NBA Weekly: Melo guida la notte dei record con 62 punti, i Thunder riprendono il primato a Ovest

Ci scusiamo per l’assenza di settimana scorsa.

PARTITA DELLA SETTIMANA: SAN ANTONIO SPURS-OKLAHOMA CITY THUNDER 105-111, 22 GENNAIO

Riflettori naturalmente puntati sulla grande sfida tra le prime due squadre della Western Conference. OKC e San Antonio si sono sfidate a suon di canestri e la partita non ha tradito le aspettative, risultando godibile e spettacolare. Le chiavi della partita sono state la freschezza e la lucidità dei Thunder, capaci di affrontare gli Spurs in velocità e di non sbagliare un colpo nel quarto periodo per tenere a debita distanza un Tony Parker (37 punti, 14/22 dal campo) alla sua migliore prova stagionale. Il vero protagonista del quarto periodo è stato Reggie Jackson, il giocatore che sta beneficiando maggiormente dell’infortunio di Russell Westbrook. Il nativo di Pordenone ha battuto a ripetizione dal palleggio la tenace difesa della squadra di Popovich e ha chiuso l’incontro con 27 punti e 8 assist. Gloria, ovviamente, anche per Kevin Durant, che ha segnato due incredibili triple in fila per chiudere i conti. Il candidato principale per il premio di MVP ha fatto registrare 36 punti, ma anche 11 palle perse.

GIOCATORE DELLA SETTIMANA: LAMARCUS ALDRIDGE (PORTLAND TRAIL BLAZERS) – 24.7PPG, 11.6RPG, 2.9APG

Non è stata una settimana da sogno per i Portland Trail Blazers, che hanno perso due delle quattro partite disputate. LaMarcus Aldridge, comunque, ha deciso di dare una risposta a tutti i votanti per l’All-Star Game, che gli hanno preferito Blake Griffin e Kevin Love nonostante le sue prestazioni gli stiano assicurando un posto nella corsa all’MVP. La settimana del numero 12 dei Blazers è iniziata sul campo dei Dallas Mavericks: 30 punti (11/18 dal campo) e 12 rimbalzi. Impegnato poi contro gli Houston Rockets di Dwight Howard, un altro illustre escluso dal quintetto della Western Conference, Aldridge ha catturato 20 rimbalzi in aggiunta ai 26 punti segnati. Poi ha fornito una prestazione da 29 punti e 16 rimbalzi, che comunque non è servita a Portland per sconfiggere OKC. Infine ha letteralmente demolito i Nuggets con 44 punti (career-high), 13 rimbalzi e 5 assist. In settimana ha tenuto medie vertiginose: 32.5 punti, 15.2 rimbalzi, 3 assist e 1 stoppata con il 49.4% dal campo (49/99). Come dire: «Non mi avete voluto in quintetto all’ASG? Questo è quello che vi perdete».

SQUADRA DELLA SETTIMANA: OKLAHOMA CITY THUNDER, 34 VINTE E 10 PERSE IN STAGIONE

Ancora una volta, questo premio va ai Thunder. Senza Westbrook, la squadra di coach Brooks è riuscita a non perdere terreno e, anzi, a recuperare il primo posto nella ultra-competitiva Western Conference. I OKC ha trovato ancora una volta, come negli scorsi Playoffs, in Reggie Jackson un giocatore che può occupare perfettamente la posizione solitamente ricoperta da Westbrook, riuscendo però a garantire maggiore spazio a Durant. I Thunder hanno cominciato la settimana con una vittoria agevola contro i Sacramento Kings, prima che il calendario li mettesse di fronte ad una doppia sfida al vertice. Nonostante un LaMarcus Aldridge in forma smagliante, OKC è riuscita a sconfiggere i Trail Blazers, prima di volare a San Antonio. In Texas hanno impedito a Tony Parker di ribaltare il risultato, grazie ai canestri di Jackson e Durant nel quarto quarto. Durant non è sceso in campo nella trasferta di Boston, ma la squadra di Brooks ha riportato ugualmente una solida vittoria. I Thunder hanno una striscia aperta di sei vittorie consecutive.

TEMI DELLA SETTIMANA: L’INFORTUNIO DEL MAGO, I QUINTETTI DELL’ALL-STAR GAME, ANTIC VICINO AL PODIO DEL ROY E IL RITORNO DI MARC

BARGNANI – Aveva già fatto discutere in maglia Raptors, adesso che è ai Knicks ogni suo minimo errore lo espone ai riflettori dell’intera America. Il Mago ne ha combinata un’altra delle sue: tentando una schiacciata da grande distanza, si è schiantato contro due difensori dei Sixers. L’ala dei Knicks ha subito sì il fallo, ma nella rovinosa caduta ha rimediato un infortunio al gomito che lo terrà fuori a tempo indeterminato. (Articolo: Bargnani si fa male tentando di schiacciare (ancora una volta): ai Knicks non mancherà molto)

