 vinte e 4 perse, sono ad una sola vittoria dagli Spurs e a due da Portland. La settimana è iniziata benissimo per OKC, con un rotondo 118-94 ai danni degli Indiana Pacers. I Thunder sono usciti imbattuti dalle due trasferte contro Hawks (92-101) e Grizzlies (100-116) e hanno chiuso in bellezza demolendo per 122-97 i Lakers.

TEMI DELLA SETTIMANA: HORFORD ANCORA DECISIVO, LA RIPRESA DEI CELTICS E LA BATTAGLIA NELLA WESTERN CONFERENCE

HORFORD E GLI HAWKS – Non più tardi di due settimane fa, Al Horford aveva deciso la sfida tra Hawks e Mavericks con un jumper. Il centro agli ordini di Mike Budenholzer ha regalato agli Hawks un’altra vittoria con un canestro allo scadere dell’overtime nel match contro Washington, tra l’altro chiuso da Horford a quota 34 punti (15/23 dal campo) e 15 rimbalzi. Il nativo della Repubblica Dominicana è il giocatore di punta di una squadra che sta esprimendo un buon basket e, nonostante qualche stop di troppo, può ambire a qualificarsi per i Playoffs con il fattore campo a favore nel primo turno. Il quintetto base ha un rendimento elevato: da Jeff Teague e Paul Millsap a DeMarre Carroll, passando per Kyle Korver che non ha ancora interrotto la sua striscia di partite consecutive con almeno una tripla a segno. Gli Hawks possono contare anche su Lou Williams dalla panchina: il giocatore, rientrato il 15 novembre dopo un lungo infortunio, ha segnato 27 punti nella sconfitta contro i Knicks.

LA RIPRESA DEI CELTICS – Una delle scelte cardine dell’estate scorsa, ovvero la firma del giovane Brad Stevens come head coach della franchigia più titolata dell’NBA, si sta rivelando più che azzeccata. La squadra sta mostrando una notevole crescita rispetto all’opaco inizio di stagione e potrebbe arrivare ben più avanti del previsto. I biancoverdi, tra il 13 e il 22 novembre, avevano perso sei partite in fila. Da quel momento la squadra ha vinto sette delle ultime undici gare. Il picco di questi Celtics, fino ad ora, è stato sicuramente al Madison Square Garden: vittoria per 73-114 contro una squadra rivale come New York. Importante nel sistema di Stevens è l’impatto realizzativo di Jordan Crawford, che si è addirittura tolto lo sfizio di vincere il premio di miglior giocatore della settimana nella Eastern Conference.

UNA WESTERN CONFERENCE IMPOSSIBILE – Nella Eastern Conference basta il 50% di vittorie per essere terzi. Addirittura il quarto migliore record è l’11-13 (45.8%) dei Detroit Pistons. Le cose sono un tantino diverse nella Western Conference, dove verosimilmente solo tre squadre tra Nuggets, Mavericks, Warriors, Pelicans, Timberwolves, Lakers e Grizzlies riusciranno a trovare un posto. Ah, ne dimenticavamo una: i Phoenix Suns. Il loro 13-9 nella Eastern Conference sarebbe sufficiente per posizionarsi appena dietro Indiana e Miami; nella Western sono sesti. Ad oggi, le otto che andrebbero a comporre un tabellone infernale sono Blazers, Spurs, Thunder, Clippers, Rockets, Suns, Nuggets e Mavericks. Rimarrebbe ad esempio fuori Golden State, che ha un record di 13-11. In proporzione, se tutte le squadre dovessero mantenere l’attuale percentuale di vittorie, i Warriors sarebbero costretti a guardare la post-season da casa nonostante un 44-38. Troppo poco in confronto al 49-33 dei Mavs ottavi. E ad Est? Nella Eastern Bulls e Raptors si sono qualificate con un 33-49…

STATISTICHE DELLA SETTIMANA: I NUMERI DI KOBE AL RIENTRO E I RECORD DEI BLAZERS

IL RIENTRO DI KOBE – Kobe è ritornato in campo dopo otto mesi dall’infortunio al tendine d’Achille. Il cinque volte campione NBA ha naturalmente bisogno di tempo per ritrovare la condizione migliore e poi tentare una scalata ai Playoffs che, quest’anno, sembra davvero impossibile: i Lakers, complici gli infortuni ai tre playmaker in rosa, hanno perso quattro delle ultime sei partite e hanno un record di 11-12; i Mavs, ottavi ad Ovest, ne hanno vinte 14 su 24. Per i tifosi gialloviola, comunque, rivedere Bryant in campo è già una gioia incredibile. L’esordio è arrivato domenica scorsa a Toronto: 9 punti, 2/9 al tiro, 8 rimbalzi, 3 assist e 8 palle perse. Le cose sono andate un po’ meglio contro i Suns, una delle vittime preferite di Kobe: 20 punti, 6/11 dal campo e 3 assist. Contro OKC, a causa del risultato pesantemente sfavorevole, D’Antoni lo ha schierato solo 23’, in cui comunque Kobe è riuscito a distribuire 13 assist, ma anche a collezionare 7 palle perse e a segnare 4 punti. La trasferta di Charlotte gli ha regalato invece il suo primo vero momento di gloria dopo il rientro: 21 punti, 7 rimbalzi e 8 assist – ma anche 7 perse – e la firma sul parziale che ha consegnato la vittoria ai Lakers.

I RECORD DEI BLAZERS – I Portland Trail Blazers di Aldridge e LIllard non hanno alcuna intenzione di smettere di stupire. I numeri da mettere in evidenza sono tre: le vittorie in stagione, le cifre di Aldridge contro Houston e le triple realizzate sul campo dei Sixers. Con la rotonda vittoria al Wells Fargo Center di Philadelphia, i Blazers si sono portati sul 20-4: sono la seconda squadra – dopo i Pacers – a raggiungere le venti vittorie in questa stagione. Aldridge ha onorato in maniera impressionante la sfida contro Dwight Howard e i Rockets, regalando la vittoria a Portland con una prestazione da 31 punti e 25 rimbalzi: nessun giocatore nella storia dei Blazers aveva mai realizzato un 30+25. Chiudiamo con il dato del tiro da tre in Sixers-Blazers: 21/37. Inutile dire che le 21 triple segnate sono un record di franchigia per Portland.

Photo: wallaad.com