NBA Weekly: Miami lancia un messaggio ai Pacers, Hawks terza forza ad Est, Lillard domina il clutch time

PARTITA DELLA SETTIMANA: MIAMI HEAT-INDIANA PACERS 97-94, 18 DICEMBRE

Nella folle notte tra il 18 e il 19 dicembre, che ha visto anche un buzzer beater di Kemba Walker e un doppio overtime tra Bucks e Knicks, i Miami Heat lanciano un chiaro messaggio agli Indiana Pacers e alla lega intera. I Pacers avevano 13 punti di vantaggio nel corso del terzo quarto dopo che avevano messo sotto i campioni NBA in carica in entrambe le metà campo. Poi gli Heat hanno cambiato ritmo ed intensità in difesa e l’attacco dei Pacers è diventato macchinoso. Con gli ospiti che non riuscivano più a segnare, Miami è rientrata in partita col solito LeBron a servire cioccolatini per i compagni. In un quasi-remake di quella gara 6 delle Finals, sono stati due canestri dall’arco a cambiare definitivamente volto alla gara: prima Bosh ha firmato il pareggio, poi Allen ha scagliato la bomba del +3. Entrambi i canestri sono arrivati su assist di LeBron James. La palla persa di George Hill sul -1 ha regalato definitivamente la vittoria ai giocatori di Erik Spoelstra. Indiana ha avuto comunque da recriminare prima per un paio di falli dubbi fischiati a Roy Hibbert, costretto a guardare gran parte della gara dalla panchina, e poi per l’evidente fallo non sanzionato a LeBron James sul tiro finale di Paul George: sarebbero dovuti arrivare tre tiri dalla lunetta con cui i Pacers avrebbero potuto forzare l’overtime. Per Miami c’è da segnalare un’accesa discussione tra LeBron e Mario Chalmers durante un timeout. Polemiche, nervosismo, gioco aggressivo: il perfetto antipasto dei Playoffs.

GIOCATORE DELLA SETTIMANA: DAMIAN LILLARD (PORTLAND TRAIL BLAZERS) – 21.3PPG, 3.7RPG, 5.9APG IN STAGIONE

Se pensavate di esservi liberati dei Blazers dopo il pesante ko rimediato sul campo dei Timberwolves, vi sbagliavate di grosso. Impossibile non indicare come miglior giocatore di questa settimana il giovane playmaker di Portland, che ha regalato due vittorie straordinarie ai suoi. Primo step a Detroit, in una partita che in realtà Lillard non aveva giocato benissimo (23 punti, 6/21 dal campo, 0/7 da tre, 7 assist): il match si protrae fino all’overtime e i Pistons stanno aggrappati agli avversari con le unghie e con i denti. Prima bomba di Jennings di tabella, poi schiacciata di Drummond a rimbalzo, infine gran canestro dal palleggio di Rodney Stuckey. Partita sul pari nei secondi finali, poi Lillard prende palla e s’inventa un incredibile canestro: game, set and match. Situazione simile nella gara coi Cavs: Irving pareggia in penetrazione, Lillard risponde a 0.5” dalla fine con una sensazionale tripla da otto metri. Nel confronto col Rookie of the Year 2012, Lillard ha collezionato 36 punti, 8/12 da tre, 8 rimbalzi e 10 assist. Contro Minnesota i Blazers sono crollati ed erano sotto addirittura 62-30 nel secondo quarto. Lillard è stato uno dei pochi a salvare la faccia: 36 punti, 7/14 da tre, 6 rimbalzi e 6 assist.

SQUADRA DELLA SETTIMANA: ATLANTA HAWKS, 15 VINTE E 12 PERSE IN STAGIONE

Gli Atlanta Hawks, con il loro 15-12 di record, sono sempre di più la terza forza della Eastern Conference alle spalle di Heat e Pacers. Era difficile prevedere che una squadra che in due stagioni ha perso giocatori del calibro di Joe Johnson e Josh Smith riuscisse a rimanere comunque così competitiva. Il gioco degli Hawks si sviluppa sull’asse Jeff Teague-Al Horford, due giocatori che possono tranquillamente ambire ad un posto nel roster della loro Conference all’All-Star Game. Di fianco a loro il solidissimo Paul Millsap e l’infallibile Kyle Korver danno un contributo sostanzioso. Un altro nome importante è quello di DeMarre Carroll, giocatore versatile che ha dimostrato di poter stare benissimo nel quintetto di una squadra di questo livello. Dalla panchina ci pensa Lou Williams a portare un buon numero di punti. In settimana gli Hawks hanno vinto tutte e tre le partite disputate con uno scarto medio di 21.3 punti. Nella notte di lunedì hanno sconfitto per 114-100 i Lakers proprio sfruttando le prestazioni di Teague (17 punti e 10 assist) e Horford (19 punti, 11 rimbalzi e 5 assist). Contro i Kings, in un match casalingo vinto per 124-107 con il traguardo dei 100 punti raggiunto in appena 40’, il palcoscenico è stato tutto per Kyle Korver: 28 punti, 10/15 dal campo, 8/10 da tre. Anche Teague e Horford, di nuovo, si sono fatti valere: 18 punti, 8 rimbalzi e 15 assist per il primo; 25 punti, 10 rimbalzi e 5 assist per il secondo. La settimana si è conclusa con una passeggiata (118-85) contro gli Utah Jazz. 25 punti (8/13 dal campo, 6/10 da tre) per Louis Williams dalla panchina.