ALL-STAR GAME – Sono stati ufficializzati i quintetti dell’All-Star Game. Per la Western Conference sono stati scelti Stephen Curry, Kobe Bryant, Kevin Durant, Kevin Love e Blake Griffin. I cinque prescelti dell’Ovest affronteranno Kyrie Irving, Dwyane Wade, Paul George, Carmelo Anthony e LeBron James. Come si può notare ad un primo sguardo, la scelta di equiparare le ali ai centri nelle votazioni ha decretato, di fatto, la nascita di quintetti piccoli ed atipici. Quello della Eastern Conference, ad esempio, vedrà Carmelo Anthony e LeBron James sotto canestro, a fronteggiare due giocatori come Love e Griffin. (Articolo: All-Star Game 2014: i vincitori e gli sconfitti dalle votazioni)

ANTIC – Una frattura da stress alla caviglia lo terrà fuori per le prossime tre settimane e questa è sicuramente una pessima notizia per gli Hawks, che hanno già Al Horford ai box. Antic sta disputando un’ottima stagione ed è diventato in breve tempo una pedina importante per coach Mike Budenholzer. Nelle otto partite disputate nel 2014, ha tenuto 11.3 punti e 5.8 rimbalzi di media, tanto da guadagnarsi il quarto posto nella classifica dei candidati al Rookie of the Year del sito della NBA.

MARC – I Grizzlies lo stavano aspettando con ansia. Il centro catalano ha fatto il suo rientro il 14 gennaio contro i Thunder. Memphis, con lo spagnolo in campo, ha risistemato il suo record ed ora può aspirare legittimamente a scavalcare una tra Phoenix e Dallas per qualificarsi alla post-season. Dal rientro di Marc, infatti, i Grizzlies sono 4-1. Gasol ha 10.2 punti, 5.4 rimbalzi e 1 stoppata di media da quando ha rimesso piede sul parquet.

STATISTICHE DELLA SETTIMANA: LA NOTTE DEI RECORD

MELO – La notte tra venerdì e sabato sarà ricordata come quella dei record. La prestazione più incredibile resta quella di Melo, capace di segnare 62 punti con 23/35 dal campo e 0 palle perse nella vittoria dei Knicks sui Bobcats. Woodson ha sostituito il fuoriclasse dopo il canestro che lo ha portato a quota 62, per preservarlo in vista della prossima partita che vedrà NY in campo contro i Lakers. I 62 punti di Melo sono la sua miglior prestazione realizzativa da quando è in NBA, ma hanno consentito anche all’ala campione NCAA nel 2003 di superare il precedente record di punti un giocatore con la maglia dei Knicks (Bernard King, 60) e il precedente record nella storica cornice del Madison Square Garden (Kobe Bryant, 61).

MIRZA – A circa 10km dal Madison Square Garden, i Nets hanno rischiato di subire una grande rimonta dai Mavericks, ma alla fine hanno vinto la partita. L’eroe della gara è stato Mirza Teletovic, il bosniaco che ha conquistato grande spazio nelle rotazioni di coach Jason Kidd. In questo primo mese del 2014, i Nets hanno 9-1 di record. Il giocatore dei Nets è arrivato a fine primo tempo con 24 punti segnati in 12 minuti di utilizzo e si è guadagnato il premio di indiscusso MVP della gara con 34 punti (career-high), 12/18 dal campo, 7/11 da tre e 6 rimbalzi in 26 minuti.

PARSONS – Parsons è uno dei giocatori in maggiore ascesa nell’intera NBA in questo momento. Sta riuscendo brillantemente a farsi strada in una squadra che ha in James Harden e Dwight Howard le stelle. L’ala dei Rockets, infatti, aveva segnato 31 punti lunedì nella vittoria dei texani su Portland. La squadra di McHale ha perso la gara contro i Grizzlies, con solo 87 punti segnati. Parsons è riuscito a segnare 34 punti con 10/14 da tre (tutte e dieci le triple segnate sono arrivate, consecutivamente, nel secondo tempo). È il suo career-high e ha pareggiato il record di franchigia di Kenny Smith per tiri da tre realizzati in fila. Non solo: il suo 6/6 nel terzo periodo gli è valso il record di franchigia per triple realizzate in un quarto.

GLI ALTRI – Grande nottata anche per Tobias Harris, che ha condotto gli Orlando Magic alla vittoria sui Lakers con 28 punti e 20 rimbalzi (career-high). In una notte del genere, i Sacramento Kings volevano fare la loro parte senza lasciarsi abbattere dalle assenze di Cousins e Gay. Pur avendo condotto a lungo la gara contro i Pacers, i ragazzi di coach Malone hanno subito il pareggio con un gioco da quattro punti di George (36 punti) e si sono arresi al supplementare. Marcus Thornton e Isaiah Thomas hanno comunque pareggiato i loro rispettivi career high: Thornton ha segnato 22 punti nel primo quarto e ha chiuso a quota 42, Thomas si è accontentato di 38 punti. Non ha riscritto nessun record, ma Blake Griffin ha guidato la sua squadra per punti (26), rimbalzi (13) e assist (7) nel successo dei Clippers sul campo dei Chicago Bulls. Non poteva tirarsi indietro nemmeno Stephen Curry, autore di 33 punti e 15 assist nonostante i Warriors siano stati sconfitti in casa dai Timberwolves.