TEMI DELLA SETTIMANA: LA FOLLIA DI BARGNANI, I 28 DI BELI, IL TERZO QUARTO RECORD DI JOE JOHNSON, IL RIENTRO DI DANNY GRANGER E IL NUOVO INFORTUNIO DI BRYANT

BARGNANI – Ha fatto molto discutere anche dall’altra parte dell’oceano l’insensato tiro di Bargnani a 11” dalla fine del primo overtime nella partita contro i Bucks. Con i Knicks sul +2, Melo ha sbagliato un tiro. Chandler ha catturato il rimbalzo offensivo e ha servito Bargnani con 11” sul cronometro. Alla squadra di Woodson bastava tener palla e subire fallo per chiudere la gara. Invece il Mago ha tirato da tre, i Bucks hanno recuperato il rimbalzo e, dall’altra parte del campo, John Henson ha corretto un errore di Knight, forzando il secondo supplementare. New York ha comunque vinto, ma l’errore del Mago rischiava di costare carissimo ai Knicks.

BELINELLI – Gli Spurs, impegnati ad Oakland contro i Golden State Warriors senza il trio Parker-Ginobili-Duncan, hanno compiuto un autentico capolavoro riuscendo comunque a rimediare la vittoria. Decisivo il canestro finale di Splitter, ma sono stati soprattutto Belinelli e Mills a spingere l’attacco di San Antonio con canestri su canestri. Il Beli, contro la sua prima squadra in NBA, ha realizzato il suo nuovo career high: 28 punti con 10/16 dal campo e 4/8 da tre. Nel sistema di Gregg Popovich, il giocatore italiano sta diventando sempre più importante.

JOE JOHNSON – Spesso viene definito overpaid, ma Joe Johnson ogni tanto prova a fare qualcosa di indimenticabile per giustificare il suo stipendio. Nel match contro i Sixers, una delle poche gare in cui per i Nets è girato tutto a meraviglia, Joe Johnson ha pareggiato il record per triple in un singolo quarto. Nel terzo periodo, infatti, ha segnato 29 punti con otto canestri dall’arco. In generale, ha giocato trenta minuti e ha fatto registrare 37 punti, 13/20 dal campo, 10/14 da tre, 7 rimbalzi e 5 assist. In stagione sta viaggiando a 16.5 punti, 3.4 rimbalzi e 2.8 assist di media.

GRANGER – Era la pedina che mancava ai Pacers e, se dovesse rientrare con le giuste motivazioni, potrebbe aumentare ulteriormente il livello della squadra di Frank Vogel. Dalla panchina può aggiungere una dimensione offensiva che mancava precedentemente ad Indiana. Sono tutti discorsi potenziali perché finora l’ala dei Pacers ha giocato una sola partita, quella della notte appena trascorsa. È entrato in campo accompagnato dal boato del Bankers Life Fieldhouse e ha subito infiammato il suo pubblico con una stoppata ai danni di Dwight Howard. Nella sua prima gara ha giocato 22 minuti con 5 punti, 1/7 al tiro, 2/2 dalla lunetta, 2 rimbalzi e 2 assist.

BRYANT – Non finisce il calvario di Kobe Bryant, costretto a tornare nuovamente ai box dopo un infortunio patito nel corso della gara contro i Grizzlies, in cui aveva trascinato i Lakers alla vittoria con 21 punti, 5 rimbalzi e 4 assist. Questa volta i medici hanno riscontrato una frattura al piatto tibiale del ginocchio sinistro che costringerà il Mamba a stare fuori circa sei settimane. Nelle sei partite disputate in stagione, Kobe ha tenuto 13.8 punti, 4.3 rimbalzi, 6.3 assist e 5.7 palle perse di media. Con lui in campo i Lakers hanno un record di 2 vinte e 4 perse, senza di lui sono 11-9 in stagione.

STATISTICA DELLA SETTIMANA: CHI HA LE MIGLIORI STATISTICHE NEI MINUTI DECISIVI?

È sempre interessante analizzare le statistiche dei giocatori quando mancano cinque minuti alla fine della partita e ci sono solo 5 punti di differenza tra le due squadre. Il giocatore ad aver giocato più partite in questa situazione è Greg Monroe (17, 8 vinte). Ad aver collezionato più vittorie sono invece i membri del quintetto base dei Blazers Lillard, Matthews, Batum, Aldridge e Robin Lopez (12 vittorie su 15). I due giocatori ad aver segnato più punti sono Kyrie Irving (62) e Damian Lillard (55). Ma se Kyrie Irving in queste situazioni ha un plus/minus negativo (-7), Lillard ha invece il miglior plus/minus della lega con +51, davanti a Nicolas Batum (+50) e Wes Matthews (+49). Il primo giocatore al di fuori dei Blazers per plus/minus nel clutch time è José Calderon (+36). Il miglior rimbalzista del clutch time è Dwight Howard (23), mentre Michael Carter-Williams e Jrue Holiday (14) sono i giocatori ad aver distribuito il maggior numero di assist. Tra i giocatori con almeno 10 tiri tentati, il miglior per percentuale è senza dubbio Anthony Davis (8/10, 80%) davanti a Tony Parker (15/23, 65.2%) e Spencer Hawes (13/20, 65%); buoni risultati anche per Al Horford (13/23, 56.5%). È proprio Kyrie Irving ad aver tentato più tiri nel clutch time (18/52, 34.6%) davanti a Carmelo Anthony (12/46, 26.1%); Irving è anche sul gradino più alto del podio nella classifica dei canestri realizzati e di fianco a lui ci sono Steph Curry e Dirk Nowitzki (16). Gli unici giocatori, con almeno 20 punti segnati, ad avere di media più di un punto al minuto nel clutch time sono Damian Lillard (1.12) e Tony Parker (1.03). Trey Burke ha già realizzato 20 punti (7/16 dal campo, 4/7 da tre) nei 33 minuti disputati in situazioni di questo tipo.

Photo: bleacherreport.net